martedì 29 dicembre 2009

sabato 12 dicembre 2009

VIGNETTA


Che il nostro Cavalier di mafia puzza lo disse Bossi prima di Spatuzza (di Carlo Cornaglia da Micromega)

 
Vecchie domande a Silvio Berlusconi
che chiedono di mafia e di denari:
“Chi ti ha dato migliaia di milioni
per le quattro Edilnord e i loro affari?

E i capitali per l’Italcantieri,
l’Idra, la Finanziaria Investimenti,
poi Fininvest ed altri tuoi misteri?
Sapevi, nel comprare le emittenti,

di acquistar da un parente di Buscetta,
tal Antonio Inzaranto, suo nipote?
La finanziaria Fimo, un dì sospetta
di riciclar mafiose banconote,

usasti per l’acquisto di Lentini,
il qual, per giunta, fu pagato in nero:
perché usar di Madonia i quattrini?
Disvela, per favor, questo mistero!”

Parla di mafia il bieco quotidiano,
di camorra, politica e finanza
e chiama Silvio, ahimé, Lucky Luciano:
“La sua bella carriera basta e avanza

per far invidia a tanti manigoldi.
Arruola deputati, senatori,
legali e giornalisti a suon di soldi!”
La sua foto è con tanti malfattori,

Brusca, Buscetta, Stefano Bontate,
Calò e il boss dei boss Totò Riina.
Ed un saluto degno del magnate:
“Bacio le mani!” Stampa birichina,

è di certo un giornale comunista,
la solita Repubblica eversiva…
No, è la Padania, quotidian leghista,
negli anni in cui l’Umberto ancor capiva

che in Italia esistevano tre Poli
e Berlusconi, non ancor caimano,
ma buon attore per mafiosi ruoli,
era il capo del Pol palermitano.

Altre notizie attinte dai giornali.
Mimmo Teresi e Stefano Bontate
con Di Carlo e Cinà, loro sodali,
ebbero rendez vous con il magnate

e Dell’Utri, l’amico siciliano.
Disse Bontate: “Lei viva tranquillo
pur nella insidiosissima Milano
e per i famigliari senza assillo.

Qualcuno manderem che vi difenda…
Ma, visto che è assai bravo, venga giù
a fare costruzion con la sua azienda.
A Palermo nessun le fa bubù,

poiché siam tutti a sua disposizione.”
“In caso di bisogno qui a Milano –
ha ricambiato pronto il Capellone –
io certamente vi darò una mano,

basta che con Marcello ne parliate…”
E fu così che il nostro Cavaliere
prese accordi con Stefano Bontate
che a casa gli mandò l’eroe stalliere.

Anni dopo Bontate con Teresi
entrarono in affar con Berlusconi:
venti milardi di lire si son spesi
per il business delle televisioni,

aiutandolo pur con Inzaranto,
il famoso nipote di Buscetta.
Ma dopo l’entusiasmo venne il pianto:
com’è, come non è, quella sommetta

han perso sia Teresi che Bontate…
S’alza il solito coro dei suoi fan:
“Queste son di Spatuzza le minchiate,
il pentito che sparla del caiman!”

Pure questa che sembra maldicenza,
per il momento è pura verità,
come sta scritto, ahimé, nella sentenza
stilata in primo grado un lustro fa

a carico del povero Marcello,
quando Silvio, chiamato testimone,
muto si stette come un lavarello.
Ora che rischia l’incriminazione

per le storie ridette da Spatuzza,
pur per mafia vuole il processo breve
e questo di colpevolezza puzza.
Chissà se il vecchio Giorgio se la beve…

(11 dicembre 2009)

sabato 5 dicembre 2009

Adesso basta!



Adesso basta,
e non è solo una questione di casta.
Siamo stanchi di questo Stato
che con la mafia ha trattato.

Siamo stufi di questo governo,
anche se benedetto dal padreterno.
A fare leggi da 15 anni
per evitare che la giustizia lo condanni.

Adesso basta,
che cosa resta
della libera espressione,
della legalità, dell’Informazione?
della legge, che per tutti vale,
se per uno solo si deve cambiare?
del Parlamento,
se anche un mafioso può starci dentro?

Adesso basta, basta ora,
in piazza c’è l’Italia che lavora
l’Italia del 5 dicembre, l’Italia che esiste
l’Italia della Costituzione, l’Italia che resiste.

Adesso basta, è il tempo giusto
per la protesta, per il riscatto
per dire basta a chi ci opprime.
Italia come sei bella libera dal regime.

Adesso siamo qui, siamo in tanti
uomini e donne per andare avanti
senza più servi, né padroni.
Italia come sei bella senza Berlusconi.

