domenica 9 settembre 2012

Roberta Benetti, la ricercatrice italiana che ha scoperto come curare i tumori senza chemio e radioterapie (da Meteo Web)

Roberta Benetti è la ricercatrice italiana che ha scoperto le molecole che bloccano la proliferazione tumorale e che, aggredendo soltanto le cellule malate, potranno rappresentare l’alternativa alla chemio e alla radioterapia: la soluzione, quindi, è quella di autoproteggersi dai tumori con l’aiuto di molecole prodotte dall’organismo umano. Una cura che – tra qualche anno – potrebbe eliminare la chemio e la radioterapia. La strada a questo tipo di cure è stata aperta dall’Università di Udine grazie a uno studio guidato dalla ricercatrice monfalconese Roberta Benetti; studio che pubblicato sulla pretsigiosa rivista interrnazionale Cancer Research (link) dell’American Association for Cancer Research, una delle più prestigiose a livello mondiale del settore.
Lo studio è stato pubblicato mercoledì e spiega del successo ottenuto dal gruppo della facoltà di Medicina dell’ateneo di Udine. «In particolare – spiega l’Università –, la ricerca ha per la prima volta dimostrato che una delle molecole microRna, precisamente la miR-335, è direttamente responsabile nel controllo, della generazione e delle funzioni dell’oncosoppressore Rb, gene coinvolto nella protezione dello sviluppo dei tumori. Inoltre, nello studio si evince che l’espressione della miR-335 influisce in modo diretto nel bilanciare il delicato equilibrio di protezione contro lo sviluppo tumorale, perché intacca attraverso l’indiretta influenza anche sull’oncosoppressore p53, gli effetti di due fondamentali proteine note per essere deregolate nella genesi dei tumori»...leggi tutto

mercoledì 5 settembre 2012

Ricordando Angelo Vassallo, "il sindaco pescatore" (da Libera informazione)

Ucciso il 5 settembre del 2010 a Pollica. Nessuna novità dalle indagini sul delitto

"Eri per tutti il “sindaco pescatore” e non solo perche’ amavi andare in mare ma perchè da sempre era il tuo lavoro, la tua passione. Mi raccontavi che navigavi e pescavi sin da quando avevi i pantaloni corti. E sempre ad Acciaroli. Una piccola località di mare del Cilento che con Pioppi fa parte del comune di Pollica. Il tuo rifugio. La tua casa. La tua famiglia. La tua comunità. Amministrata con cura e passione". Con queste parole l'amico e giornalista, Peppe Ruggiero, ricordava alcune ore dopo il delitto, il sindaco di Pollica, Angelo Vassallo, ucciso con sette colpi di pistola, nella sua città, nel cuore del Cilento. Oggi a due anni da quel delitto, non ci sono ancora risultati dalle indagini. Non si sa chi ha voluto mettere fine alla vita di Vassallo e perché. Numerose le piste seguite dagli inquirenti che fanno sapere, tramite la stampa, di non essere interessati ad un processo mediatico e che, invece, stanno lavorando alacremente, per avere risultati concreti e fondati.
"I tuoi  occhi si illuminavano quando mi parlavi del tuo mare, dei pescherecci che all’alba ritornavano al porto - continua Ruggiero nel suo articolo scritto per Libera Informazione. E dove tu spesso li aspettavi per salutare i pescatori  e commentare con loro l’uscita. Eri felice perchè con il tuo gozzo eri ritornato a navigare e pescare. Eri umile ma orgoglioso di aver regalato alla tua comunità tanti premi per la qualità ambientale". (Clicca qui per leggere l'articolo integrale).
Oggi numerose iniziative lo ricorderanno a Pollica e simbolicamente in tutta Italia...leggi tutto
leggi anche:Omicidio Vassallo, nessuna verità dopo due anni di silenzi, indagini e svolte mancate (dal Fatto Quotidiano)

martedì 4 settembre 2012

Quanto sei brutta Roma. Cumuli di rifiuti, mendicanti, traffico caotico: la Capitale è un monumento all’inettitudine che dovrebbe indignarci (di Corrado Formigli da Gioia)

Un giro nei quartieri benestanti di Roma ci racconta la crisi italiana meglio di un trattato di sociologia o di un’indagine del Censis. Nei giorni scorsi, ho inforcato la bici e percorso in lungo e in largo la città. Scoprendo un mondo alla deriva. La prima cosa che colpisce è la sporcizia: la città è un cumulo di cassonetti divelti, bruciacchiati, capovolti, sfregiati. Strappati alla loro funzione originaria – quella di raccogliere rifiuti differenziati a seconda del colore – e traboccanti oggetti di ogni forma e materiale buttati alla rinfusa. Nel bidone della carta c’è una stufa, in quello del vetro c’è frutta marcia, ai lati assi da stiro e televisori accatastati alla rinfusa.
Poi i mendicanti. Decine di donne e uomini magrissimi frugano nei cassonetti per trovare cibo e merce di scambio. Un tempo agivano di sera, ma la fame e la concorrenza li spingono ora ad accalcarsi in pieno giorno.
Muoversi in bicicletta ti permette di cogliere gli odori che cambiano, ma anche i comportamenti degli automobilisti. Le facce di chi guida: tirate, pallide, incazzate. I furgoncini delle consegne buttati ovunque, i posteggi degli invalidi occupati da falsi permessi, così come il centro storico. Ovunque si parcheggia in doppia e tripla fila. Chi si sposta in bici rischia la vita, letteralmente: pedalare in mezzo al traffico è un gesto suicida, mentre le piste ciclabili sono rarissime e invase da pedoni, Smart di traverso e rami caduti...leggi tutto