sabato 25 gennaio 2014

L’Italia brucia i 100.000 posti di lavoro del settore fotovoltaico (da Ambiente Bio)

Pubblichiamo l’opione dell’ ” Ing. Valerio Morellato – Morellato Energia sas” così come è apparsa sul sito www.beppegrillo.it.
Fotovoltaico: l’Italia investe per anni e poi butta tutto. Grandi risultati dal 2005 al 2012, ma il settore è stato abbandonato ad un passo dalla maturità: si premia così la speculazione a discapito delle politiche sull’occupazione e sul lungo termine.
Poniamo che io sia un padre di famiglia e voglia insegnare a mio figlio un mestiere: il falegname per esempio. Lo sostengo economicamente, lo aiuto a comprarsi l’attrezzatura e gli commissiono dei lavori per casa nostra per impratichirsi. Il ragazzo è bravo ed impara in fretta, in poco tempo costruisce bei mobili a prezzi sempre più competitivi. E’ pronto ad aprirsi partita IVA e mettersi in proprio. A questo punto dico: “Basta, hai fatto troppo, lascia perdere, smantella il laboratorio e trovati un altro lavoro, da me non avrai più supporto”.
Questo è ciò che l’Italia ha fatto con il settore del fotovoltaico, con le persone e le aziende che hanno investito in esso. La nostra nazione è stata pioniera, con poche altre, iniziando nel 2005 un costoso e moderno piano d’incentivazione all’energia solare. Uno sforzo encomiabile per sviluppare una fonte d’elettricità promettente da tanti punti di vista. Il sole è una risorsa che abbiamo in abbondanza e ci permette di ridurre la nostra dipendenza dall’estero, dalle oscillazioni dei prezzi, dai ricatti di potenti e dittatori stranieri;è una produzione di energia pulita che non inquina il territorio e la nostra aria; ma soprattutto è una miniera rinnovabile, da cui possiamo attingere per millenni...leggi tutto

mercoledì 15 gennaio 2014

A “Chi l'ha visto?” una nuova svolta per il caso Manca (da Antimafia 2000)

Non era in ospedale nei giorni del ricovero di Provenzano a Marsiglia
La novità è di quelle importanti tanto da poter dare un nuovo input investigativo agli inquirenti. Attilio Manca, il giovane urologo trovato morto nella sua casa di Viterbo nella notte tra l’11 e il 12 febbraio 2004, non era in ospedale nei giorni del ricovero di Bernardo Provenzano a Marsiglia. Un dettaglio fondamentale emerso dalle indagini svolte dalla redazione del programma di Rai Tre “Chi l'ha visto?” che da sempre ha seguito la vicenda.
A verificare il fatto è stato il giornalista Paolo Fattori che ha semplicemente confrontato il verbale della squadra mobile di Viterbo, guidata all'epoca da Salvatore Gava, con i fogli dell'ospedale “Belcolle”, dove Attilio Manca lavorava.
Mentre nella relazione firmata dallo stesso Gava risultava che l'urologo siciliano era di turno all'ospedale nei giorni in cui il boss si trovava in Francia per sottoposti ad un'operazione alla prostata, nei registri dell'ospedale si evince che questi non era presente al nosocomio di Viterbo. I giorni in cui è segnata la mancata presenza sono quelli del 25, 26 e 31 ottobre 2003, mentre il 30 se ne era andato via intorno alle 15:30, prima quindi che terminasse il suo turno. Infine rientra in servizio la mattina del 1° novembre. Certo non è dato sapere dove effettivamente Attilio Manca si trovava in quei giorni ma i documenti parlano chiaro e gettano nuove ombre sulle modalità con cui sono state condotte le indagini sulla sua morte in questi anni. La famiglia ha da sempre sostenuto che queste fossero lacunose ed incomplete. Quando la mattina del 12 febbraio 2004 viene trovato morto nella sua casa di Viterbo, subito si notano sul braccio sinistro due piccoli fori. L'autopsia riscontra una dose letale di droghe e gli inquirenti pensano al suicidio mentre la famiglia lo esclude categoricamente. Gianluca Manca e la madre Angela Gentile hanno ricostruito ogni aspetto evidenziando come Attilio si trovasse bene a Viterbo, tanto da voler comprare casa, ma soprattutto era un mancino puro. “Come avrebbe fatto a farsi un’iniezione con la mano destra?” è la domanda più ovvia che si possa pensare...leggi tutto