giovedì 29 agosto 2013

Joseph Ratzinger ci ripensa: "Voglio tornare a fare il papa" (da Lercio)

L’ormai ex Papa Benedetto XVI ci ripensa e promette di far tremare nuovamente tutto lo Stato del Vaticano. “Voglio tornare a fare il Papa” avrebbe dichiarato in questi giorni alla suora Clementina Blasfema, sua amica di vecchia data, con la quale da adolescente passava i pomeriggi ad incendiare fantocci raffiguranti Giordano Bruno.
Di seguito pubblichiamo uno stralcio della lunga intervista concessa al giornale cattolico Avvenuto.  Signor Ratzinger, come le è venuto in mente di dimettersi da Papa e poi ripensarci dopo così poco tempo?
“Ma sa, è stato un colpo di testa, una ragazzata! La vita ora è così triste, la domenica mattina mi alzo tardi, mi affaccio al balcone e non c’è mai nessuno sotto che voglia ascoltarmi. Capisce? Non posso accettarlo, non è vita questa!”
Ma allora perché si è dimesso?
“All’epoca dissi che le dimissioni me le aveva consigliate Dio, ma ora ho il terribile dubbio di essere stato vittima di uno scherzo, penso a qualcuno con una voce impostata da dietro un cespuglio o qualcosa del genere.”
Scusi la sincerità, ma non crede di essere troppo vecchio per tornare a fare il Papa a tempo pieno? Baciare bambini, fare viaggi intercontinentali e indossare abiti ridicoli non è cosa da tutti i giorni.
“Si figuri, ma non credo proprio. Potrei farle molti esempi esempi di illustri ritorni dopo clamorosi ritiri. Pensi a Michael Jordan: dopo il suo ritiro girò addirittura un film e vinse un anello. Oppure pensi a Micheal Schumacher, con cui condivido la nazione d’origine. Come vede, i ritorni sono possibilissimi.”
Che ne pensa di Papa Francesco? Che ne sarà di lui?
“Guardi, glielo dico sinceramente, mi è molto simpatico e tutto, ma personalmente penso sia gay. Sa, tutto quel vogliamoci bene, sono povero, sono come voi, insomma, mi pare evidente. Ma alla guida di un gregge serve una persona con più polso, uno che ad esempio sia in grado di fare la scelta giusta tra preservativi e bambini malati di Aids”...leggi anche i commenti
(@Josef_Kappa)

mercoledì 21 agosto 2013

Severgnini, lucido paraculo (dal blog di Daniele Martinelli)


beppe severgnini
Mi è capitato di chiedermi a cosa serva in un giornale uno come Beppe Severgnini. Non riesco a definirlo un giornalista e nemmeno un cronista. Non ho mai capito quale sia la branca del sapere in cui si sia distinto. Spazia da narratore del teatro alla Scala in prima pagina, a catodico tifoso dell’Inter (e di Moggi); da analista politico stile bar Sport, a tiepido intervistatore con domande concordate. Gira il mondo perché sa bene l’inglese e lo racconta sul Corriere, ma sempre in modo introspettivo perché di notizie, in giro, non ne raccoglie. E come se non bastasse, dispensa pure consigli non richiesti. A tutto e tutti. Va dalle “14 ricette per il giornalismo rubate a uno chef” (23.2.2012), a “Come spiegare Montanelli ai ragazzi” (17.7.2011) fino all’imperdibile “Decalogo per un voto rassegnato (e pratico)“.
Si spaccia per libero critico e lucido pensatore, Severgnini, ma da come scrive traspare lampante il suo debole per Berlusconi e i suoi servi legati a cielle, a cominciare dal ministro Lupi. Da ingrigito samaritano, predica rispetto, morigeratezza, riflessione, e dice di non sopportare gli insulti. Soprattutto se lanciati sul web. Buona scusa da sfruttare in ogni occasione per depistare le vere emergenze sociali parlando male del Movimento 5 stelle e di Grillo. Del resto dobbiamo riconoscere che Severgnini ha subìto un violento shock per il risultato ottenuto dal M5S. I quasi 9 milioni di voti presi, sono per il libero critico “la balena anarchica che ribalta la barca” (18.3.2013) capitanata da Grillo che ha “l’abitudine di parlare solo coi media stranieri che è provinciale, non sofisticata” (4.3.2013). Poco male se lui, Severgnini, col suo inglese da lord cremasco, il 12 giugno 2012 rivelava al Financial Times che Grillo è come Mussolini. “Un populista 2.0“.
Ieri, sul Corsera, Severgnini si lagnava con Grillo in quanto “la sincerità non può essere libertà d’Insulto“. L’ha presa larga citando a esempio le esternazioni dei leghisti Salvini e Calderoli nei confronti della Kyenge, passando dal piddino PirLas nei confronti dell’astista russa anti-gay Isinbayeva, per concludere che Grillo “non capisce che un leader politico deve pensare prima di parlare o scrivere. Perché i suoi eccessi, ai sostenitori, appariranno come un incoraggiamento” a vergare commenti di insulti. Dunque, se per il leader 5 Stelle “«mescolarsi vuol dire sporcarsi di merda» è chiaro che “i suoi fan andranno oltre e scriveranno oscenità, insulti e minacce.” E’ un puritano multimediale, Severgnini. Talmente puritano da aver deciso di disabilitare i commenti alla sua rubrica “Italians” (divenuta itaglians). Deve provare terrore dall’immediatezza dei messaggi non filtrati. Troppo chiari e troppo luicidi per poter essere smentiti o messi in discussione. Non saprebbe come rispondere, Severgnini, a chi gli farebbe notare che non ha fiatato contro gli insulti in piazza di Berlusconi, quando diceva che i magistrati sono un’associazione a delinquere...leggi tutto

lunedì 19 agosto 2013

Arcidiocesi di Lecce, D'Ambrosio assegna nuovi incarichi ai parroci (da LecceSette)

L’Arcivescovo di Lecce, monsignor  Domenico Umberto D’Ambrosio ha nominato il nuovo delegato vescovile ad omnia e alcuni nuovi Parroci. Leccese il nuovo padre spirituale del Pontificio seminario di Molfetta.
L’Arcivescovo di Lecce ha nominato monsignor Pierino Liquori delegato vescovile ad omnia. Liquori succede a monsignor Fernando Filograna, vescovo eletto della diocesi di  Nardò-Gallipoli, che riceverà l’ordinazione episcopale il prossimo 14 settembre in piazza Duomo. Inoltre l’Arcivescovo di Lecce ha disposto i nuovi incarichi pastorali e ha nominato don Luca Bisconti, parroco della Parrocchia Madonna della Fiducia di Giorgilorio, Surbo; don Vincenzo Martella parroco della Parrocchia SS. Angeli Custodi di San Pietro Vernotico; don Vincenzo Marinaci parroco della Parrocchia Maria SS. Assunta di Trepuzzi; don Antonio Murrone parroco della Parrocchia San Massimiliano Kolbe di Lecce e don Piero Quarta parroco della Parrocchia San Giovanni Maria Vianney di Lecce.
"Monsignor Liquori - scrive l’Arcivescovo D’Ambrosio ai presbiteri - è chiamato alla responsabilità di guida, animazione e promozione, con la disponibilità e la dedizione che gli appartengono, della nostra Curia Arcivescovile”. Annunciando le nomine ai sacerdoti, l’Arcivescovo ha anche comunicato che Monsignor. Flavio De Pascali, leccese, è stato nominato padre spirituale del Seminario Regionale di Molfetta dalla Conferenza Episcopale Pugliese. “Ci priviamo di un bravo sacerdote e lo doniamo alle Chiese di Puglia – spiega D’Ambrosio - convinto come sono che don Flavio ha un carisma specifico proprio nel delicato compito dell’accompagnamento e del discernimento vocazionale della guida spirituale”.

Il Giglio di mare, la pianta che nuota

Il Giglio di mare, scientificamente Pancratium maritimum, è una pianta, rara e misteriosa; un giglio bulboso della famiglia delle Amaryllidaceae, che cresce spontaneamente sui litorali italiani, ma viene anche coltivato come pianta ornamentale. Queste piante come tutte le specie di questa famiglia, nella stagione sfavorevole trascorrono un periodo di riposo completo perdendo tutta la loro porzione fuori terra, fusto e foglie, così da sparire completamente alla vista e resistere così alle temperature ed alle azioni aggressive invernali. Si tratta di una pianta monocotiledone; cioè che al germogliare del seme sviluppano una sola fogliolina, da qui mono-cotiledone. La pianta all’esterno assume forma di "cespo" che si allarga orizzontalmente, mentre sotto la superficie sabbiosa presenta un bulbo sotterraneo che produce bulbilli, attraverso i quali si riproduce per via vegetativa. Il fiore è una meraviglia della natura, bianco e con una forma dei petali che ricorda le bellissime orchidee. Si tratta di un fiore "ermafrodita" con impollinazione entomofila produce una capsula contenente molti semi di colore nero. Il vero seme è situato all'interno di una massa sugherosa e leggerissima, che permette il galleggiamento del seme come avesse un salvagente. Le onde delle mareggiate che raggiungono le dune raccolgono i semi dispersi tutt’intorno dalla pianta e li disseminano, grazie alle correnti, in altri punti della costa, anche lontanissimi, favorendo la disseminazione in nuovi territori. E’ per questo che tale disseminazione, molto originale come mezzo utilizzato, la navigazione, è chiamata “idrocora". E’ una formula adottata da questa ed altre poche specie, tra cui la più famosa è la disseminazione delle noci di cocco attraverso il mare che consente alle piante di distribuirsi tra molte isole. Questa pianta, per quanto bella è altresì velenosa e la sua fioritura avviene dal 15 luglio a fine agosto, quando, sul finire dell’estate si vedono le capsule verdi contenenti i semi; a settembre le capsule assumono sfumature marroni e lasciano intravedere all'interno i semi neri destinati a cadere al suolo e prendere la via del mare. Chi li trova è invitato naturalmente a fotografare i fiori e a respirarne il profumo ma si raccomanda di non cogliere o danneggiare le piante in alcun modo perche' essendo in via d'estinzione secondo la legge italiana sono specie protetta.

