sabato 10 maggio 2014

Uranio impoverito: valanghe di cause contro lo Stato per chiedere il risarcimento dei danni civili, biologici ed esistenziali (da l'Huffington post)

Sedici anni di battaglie legali e ancora non è finita. Anche se su 18 cause andate a sentenza, l’avvocato Angelo Tartaglia le ha vinte tutte e 18 riuscendo a far riconoscere ai militari che ha difeso il nesso di causalità tra l’uranio impoverito e la loro la malattia o il decesso, e il dovuto risarcimento da parte dello Stato. “E’ una vicenda surreale, dove la Difesa si ostina ad opporsi all’evidenza di migliaia di militari che sono andati in missione nelle zone di guerra contaminate dai bombardamenti con proiettili all’uranio impoverito e sono tornati con patologie che in molti casi ne hanno provocato la morte. Perdono nei tribunali ordinari, perdono in Cassazione ma continuano a mantenere questa posizione assurda”, dice Tartaglia.
L’ultima batosta lo Stato l’ha presa qualche giorno fa dalla Cassazione, che ha sancito come la giurisdizione competente a valutare il danno per gli eredi dei militari morti sia appunto quella dei tribunali ordinari. E adesso Tartaglia si prepara a mettere lo Stato di fronte a una valanga di cause per chiedere il risarcimento dei danni civili, biologici ed esistenziali. Ma le vittime dell’uranio impoverito non sono solo i militari malati o deceduti e le loro famiglie. Ha pagato caro il suo impegno nell’Osservatorio militare anche Mimmo Leggiero, ex pilota di elicotteri dell’Aviazione dell’Esercito, che fin dall’inizio ha combattuto per convincere gli stati maggiori che la questione andava affrontata anche sul piano della prevenzione per chi veniva spedito in missione. ..leggi tutto

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