venerdì 11 maggio 2012

«Corimondo» : la tradizione salentina. Diciannove canti di Corigliano d'Otranto (dal Corriere del mezzogiorno)

Con i fratelli Serra, Luigi Costa, Giovanni Avantaggiato. Libro e cd firmati Kurumuny Edizioni

Il cd «Corimondo – la strina, suoni e canti di Corigliano d’Otranto»
CORIGLIANO - Esce l’11 maggio il nuovo volume firmato Kurumuny Edizioni Corimondo – la strina, suoni e canti di Corigliano d’Otranto, un’antologia di diciannove canti registrati nel cuore del Salento. L’opera sarà presentata il prossimo venerdì presso la Masseria Sant’Angelo di Corigliano alle ore 20,30. Interverranno Luigi Chiriatti e Michele Costa (curatori); Sergio Torsello (Cons. Culturale Istituto Diego Carpitella); Daniele Durante (Etnomusicologo).
Il libro oltre che riallacciare e ricostruire i fili di una memoria fatta di canti, racconti, biografie, è un lavoro che rende omaggio alle persone vive, agli ultimi epigoni di una civiltà linguistica, ai custodi delle modalità performative, delle tecniche strumentali e vocali, della memoria sonora (e non solo) della comunità di appartenenza. Persone che normalmente non assurgono a protagonisti della ricerca etnomusicologica, relegati spesso nel ruolo di informatori o in quello ancora più angusto di depositari delle «sacre tavole» della tradizione. Da questo punto di vista Corimondo suggerisce diverse chiavi di lettura: la tradizione non è un’entità immutabile nel tempo e nello spazio, e le culture tradizionali sono sottoposte agli influssi più diversi con cui devono confrontarsi in un’incessante attività di mediazione, rielaborazione, patteggiamento.
Protagonisti di questo lavoro di lunga durata della memoria sono i musicisti tradizionali, in questo caso i fratelli Serra, Luigi Costa, Giovanni Avantaggiato, per citarne solo alcuni. In tale contesto lo studioso diventa un’insostituibile figura di mediazione culturale perché – lo ribadiva qualche tempo fa Antonello Ricci – «registrare le musiche orali non è un’operazione qualunque. Realizzare dischi a partire da queste fonti sonore è una importante forma di mediazione sociale e culturale che consente di mettere le musiche e i musicisti delle comunità locali in un circuito di ampia circolazione. Consente cioè la conoscenza, la fruizione, il riuso del patrimonio etnico musicale». Ma c’è di più: un disco di musiche tradizionali rappresenta per le comunità locali «una forma di rafforzamento identitario, di ratificazione culturale, di autorappresentazione». Chiriatti, insomma, ha il merito di aver fissato, a suo tempo, su un supporto durevole queste memorie immateriali, volatili, intangibili che ora vengono restituite alla comunità di appartenenza.
(Redazione online)

Nessun commento: