venerdì 18 maggio 2012

Messapi. Il popolo tra i due mari (dal sito del comune di Otranto)


I Messapi
Lungo la costa sudorientale italiana, sin dalla preistoria, si trovavano distribuite, accanto alle popolazioni propriamente italiche, altre dinastie. Tra queste, quella dei "Messapi", stirpe giunta in Italia agli inizi della "Età del ferro". Questo popolo si spinse sulle coste italiane o per sfuggire ad incursioni nemiche, o perché vi trovò propizi spazi di insediamento. Il termine antico "Messapia", "terra di mezzo", sta ad indicare l'area occupata da questa popolazione, situata tra il territorio degli Itali e il mondo ellenico, individuabile nella penisola salentina.
Le fonti letterarie attribuirono ai Messapi anche la denominazione di "Pelasgi" e affermarono che questo territorio vantava la presenza di altre due etnie: i "Sallentini", che occupavano la fascia ionica della regione, e i "Calabri", abitanti della zona centro-orientale adriatica. Di qui l'appellativo "Sallentia" dato alla penisola.
Sulle radici di questo lignaggio vi sono molti dubbi e differenti interpretazioni. Erodoto assegnò a questa gente tutta la zona che si estendeva da Taranto a Brindisi e poi giù, fino a Santa Maria di Leuca, e le conferì un'origine cretese-micenea, anche se altre fonti la vedono come mescolanza di illirici e di cretesi o le riconoscono una provenienza balcanica.
I Messapi crearono una civiltà complessa e fondarono, nel corso dei primi tre secoli del millennio a.C., numerose città, tra le quali Vaste, Alezio, Rocavecchia e Manduria, paese, quest'ultimo, di notevole importanza e sede del mitico re Arthas. Il lento processo di urbanizzazione si era rinsaldato tra il VII e il III secolo a.C. Le vecchie società indigene avevano accettato il passaggio dallo stato tribale dei primi gruppi preistorici alla situazione "protourbana" del periodo miceneo avanzato, fino a conquistare una più stabile condizione di vita, tutelata dalle mura presenti intorno ai centri urbani...leggi tutto

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