sabato 5 marzo 2011

''Depistaggi, menzogne e zone d'ombra al centro del Caso De Mauro'' (da Antimafia 2000)

Iniziata oggi la requisitoria del pm Ingroia. Imputato il 'Capo dei capi', Totò Riina
di Aaron Pettinari - 4 marzo 2011
E' alle battute finali il processo per la scomparsa del giornalista Mauro De Mauro, scomparso la sera del 16 settembre 1970.
Dopo quarant'anni, forse, un barlume di verità verrà svelata su quei motivi che hanno portato alla sua morte. Sullo sfondo dei “depistaggi” e dei buchi neri sviluppati nel corso degli anni è evidente “una convergenza d'interessi e di collusioni tra la mafia e certe entità esterne”. E' questo il quadro dipinto dal Procuratore aggiunto di Palermo, Antonio Ingroia durante la requisitoria del processo che si sta celebrando davanti alla Corte d'assise di Palermo, presieduta da Giancarlo Trizzino.
L'unico imputato è il boss mafioso Totò Riina, collegato in videoconferenza dal carcere Opera di Milano in cui è sottoposto al regime carcerario del 41 bis.
“Finalmente siamo giunti alla conclusione di questa lunga e tormentata vicenda giudiziaria che ha inizio più di quarant'anni fa – ha detto il pm - Sono qui con orgoglio e con emozione e nel contempo con amarezza e malinconia per il tempo trascorso. Abbiamo portato fatti e prove, oltre alle dichiarazioni di collaboratori di giustizia. La giustizia arriva sempre, anche a distanza di 40 anni. Riina è l'unico personaggio sopravvissuto tra tutti quelli che hanno avuto un ruolo nel sequestro e nella soppressione del giornalista: Gaetano e Antonino Badalamenti, Luciano Liggio, Mimmo Teresi, Antonino Grado, Emanuele D'Agostino e Stefano Giaconia. Sono tutti morti così come tanti investigatori e tanti testimoni”. ..leggi tutto

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