mercoledì 15 febbraio 2012

Il premier temeva l'effetto Atene "Con i Giochi si fa la fine della Grecia" (da la Repubblica)

Monti contro "il salto nel buio". Il capo del governo prevedeva l'esplosione delle spese organizzative fino a 30 miliardi. La paura per il ritorno della "cricca" Anemone-Balducci e per le possibili conseguenze internazionali. Ma a favore erano molti ministri, da Passera a Clini e Gnudi

Le "cricche" d'affari romane, lo spettro del default greco, la vaghezza del piano, il rischio di una guerra diplomatica al termine dalla quale, alla fine, l'Italia sarebbe finita distrutta come un vaso di coccio. Sono molte le ragioni che hanno spinto Mario Monti a pronunciare il suo "no" a Roma Olimpica, nonostante la riunione del Consiglio dei ministri di ieri abbia visto un inedito e acceso "uno contro tutti", con la maggioranza dei presenti - in testa Corrado Passera, Corrado Clini, Piero Gnudi e Filippo Patroni Griffi - decisi a pronunciarsi a favore. Niente da fare, per Monti l'Olimpiade di Alemanno restava "un salto nel buio"...leggi tutto

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