domenica 20 febbraio 2011

''De Mauro ucciso su ordine del signor Riina'' (da Antimafia 2000)


Sentito al processo il neo pentito Rosario Naimo
di Aaron Pettinari - 18 febbraio 2011
Questa mattina, innanzi alla Corte d’assise di Palermo, è stato sentito come teste assistito, per la prima volta in un'aula di giustizia, il pentito Rosario Naimo (arrestato nell'ottobre 2010). L'occasione l'ha data il processo per il sequestro e l’omicidio del cronista del quotidiano “L'Ora” Mauro De Mauro.
Per il delitto è imputato il boss Totò Riina il quale viene accusato dall' ex boss di aver ordinato il sequestro del giornalista. La sua è una descrizione dettagliata di quel che avvenne in quella sera del 16 settembre 1970 basata su quanto a lui rivelato dal mafioso Emanuele D'Agostino, appartenente alla famiglia di Stefano Bontade e incaricato del rapimento. “Quando nel 1972 tornai dagli Stati Uniti a Palermo – ha raccontato Naimo rispondendo alle domande del pm De Montis - chiamai al telefono Emanuele D'Agostino e lui mi raggiunse subito in un appartamento a Ballarò, dicendomi per prima cosa che lo avevano affiliato. Era euforico e incominciò a raccontarmi subito un sacco di cose. Voleva fare bella figura con me per dimostrarmi che anche lui era diventato un mafioso e che era diventato importante. Prima mi raccontò tutto sulla strage di viale Lazio, poi mi disse come fu ucciso Michele Cavataio e infine mi disse 'la sai quella del giornalista De Mauro, hai sentito che è successo?' ma io negli Stati Uniti non avevo ancora sentito cosa fosse accaduto. Così mi raccontò che De Mauro fu preso e ucciso su ordine dello 'zio Totuccio', cioè Totò Riina”.
Quindi ha proseguito nel racconto degli ultimi istanti di vita del giornalista: “D'Agostino lo vide arrivare in auto, aprì lo sportello e non gli diede tempo di scappare. Lo colpì al viso col calcio della pistola e, insieme al ragazzo che lo aiutava nella missione, lo mise nel sedile dietro della loro macchina. D’Agostino, proprio per farmi capire che ruolo aveva assunto in Cosa nostra, mi raccontava di De Mauro come fosse una cosa di cui vantarsi. De Mauro dopo essere stato colpito era stonato e pieno di sangue. Mentre il ragazzino guidava, D’Agostino gli puntava la pistola per non farlo parlare. Fingeva di averlo confuso con un altro, lo chiamava con altro nome e gli diceva che l’aveva preso perché aveva dato fastidio alla sorella”. “Poi – ha continuato - quando arrivarono in un terreno dei Madonia lo fecero scendere e lì c’era Riina. A quel punto gli dissero ‘caro De Mauro’ svelando che sapevano benissimo chi avevano rapito e subito lo uccisero forse sparandogli”. D’Agostino avrebbe detto a Naimo che fecero sparire il corpo. Il pentito non ricorda se l’amico gli disse che l’avevano buttato in un pozzo o meno. Naimo ha quindi voluto ribadire che l’ordine di rapire De Mauro era partito da Riina ma che erano d’accordo anche i boss Ciccio Madonia e Stefano Bontade. Sul motivo per cui De Mauro venne ucciso Naimo ha detto: “D’Agostino mi disse che avevano ammazzato De Mauro perché attaccava sempre la mafia nei suoi articoli”...leggi tutto

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