Un ufficiale della nave racconta la sua versione del naufragio, il direttore di Avvenire chiede che i risarcimenti non diventino "una ruota della fortuna"
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| Gianluca Marino Cosentino |
Il Mattino di oggi ha un’intervista a Gianluca Marino Cosentino, tenente di vascello e secondo ufficiale medico sulla Costa Concordia, che racconta la sua versione di quanto accaduto la notte del naufragio. Marino Cosentino dice che l’ordine di abbandonare la nave fu dato da una voce che “al 90 per cento” non era quella di Schettino e quando “tutto l’equipaggio era già sui ponti accanto alle scialuppe, pronti allo sbarco già da oltre mezz’ora”. L’ufficiale medico dice che Schettino gli è sembrato “scosso e non più lucido”, quella sera, e che “il coordinamento dei soccorsi da parte del comandante non c’era. Personalmente mi ha molto sorpreso vedere Schettino in borghese sul molo verso mezzanotte e mezzo. In più quando ho sentito dai telegiornali che aveva avuto il tempo di prendere effetti personali nella sua cabina ed anche un computer, e finanche di scivolare sfortunatamente in una scialuppa, beh, è stato il massimo”.
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