lunedì 29 settembre 2008

Galleria d'Arte Moderna ovvero il culto del bello




Cari amici, sono le quattro di mattina e mi sono alzato perche' non riuscivo a
dormire, del resto il miglior rimedio contro l'insonnia e'...stare svegli!
Vi voglio raccontare una cosa piacevole accadutami ieri. La mia meta' voleva
andare a tutti i costi a visitare la mostra di Mario Schifano alla Galleria
Nazionale d'Arte Moderna ed ho acconsentito malvolentieri anche perche' avevo
dovuto rinunciare a un invito fattomi da Vincenzo, un carissimo amico. Per
farla breve ci siamo recati alla suddetta Galleria che si trova di fronte
a Villa Borghese.La prima sorpresa e' che non si pagava nulla essendo ieri
una delle due Giornate Europee del Patrimonio (27 e 28 Settembre).
L'edificio datato 1861 in stile neoclassico e' bello e imponente, la
mostra e' piaciuta molto a mia moglie. Ma il resto della Galleria e'
stata un'esperienza favolosa, indimenticabile! Quello che mi ha
affascinato di piu' e' l'arte del XIX Secolo (dal 1800 al 1900):
cose mai viste in vita mia. Notevole e' il salone dell'Ercole con il
gruppo statuario "Ercole e Lica" del Canova, di particolare forza
espressiva; inoltre la statua "Apollo" di Pietro Galli e' di rara bellezza. Affascinano anche la statua "Saffo" di Dupre' nella sala omonima e il
dipinto "Sogni" di Corcos nella sala del giardiniere. La visita alla
Galleria d'Arte Moderna secondo me vale un viaggio nella Capitale.
Orari dalle 9 alle 19,30 da martedi a domenica escluso lunedi. Se invece volete rimanere a casa visitate il sito:
www.gnam.arti.beniculturali.it
dove potrete ammirare i capolavori citati escluso l'"Apollo".

domenica 28 settembre 2008

Svegliatevi Poeti - Renato Zero



Svegliatevi poeti
Spegnete la tivvù
Vi hanno abbastanza offesi
Nessuno qui vi crede più
Se tutta quella splendida sincerità,
Sfuma...
E se poi l'ironia con la volgarità,
Non fa rima
Voi non tacete, non vi rassegnate
Non v'inchinate, mai non vi vendete
Se resterete vivi, solo non sarò:Io no!
Il tempo si è concesso
All'ultimo fast food
In nome del progresso
Coca-cola, un dio sei tu...

Eccovi qui
Anche voi in orario
Eccovi qui
Mezze verità
Eccovi qui
Scoloriti e stanchi
Assenti più che mai
Voi prìncipi, voi eroi, voi santi!
Sei già...
Vita pianificata
Omologata e sterile perciò
Trasgenica mania
Clonare una poesia
Per non doverla scrivere mai più!

E tu Respiri a stento
Quel sentimento lo hai respinto ormai
Per essere il bancario che ora sei
Perchè poi cancellasti quel tramonto
La voglia di un bicchiere in compagnia
Perchè sei sempre il solito scontento:
Perchè!

Io giurerei che c'eri
Forse mi sbaglierò
L'odore dei poeti non credo che lo scorderò
Eccoti qui
Scalzo e spettinato
Modi da re
Grande umanità
Eccoti qui
Che schiaffeggi il mondo
Perchè sei ancora tu
Soltanto e solo tu:
il verbo!

Sei già
Perfezione assoluta
Perchè poni l'accento dove vuoi
Nell'universo sei
Spettatore attento tu
Perchè il pensiero non si perda più...

Così
Quando incontri i poeti
Confidagli le pene e i mali tuoi
Tu puoi affidargli l'anima lo sai
Per tramandare ai figli dei tuoi figli
L'essenza della tua esistenza e poi
Perchè un altro poeta si risvegli:
E ti svegli.

Dall'album "La curva dell'angelo" 2001

sabato 27 settembre 2008

Il culo, che meraviglia!



Bellissima poesia del un poeta brasiliano De Andrade recitata da Albertazzi: non c'e' niente di piu' bello! Eccovi il testo qui di seguito:

Il culo, che meraviglia (di C. Drummond de Andrade)

Il culo, che meraviglia.
È tutto un sorriso, non è mai tragico.

Non gli importa cosa c’è
sul davanti del corpo. Il culo si basta.
Esiste dell’altro? Chissà, forse i seni.
“Mah!” sussurra il culo “quei marmocchi
ne hanno ancora di cose da imparare”.


Il culo sono due lune gemelle
in tondo dondolio. Va da solo
con cadenza elegante, nel miracolo
d’essere due in uno, pienamente.

Il culo si diverte
per conto suo. E ama.
A letto si agita. Montagne
s’innalzano, scendono. Onde che battono
su una spiaggia infinita.

Eccolo che sorride il culo. È felice
nella carezza di essere e ondeggiare.
Sfere armoniose sul caos.

Il culo è il culo,
fuori misura.

CARLOS DRUMMOND DE ANDRADE (1902-1987)

venerdì 26 settembre 2008

Sogno, dunque sono!



