sabato 16 aprile 2011

Il poligono della morte Salto di Quirra (da Antimafia 2000)

quirra.jpgQuirra, una manciata di modeste case rurali sparse in una vallata racchiusa tra un aspro altopiano di selvaggia bellezza e un’ampia spiaggia da incanto, greggi al pascolo, vigneti, orti, aranceti. Un eden sconvolto da inquietanti presenze aliene: postazioni radar occupano le cime dei rilievi, il filo spinato ferisce la spiaggia, esplosioni e rombi di missili fanno tremare la terra.
Quirra si trova lungo la strada orientale di collegamento sud nord Sardegna, nel varco lasciato aperto dal Pisq (Poligono missilistico sperimentale Interforze Salto di Quirra), “il gioiello della Corona” come amano definirlo i generali, ossia il poligono terrestre, aereo e marittimo più grande d’Europa: 130 kmq a terra, laddove a mare una sola delle zone sottoposte a schiavitù militare, con i suoi 28.400 kmq, supera la superficie dell’intera Sardegna. Si articola nel poligono a mare di Capo San Lorenzo e di Perdasdefogu sull’altopiano. Il poligono, come indica bene il termine inglese bombing test range e lo spagnolo campo de bombardeo, è adibito a manovre di guerra life fire (a fuoco vivo, con vero munizionamento da guerra), sperimentazioni, collaudo di armamenti, esercitazioni delle truppe Nato e extra Nato. È a disposizione delle imprese private produttrici di sistemi d’arma al prezzo di un milione e duecentomila euro al giorno (ultimo prezzo reso noto nel 2003, però parrebbe fermo a quello richiesto negli anni ’70). Considerato che i clienti abituali (Oerlikon-Contraves, Aerospatiale, Finmeccanica, Alenia, Oto Melara, Iveco ecc.) sono in media tre per volta, il “reddito” supera i 100 milioni al giorno, un fiume di denaro che non transita in Sardegna. Nella striscia di Quirra si muore di “sindrome Golfo-Balcani”, gli animali nascono con terribili alterazioni genetiche come i bambini di Escalaplano, paese confinante con il lato ovest del Pisq...leggi tutto

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