(Alessandro Brescia da Micromega)

domenica 18 ottobre 2009

Il Paese della servitu’ volontaria (di Gianni D’Elia da Il Fatto Quotidiano del 10-10-2009)

Se l’ideologia e’ la distanza tra cio’ che si e’ e cio’ che si dice di essere, bisogna tornare all’analisi delle parole che dicono il loro contrario. Dopo la Casa delle Liberta’, il Partito della Liberta’, eccoci giunti al Popolo della Liberta’. Facciamo l’antifrasi. Il riassunto italiano degli ultimi quindici anni merita ormai una definizione storico-linguistica’ che attinga alla storia (francese) della cultura e della critica umanistica del dispotismo politico; si pensi all’opera di Étienne de La Boétie (1530-1563), intitolata Discorso della Servitu’ volontaria, composta giovanissimo nel 1546 o nel 1548, e pubblicata postuma grazie al suo erede testamentario e amico Montaigne nel 1574, manifesto della liberta’ protestante. “La distanza tra cio’ che gli uomini sono e cio’ che dicono di essere” (Franco Fortini) deve far sostituire alla parola liberta’ il suo contrario, avremo cosi’ il rovescio della falsita’, la verita’ storica e presente dell’Italia, dal plurale della Casa delle Servitu’ al singolare del Partito della Servitu’, e, ancora piu’ pregnante per il nostro riferimento, l’irresistibile Popolo della Servitu’. Il celebre libello di La Boétie, composto “in onore della liberta’ contro i tiranni”, fu da allora ribattezzato prontamente “Il Contro Uno” e spesso riutilizzato nella storia francese come appello alla rivolta contro l’autorita’ costituita: diritto e dovere di difesa. E tuttavia, cosa oggi assai piu’ interessante per noi, dopo la rovina della strategia e della tattica rivoluzionaria comunista, la resistenza alla miseria e all’oppressione non passa, secondo La Boétie, attraverso la violenza e il delitto, ma attraverso la coscienza e la sua diffusione, contro l’unico Maître, Signore e Padrone. La servitu’ dei popoli e’ infatti volontaria, perche’ “non si puo’ dubitare che noi siamo naturalmente liberi, dato che siamo tutti compagni, se non puo’ cadere nell’intendimento di nessuno che la natura abbia messo qualcuno in servitu’, avendoci tutti messi in compagnia”: pare il cuore della Ginestra leopardiana, il “vero amor”, “gli uomini confederati”, contro i deliri razzisti e sciovinisti delle fasulle identita’ padane dei leghisti nostrani.
Il “Discorso” e’ infatti una difesa della dignita’ umana, e dei suoi inalienabili diritti individuali e collettivi, civili, religiosi. La Boétie elenca tre tipi di tiranni, che derivano da tre tipi di fonti, azioni e funzioni: elezione (popolo), forza (violenza delle armi), successione (dinastia). A questi tre tipi di tiranni corrispondono dunque tre tipi di servitu’: elettiva, armata e dinastica. La servitu’ elettiva e’ quella che ci riguarda, perche’ e’ quella volontaria della democrazia mediatica e parlamentare che viviamo. La servitu’ del popolo italiano e’ volontaria; sono i cittadini che “si tagliano da soli la gola” e che, accettandone il giogo, snaturano la natura umana e democratica: la maggioranza degli italiani. Gli italiani sfuggiranno al loro orribile soggezione, soltanto riconquistando la loro prima verita’, la loro “natura franca”. Da questo risorgimento ontologico, contro la restaurazione politica, dipende la grande peripezia della vita civile che, in una prospettiva di nuovo contrattualista e concreta, fara’ di ogni cittadino un uomo e non un suddito, il solo artefice del mondo politico, non piu’ delegato ne’ a Dio ne’ ai suoi luogotenenti, “unti del Signore” , Padrone e Servi, e masse manipolate. Secondo La Boétie, piu’ moderno di tutti i moderni, la risorsa e il segreto del dominio, il sostegno e il fondamento della tirannia, consistono in definitiva nel servaggio reciproco degli uni attraverso gli altri, anche se poi “sono sempre quattro o cinque che mantengono in piedi il tiranno, quattro o cinque che tengono tutto un paese in servitu’”. Andati da lui, o chiamati da lui, “ e’ sempre accaduto che cinque o sei abbiano avuto l’orecchio del tiranno”, e siano stati i suoi complici di potere e compagni di piacere, i procacciatori delle sue volutta’, i beneficiari comuni di tutti i saccheggi… Il monopolismo italiano risulta illuminato, anche nella sua trasformazione, da economico a sociale e politico, se il messaggio di La Boétie arriva fino a Baudelaire, sdegnato di Napoleone III (al pari di Victor Hugo: “dopo il grande tiranno, il piccolo tiranno”). A noi il paragone tra il primo Napoleone e il terzo suggerisce quello tra il primo cavaliere e il secondo.
“Contro la separazione dei fenomeni” (Pasolini), vediamo l’insieme. Dopo Mussolini, Berlusconi e’ il caso italiano piu’ esasperante. Ascoltiamo Baudelaire, da Il mio cuore messo a nudo [XXV, 44]: “Insomma, davanti alla storia e di fronte al popolo francese, la grande gloria di Napoleone III sara’ stata quella di provare che il primo venuto puo’, impadronendosi del telegrafo e della Stampa nazionale, governare una grande nazione. Imbecilli quelli che credono che simili cose si possano realizzare senza l’assenso popolare, cosi’ come quelli che credono che la gloria non si possa fondare che sulla virtu’. I dittatori sono i domestici del popolo, niente di piu’, un fottuto ruolo, del resto, se la gloria e’ il risultato dell’adattamento di uno spirito tale alla stupidita’ nazionale”. Il primo venuto si e’ impadronito, da noi, non del telegrafo, ma della televisione e della Stampa nazionale, e quindi del governo. Anche noi non siamo imbecilli e sappiamo che l’accondiscendenza del popolo italiano e’ fondata sul voto e sul fascino del reato e del vizio che il piccolo tiranno italiano oggi incarna, per tutti gli evasori e i puttanieri della nostra sterminata piccola borghesia arricchita e razzista: e’ la sua gloria, e la loro. L’adattamento alla stupidita’ nazionale dice che la questione italiana, purtroppo, e’ una questione di servitu’ volontaria degli italiani, piu’ che della loro classe politica, di una buona meta’. Sarebbe bello poter dire, a compenso, la famosa frase del film:
“E’ la stampa bellezza!”. Purtroppo, anche la stampa dovrebbe scioperare contro la maggioranza di se stessa, perche’ finisca l’Italia della servitu’ volontaria che ci soffoca, se secondo Pasolini, noi non sapremo mai, ma almeno diremo la verita’: “Ora, quando si sapra’, o meglio si dira’, tutta intera la verita’ del potere di questi anni, sara’ chiara anche la follia dei commentatori politici italiani e delle élites colte italiane. E quindi la loro omerta’ “. (“il Mondo”, 28 agosto 1975). Questa e’ la lettera luterana che dovremmo impugnare, nel conflitto dirompente tra l’interesse al silenzio e l’interesse al dissenso della verita’ politica, contro la pratica politica di sempre.