La TAP a San Foca: una bomba ad orologeria!


Esplosione di un gasdotto della Enterprise Products Partners nell'Illinois il 13 agosto 2013

lunedì 12 agosto 2013

Pubblicita' progresso: Sapete come fare per ottenere glutei sodi e alti?


Farsi prendere a calci nel culo!

giovedì 8 agosto 2013

BERLUSCONI PROCLAMA: "SONO INNOCENTE" E RISCHIA L'ESPULSIONE DAL PDL! (di Randomante da Lercio)

ROMA – Silvio Berlusconi è davvero innocente come lui stesso si è proclamato qualche giorno fa? In queste ore lo sgomento agita la Direzione del Popolo della Libertà, che sta valutando attentamente la posizione dell’ex Premier. Sembra infatti che lo status di ‘innocente’  sia inconciliabile con la permanenza nel Partito: Berlusconi, insomma, si troverebbe di fronte all’ennesimo caso di incompatibilità.
“Berlusconi innocente? Un par di palle!” lo difende un coordinatore del partito che preferisce restare anonimo, “Io lo conosco da anni: è un farabutto clamoroso! Quello nun era innocente nemmeno quando l’è uscito dalla su’ mamma! Smettetela con questa campagna diffamatoria! L’è stato solo un momento di debolezza!”.
La manifestazione in sostegno di Berlusconi, durante la quale i suoi fedelissimi sono accorsi montando un palco abusivamente e segando alcuni segnali stradali senza l’autorizzazione del Comune, rischia dunque di essere fatale all’ex Cavaliere. “Se è sempre stato ‘innocente’… spiace dirlo ma allora era proprio ineleggibile nel Pdl!” ha protestato un anonimo militante dell’Esercito di Silvio, che abbiamo intervistato mentre piantava abusivamente un lampione davanti casa. “Se è davvero innocente… se lo pigliasse qualche altro Partito, se lo pigliasse! La politica è una cosa troppo seria per affidarla agli innocenti, o addirittura agli onesti. E ora mi scusi: devo montare un idrante comunale nel mio bagno”.
Berlusconi starebbe però già pianificando una contromossa con l’avvocato Ghedini, fatto uscire appositamente dalle segrete in cui è rinchiuso a morire di inedia dopo la sentenza sfavorevole della Cassazione, per studiare una linea di difesa. Linea che, secondo alcune indiscrezioni, sarebbe la seguente: i vertici del Pdl non possono espellerlo dal partito perché i vertici del Pdl non esistono.
La decisione è attesa in questi giorni. Intanto, arriva anche la difesa a spada tratta della pasionaria Santanchè: “Ma quale innocente e innocente: sarà stata una delle sue solite barzellette!”.
Vedremo come andrà a finire...leggi il post originale con i commenti

Meglio un morto in casa che un pisano al governo!

martedì 6 agosto 2013

LO SPELLING DIVENTA INTERNAZIONALE? E DOMODOSSOLA FA RICORSO (da Lercio)

DOMODOSSOLA – “Il fatto è che l’indotto turistico per la nostra città è di importanza vitale”: così il Sindaco di Domodossola commenta alla stampa la proposta di Bruxelles di adottare un’ unica computazione (lo spelling telefonico) europea.
Poco distante dal bar dove parliamo col sindaco amareggiato, bancarelle di magliette (‘D di Domodossola’, ‘ti faccio lo spelling’…), souvenir in pregiato legno della val d’ossola, cornici e posaceneri a forma di “D”. Ma in base al nuovo protocollo previsto, tutto ciò rischia di sparire. E noi ci abitueremo a dire “D di Delta”.
“Gli occupati nel settore della ‘D’ sul suolo comunale sono circa 4500 (un quarto della popolazione. ndr)” sottolinea il primo cittadino, “e molte sono le aziende sul territorio che sul marketing della lettera di Dante hanno costruito una tradizione industriale e familiare”.
“E’ un fatto di identità e di storia che non ha senso sradicare” si unisce al coro il sindaco di ‘E’ di Empoli, che dalla Toscana ci ha raggiunti per fare fronte comune. “A Firenze o Roma certamente poco importerà di questo cambiamento, ma per noi è stato un fulmine a ciel sereno”.
Mentre tra gli abitanti domina lo sdegno, in attesa di sapere se e quando la norma europea entrerà in vigore, i turisti riempiono la memoria delle proprie fotocamere di ritratti accanto al cartello stradale con la ‘D’ di Domodossola. Prima che sia troppo tardi.
Mario Tobeb...leggi il post originale con i commenti