martedì 4 settembre 2012

Quanto sei brutta Roma. Cumuli di rifiuti, mendicanti, traffico caotico: la Capitale è un monumento all’inettitudine che dovrebbe indignarci (di Corrado Formigli da Gioia)

Un giro nei quartieri benestanti di Roma ci racconta la crisi italiana meglio di un trattato di sociologia o di un’indagine del Censis. Nei giorni scorsi, ho inforcato la bici e percorso in lungo e in largo la città. Scoprendo un mondo alla deriva. La prima cosa che colpisce è la sporcizia: la città è un cumulo di cassonetti divelti, bruciacchiati, capovolti, sfregiati. Strappati alla loro funzione originaria – quella di raccogliere rifiuti differenziati a seconda del colore – e traboccanti oggetti di ogni forma e materiale buttati alla rinfusa. Nel bidone della carta c’è una stufa, in quello del vetro c’è frutta marcia, ai lati assi da stiro e televisori accatastati alla rinfusa.
Poi i mendicanti. Decine di donne e uomini magrissimi frugano nei cassonetti per trovare cibo e merce di scambio. Un tempo agivano di sera, ma la fame e la concorrenza li spingono ora ad accalcarsi in pieno giorno.
Muoversi in bicicletta ti permette di cogliere gli odori che cambiano, ma anche i comportamenti degli automobilisti. Le facce di chi guida: tirate, pallide, incazzate. I furgoncini delle consegne buttati ovunque, i posteggi degli invalidi occupati da falsi permessi, così come il centro storico. Ovunque si parcheggia in doppia e tripla fila. Chi si sposta in bici rischia la vita, letteralmente: pedalare in mezzo al traffico è un gesto suicida, mentre le piste ciclabili sono rarissime e invase da pedoni, Smart di traverso e rami caduti...leggi tutto

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