lunedì 16 maggio 2011

Pennacchi: «Basta complimenti dateme i voti o pijatevela in...» (da l'Unita')

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La gente in piazza a Latina per il comizio finale di Fli non è né tanta né poca. Antonio Pennacchi è così teso che vorrebbe iniziare in anticipo. Daniela Di Sotto, ex signora Fini, gira distribuendo i volantini del candidato sindaco Filippo Cosignani e si fa fotografare allo stand del “Futurista” (commento sulla foto della Santanché: «Non se po' vede’»).
Fabio Granata spiega che «col cinque per cento lo mandiamo al ballottaggio, il candidato del Pdl, e allora niente sarà scontato». Claudio Barbaro confessa che una campagna elettorale così non l’ha mai fatta: «Mi sento un ragazzino». Antonio Bonfiglio, sottintendendo il suo ex capo corrente Alemanno, parla di chi «predicava la rivoluzione ma sognava solo il benessere» e si becca l’applauso.
Forse non sogna la rivoluzione, quel pezzo di finiani che ha dato vita all’esperimento “fasciocomunista” e alla fine realmente futurista della lista Fli-Pennacchi. Però ci prova, coi mezzi che ha, con la voce che può.
«Vogliamo fare un’operazione di fondazione, per restituire spazio alla politica in una città che rischia di essere soffocata dalla quinta mafia», dice Granata. Nemico numero uno: Fazzone, il ras di Fondi che Pennacchi, nel suo intervento show, s’incarica di demolire. «Fondamentale è non votare lui» chiarisce, subito prima di smontare praticamente tutti gli altri candidati «che se so messi cor culo a pizzo aspettando de capi’ l’aria che tira». È lui la star della serata, naturalmente. È il suo momento, la sua città, la sua storia. E se li gioca in un’ora e passa di comizio a modo suo nel quale davvero riesce a mettere tutto. Le vicende di una città che conosce palmo a palmo e gli attacchi a Berlusconi («è il suo manico politico che è incapace, perché pensa solo ai cazzi suoi»)...leggi tutto

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