E Schettino: la nave si inclinò per problemi strutturali
La Concordia affondò inclinandosi di lato, dunque rendendo un inferno l’evacuazione, perché aveva problemi strutturali: non funzionarono le pompe di bilanciamento e zavorra e non cedettero le cosiddette «paratie deboli», ovvero le tramezze destinate a crollare in caso di falla per garantire un allagamento simmetrico della nave e per permettere che la stessa rimanesse in assetto e galleggiante, così come previsto dalla «Convenzione internazionale per la salvaguardia della vita umana in mare». È questo il risultato clamoroso delle investigazioni difensive fatte dagli avvocati del comandante Francesco Schettino e contenute in una memoria depositata ieri alla cancelleria del gip Montesarchio in relazione alla richiesta d’incidente probatorio avanzata dai pm sull' apertura della scatola nera della nave. In particolare i contenuti del digitali del VDR (Voyager Data Recorder) prelevato mercoledì scorso dalla nave, sostengono i legali, dovrebbero confermare quanto da loro sostenuto in merito «alla concreta dinamica dell’incidente».
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