Tutti liberi gli indagati al centro dell'inchiesta Premium. Nessuna giustizia per Niki Aprile Gatti, il giovane informatico morto in carcere
Niki Aprile Gatti è un esperto di informatica. Ha 26 anni. Lavora a San Marino per la Oscorp spa il titolare è Serafino Vallorani. Dalla procura distrettuale antimafia di Firenze parte un'inchiesta denominata Premium. Il 19 giugno del 2008 vengono arrestate 18 persone fra l'Italia e l'estero. Alcuni arresti di rilievo: il presidente dell'Arezzo calcio Piero Mancini proprietario dell'azienda Flynet (concessionaria di servizi telefonici), Roberto Cappietti già amministratore di Flynet e amministratore delegato dell'Arezzo calcio. Le accuse: associazione a delinquere, frode informatica e riciclaggio. Viene usato il noto meccanismo da una parte scatole cinesi e dall'altra cittadini truffati. Molti utenti ricevettero bollette telefoniche esose per aver chiamato numeri a pagamento, i famosi 899, 166. L'anello di collegamento con Londra Carlo Contini (residente a Perugia) , della Plug Easy, la società londinese concessionaria costituita assieme ai fratelli Giuseppe Cimieri, calabrese di Cirò Marina, residente a Perugia e Fancesco, residente a Londra. I tre avrebbero avuto contatti diretti con l'ex capo clan mafioso di Niscemi Salvatore Menzo, per riciclare 80 milioni di franchi svizzeri (circa 55 milioni di euro). Il bottino della concessione di queste numerazioni era appetitoso, si parla di un giro d'affari di 10 milioni di euro. Un minuto di connessione attiva di questo genere arriva a 12,5 euro, dunque, i pm descrivono una ripartizione di questo tipo: 1,50 centesimi alla FlyNet, ossia il 10%, il 24% alla società assegnataria dei numeri a tariffazione internazionale, costituita a Londra da Contini e i fratelli Cimieri, e il 64%, equivalente a circa 8 o 9 euro, ai sette arrestati come autori delle imputate intromissioni telematiche, realizzate anche tramite la manomissione di alcune cabine telefoniche. Dietro le compagnie telefoniche ci sono molti interessi, basta ricordare Fastweb e Telecom Italia Sparkle.Tornando a Niki Aprile Gatti, gli viene contestato il reato di presunta frode informatica. Un ragazzo incensurato. Immediatamente dichiara di voler collaborare con la giustizia. Da San Marino viene tradotto in un carcere di massima sicurezza: Sollicciano. La madre viene avvisata, ma non dal figlio. Riesce a vederlo ammanettato, scortato in maniera serrata, solo il 23 giugno giorno dell'interrogatorio di garanzia. Nessuno protesta a quel trattamento, del resto Niki non è un politico consumato o un imprenditore e già condannato, anzi per questi ci sono i domiciliari. La difesa imposta, un avvocato dello studio Guerrini, sì lo stesso avvocato della strage di Bologna che viene citato per la storia di depistaggi in un'interrogazione parlamentare di Luigi Cipriani. Il 24 giugno il ragazzo viene ritrovato morto nella sua cella. Un livido a forma di cerchietto sul braccio, ma nessuna perizia tossicologica. Una deposizione ancora secretata. Una perizia medico legale incongruente. Diciassette persone che tornano libere perché tutto viene archiviato. Due furti, uno a casa di Niki ed uno nell'azienda Oscorp Spa. Non restano tracce di computer, gli unici strumenti che potrebbero portare a capo di tutto...leggi tutto

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