martedì 1 luglio 2014

I mercanti dei servizi (da Comune info)

Come se non bastasse il Partenariato Transatlantico sul Commercio e gli Investimenti (T-tip), ovvero il negoziato, condotto in assoluta segretezza, fra Usa e Ue per costituire la più grande area di libero scambio del pianeta, realizzando l’utopia delle multinazionali, un nuovo attacco ai beni comuni, ai diritti e alla democrazia è in corso con il Tisa (Trade In Service Agreement), un nuovo trattato, della cui esistenza si è venuti a conoscenza solo grazie ai “fuorilegge” di Wikileaks.
Si tratta –per quel che sinora è filtrato dalle segrete stanze – di un negoziato, che riprende in molte parti il fallito Accordo generale sul commercio e i servizi (Agcs), discusso per oltre dieci anni e con durissime contestazioni di piazza all’interno dell’Organizzazione Mondiale del Commercio.
Fallito quello che doveva essere un accordo globale, le grandi elite politico-finanziarie hanno da tempo optato peraccordi tra singoli paesi o per aree, dove far rientrare dalla finestra, grazie all’assoluta opacità con cui vengono condotti gli stessi, ciò che le mobilitazioni sociali dei movimenti altermondialisti avevano cacciato dalla porta.
A sedere al tavolo delle trattative per il nuovo trattato sono i paesi che hanno i mercati del settore servizi più grandi del mondo: Stati Uniti, Australia, Nuova Zelanda, Canada, i 28 paesi dell’Unione Europea, più Svizzera, Islanda, Norvegia, Liechtenstein, Israele, Turchia, Taiwan, Hong Kong, Corea del Sud, Giappone, Pakistan, Panama, Perù, Paraguay, Cile, Colombia, Messico e Costa Rica. Con interessi enormi in ballo: il settore servizi è il più grande per posti di lavoro nel mondo e produce il 70 per cento del prodotto interno lordo globale; solo negli Stati Uniti rappresenta il 75 per cento dell’economia e genera l’80 per cento dei posti di lavoro del settore privato...leggi tutto

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