martedì 1 luglio 2014

Nel Mediterraneo si muore (da Comune info)

Le conclusioni del Consiglio Europeo riunitosi a Bruxelles il 26 ed il 27 giugno respingono le richieste dell’Italia per aiuti alla missione Mare Nostrum e per una modifica sostanziale del Regolamento Dublino III che incatena nel primo paese di ingresso i migranti ai quali vengono rilevate le impronte digitali subito dopo lo sbarco.
Subito dopo l’impasse registrata a Bruxelles riprendono in misura massiccia le partenze della Libia, paese ormai sfuggito al controllo delle autorità centrali, dove vengono sequestrati o assassinati impunemente rappresentanti democratici e difensori dei diritti umani. Un paese nel quale le organizzazioni crimianli che gestiscono il traffico dei migranti spadroneggiano. Nessuno però accenna lontanamente alla situazione nella quale si trovano i migranti in transito in Libia, esposti a torture ed abusi di ogni genere.
Chi rifiuta in Europa la prospettiva di aprire corridoi umanitari si rende complice delle organizzazioni criminali che lucrano sulla chiusura delle vie legali di ingresso protetto nei diversi paesi dell’area Schengen.Malgrado tutti sappiano che la Libia non è un paese terzo sicuro per i migranti in transito, nei documenti europei si continua a vagheggiare di possibili intese con i paesi di transito al fine di fermare le partenze. Nessuno dei governanti europei e delle burocrazie che li supportano si pone il problema di salvaguardare la vita umana e la libertà personale di chi è costretto a fuggire da guerre, persecuzioni e regimi dittatoriali. Anzi proprio con questi regimi e con le gerrachie militari che ne sono espressione si continua a trattare e si continua a mantenere normali relazioni diplomatiche e commerciali. Questa Europa è capace soltanto di proseguire nella guerra ai migranti già proclamata da anni con le operazioni Frontex e con il sistema EUROSUR...leggi tutto

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