giovedì 23 settembre 2010

Pertusillo: acqua avvelenata alla Puglia (da Terra Nostra)

La diga del Pertusillo è un posto particolare, nel cuore della Basilicata. Costruita negli anni Cinquanta, grazie allo sbarramento del fiume Agri, forma il Lago di Pietra del Pertusillo, un luogo che nonostante la sua natura artificiale può vantare un atmosfera  magica. Nonostante l’imponente impatto ambientale dell’opera, almeno inizialmente la preservazione ed il rispetto per l’ambiente hanno, da subito, permesso il proliferare di numerose specie animali, anche rare. Dimorano nel lago folaghe, germani reali e, nei tratti più isolati, anche l’airone cenerino. Gare di canottaggio, di nuoto e pesca sportiva, a ferragosto il lago si popola di lucani della Val d’Agri che sulle sue sponde festeggiano la festa agostana. E ancora, i suoi 155 milioni di metri cubi d’acqua sono in grado di rispondere a molte necessità idriche: sfruttamento dell’energia idroelettrica, trentacinquemila ettari di terra fertile da irrigare, tra Basilicata e Puglia. L’Acquedotto Pugliese da servire, che ha uno dei suoi punti di partenza proprio da questo lago, destinazione: rubinetti e fontane. Da tempo tuttavia le sue acque insospettiscono i nasi e gli occhi dei suoi più sensibili ed attenti frequentatori; c’è qualcuno che comincia a temere per il suo storico status di “luogo incontaminato”, dove appassionati di pesca si prodigano nella cattura di carpe ed anguille, o grigliano all’ombra dei noccioli e dei castagni. E c’è chi, come Maurizio Bolognetti, preferisce andare a fondo, sin nelle particelle d’acqua del lago: i prelievi commissionati dai Radicali Lucani nel mese di gennaio fanno emergere dei dati sconcertanti, visto e considerato che le acque del lago sono “ad uso umano”...leggi tutto

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