Ieri sera nella sala Santa Cecilia all'Auditorium serata eccezionale con Cecilia Bartoli accompagnata dall'orchestra dell'opera di Zurigo. Cecilia Bartoli e' una mezzosoprano, ma ha una voce capace di tutto, dal tenore al soprano. Una voce che fa sognare: alla fine del concerto mi son dovuto dare un paio di schiaffetti per svegliarmi. Vale la pena andare ad ascoltarla, qualunque cosa canti.

giovedì 25 settembre 2008

Lucia II


Questa volta Lucia ha superato se stessa con questa immagine contenente un nuovo acrostico a lei dedicato.

martedì 23 settembre 2008

L'Amicizia

sabato 20 settembre 2008

Lucia mi manda a dire



Amico mio caro
Non trovo nessun tormento
Tanto amata io sono
Onorata da un esistenza non comune
Non tutti avrebbero tale grandezza
Immenso è il mio amore per la vita
Osservo serena lo scorrere del tempo
Lucia

Lucia


Stupenda questa immagine elaborata da Lucia con un acrostico a lei dedicato.

giovedì 18 settembre 2008

Der Fischer




Das Wasser rauscht', das Wasser schwoll,
Ein Fischer saß daran,
Sah nach dem Angel ruhevoll,
Kühl bis ans Herz hinan.

Und wie er sitzt und wie er lauscht
Teilt sich die Flut empor;
Aus dem bewegten Wasser rauscht
Ein feuchtes Weib hervor.

Sie sang zu ihm, sie sprach zu ihm:
Was lockst du meine Brut
Mit Menschenwitz und Menschenlist
Hinauf in Todesglut?

Ach wüßtest du, wie's Fischlein ist
So wohlig auf dem Grund,
Du stiegst herunter, wie du bist,
Und würdest erst gesund!

Labt sich die liebe Sonne nicht,
Der Mond sich nicht im Meer?
Kehrt wellenatmend ihr Gesicht
Nicht doppelt schöner her?

Lockt dich der tiefe Himmel nicht,
Das feuchtverklärte Blau?
Lockt dich dein eigen Angesicht
Nicht her in ewgen Tau?

Das Wasser rauscht', das Wasser schwoll,
Netzt' ihm den nackten Fuß;
Sein Herz wuchs ihm so sehnsuchtsvoll,
Wie bei der Liebsten Gruß.

Sie sprach zu ihm, sie sang zu ihm;
Da wars um ihn geschehn:
Halb zog sie ihn, halb sank er hin,
Und ward nicht mehr gesehn.


L'acqua scrosciava, l'acqua si gonfiava,
e lì accanto c'era un pescatore,
guardava l'amo in tutta calma,
freddo sino al fondo del cuore.

E mentre siede e mentre ascolta,
si leva l'onda e si apre;
dall'acqua che si agita scroscia
una donna tutta stillante.

A lui un canto rivolse e le parole:
"Perché attiri con l'arte
dell'umana malizia la mia prole,
su, nella vampa della morte?

Se sapessi come il piccolo pesce
sta sul fondo, beato,
scenderesti quaggiù, così come sei,
non saresti più malato.

Il caro sole, e la luna, non trova
nel mare il suo ristoro?
Sull'alito del flutto non torna
a noi più bello il suo volto?

Il cielo profondo non ti attrae,
l'umida azzurrità trasfigurata?
Il tuo volto stesso non ti attrae
qui nell'eterna rugiada?".

L'acqua scrosciava, l'acqua si gonfiava,
bagnandogli il piede nudo;
e la nostalgia del suo cuore era tanta,
come quando la bella gli dava il saluto.

A lui rivolse le parole e il canto;
allora fu un uomo finito:
in parte lo trasse, in parte era pronto
a cadere, e non fu mai più visto.

Johann Wolfgang von Goethe (1749-1832)

Woher sind wir geboren?




Woher sind wir geboren?
Aus Lieb.
Wie wären wir verloren?
Ohn Lieb.
Was hilft uns überwinden?
Die Lieb.
Kann man auch Liebe finden?
Durch Lieb.
Was läßt nicht lange weinen?
Die Lieb.
Was soll uns stets vereinen?
Die Lieb.

Da dove siamo nati?
Dall'amore.
Come saremmo perduti?
Senza amore.
Cosa ci aiuta a superarci?
L'amore.
Si può trovare anche l'amore?
Con amore.
Cosa abbrevia il pianto?
L'amore.
Cosa deve unirci sempre?
L'amore.

Johann Wolfgang von Goethe (1749-1832)

sabato 13 settembre 2008

L'estate e' finita



A Fregene vi sono le sirene:
l'ho viste ier mattina sulla spiaggia,
cantavano una nenia molto saggia.
Le rinchiusi in un castello di sabbia,
fuggirono col cuore pien di rabbia.
A Fregene non vi sono piu' sirene...

venerdì 12 settembre 2008

Acceleratore del Cern



Non so se ci sia qualche attinenza con l'esperimento del Cern di Ginevra oppure con la confusione che regna in casa, ma non riesco piu' a trovare delle cose di cui avevo bisogno.

Han sparato dei fasci di protoni:
per questo mi girano i coglioni;
l'esperimento e' riuscito, ma io
non trovo piu' le cose santiddio!