La compravendita-lampo di un palazzo, che ha permesso a un senatore Pdl di realizzare una plusvalenza da 18 milioni è solo un caso di vendita di edifici di enti per risanare debiti o a scopo di lucro. I casi, da Lunardi a Scajola
I beni pubblici usati come bancomat, il patrimonio di tutti che diventa affare per pochi. Dentro le istituzioni, all’ombra della politica. Si moltiplicano i casi di italian real estate, la vendita sottocosto di pezzi dello Stato. L’ultima puntata del romanzo immobiliare è la compravendita-lampo di un palazzo nel cuore di Roma che ha permesso al senatore del Pdl Riccardo Conti di mettersi in tasca un plusvalenza da 18 milioni di euro in 24 ore: comprato a 26,5 milioni dalla società di Conti “Estate2”, è stato rivenduto il giorno dopo a 54 milioni all’ente previdenziale degli psicologi (Empap). Roba da matti, verrebbe da dire. Ma mica troppo. Perché gli episodi di (s)vendita di grandi patrimoni immobiliari pubblici in dismissione hanno riempito le cronache: Empap, Enpapi, Enasarco, Siae e altri ancora...leggi tutto
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