Rehn: ora il nuovo salva-Stati. Merkel: siamo d'accordo, acceleriamo
Il venerdì 13 dei rating ha lasciato alle spalle una furia globale. Sono bollenti gli spiriti alla Commissione Ue, per conto della quale il vicepresidente Michel Barnier, titolare dei mercati finanziari, si dice «stupito dal momento» in cui è giunta la bocciatura del debito di nove paesi europei, fra cui Francia e Italia. Gli pare che Standard & Poor’s «non abbia tenuto conto dei progressi compiuti» per rafforzare Eurolandia, in linea con Antonio Tajani, responsabile dell’industria, che parla «di attacco a orologeria». L’Unione sbuffa e non è sola. Anche Cina e Giappone l’hanno presa male, al punto che da Pechino l’agenzia di stampa Xinhua avanza «dubbi sulla credibilità delle agenzie di rating». Stavolta la rabbia è senza confini come i mercati.
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