martedì 14 febbraio 2012

Casale, grazie a chi non ha mollato (dal Fatto Quotidiano)

Non so se la condanna per la strage di Casale Monferrato sia troppo o troppo poco, sicuramente non ci sarebbe stata sentenza alcuna senza la tenacia e l’impegno di donne uomini che non hanno mai mollato, non hanno ceduto neppure di fronte alla disperazione, alle ingiurie, alle minacce e neppure alle offerte di risarcimenti milionari.
Nulla ha potuto comperare la dignitá e la richiesta di giustizia di chi aveva assistito ad una strage di parenti, amici, conoscenti, stroncati dalle polveri dell’amianto, la cui pericolosità, per decenni, era stata negata non solo dai dirigenti della multinazionale svizzera, ma anche da funzionari dello Stato, da chi sapeva e avrebbe dovuto mettere fine alla mattanza.
Per questo ci sentiamo, oggi, di dire solo grazie al comitato dei familiari di Casale Monferrato, ai primi medici che stracciarono i veli della ipocrisia, ai sindacalisti che rifiutarono il ricatto occupazionale, a quei giornalisti che non hanno mai taciuto, a quei giudici, a cominciare dal dottor Guariniello, che hanno voluto istruire quello che è stato il più grande e difficile processo mai celebrato in Europa contro le morti sul lavoro...leggi tutto

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