giovedì 10 settembre 2009

Il Salentino doc



Il Salentino

Va un po’ lentino,

Ma quando beve

Corre da lepre!



Col vino bianco

Non e’ mai stanco,

Se beve il rosso

Salta anche il fosso!



Con il rose’

Si sente un re,

Se l’acqua beve

Fermar si deve!



Un bottiglione

Per colazione

Da’ una sferzata

Alla giornata!



‘Na damigiana

La settimana,

Per non strafare,

Puo’ anche bastare!

sabato 18 luglio 2009

Premio "Olio della Poesia" a Giuseppe Conte


Ieri sera e' avvenuta a Serrano (Frazione di Carpignano Salentino, nei pressi di Otranto) la celebrazione della stupidita' umana mediante la manifestazione "Olio della Poesia": in pratica la consegna dell'omonimo premio al bravissimo Giuseppe Conte, il "poeta del mare". Consegna di un premio ("Salento da amare") anche ad Antonio Caprarica, giornalista Rai, oggi direttore del Giornale Radio di Raiuno. E' stata una dimostrazione di come non si dovrebbe fare una manifestazione culturale. Di qua c'era il pubblico, di la' l'olimpo degli eletti: due poeti con lo stesso nome e cognome (il premiato e l'organizzatore, pura coincidenza), una attrice che ha recitato i versi del poeta, il sindaco di Carpignano, il neo-presidente della provincia di Lecce, il giornalista Rai e un professore universitario. Il povero pubblico per interagire con gli eletti poteva solo applaudire, null'altro era concesso. Ai presenti e' stata distribuita una copia numerata (da 1 a 999) di un quaderno dal titolo "Non finiro' di parlare del mare" contenente l'omonimo poema. Prima dell'inizio della manifestazione peraltro avvenuta con un'ora di ritardo per colpa del neo-presidente di provincia Antonio Gabellone e' avvenuto il "baratto": in pratica veniva regalata una bottiglietta d'olio extravergine in cambio di un libro usato da donare alla biblioteca comunale di Serrano (questa si' che e' stata una cosa simpatica e utile). Il premio "Olio della poesia" consistente in un quintale d'olio extravergine d'oliva (virtualmente sostituito da una bottiglietta) ed una targa e' stato consegnato dal poeta salentino Peppino Conte al poeta ligure Beppe Conte.

sabato 11 luglio 2009

Ddl Sviluppo-Torna il nucleare (Comunicato di Legambiente su Terranauta)


“Con grande soddisfazione questo governo oggi plaude a se stesso per aver raggiunto un antico obiettivo: tornare alla preistoria energetica e spendere soldi in grandiose e fragili cattedrali per la produzione di energia nucleare di terza generazione”. Proprio quella tecnologia che Barak Obama si è rifiutato di finanziare perché inquinante e insicura...leggi tutto

mercoledì 8 luglio 2009

L'economia allo sbando - libro+DVD di Eugenio Benetazzo (recensione)


Eugenio Benetazzo, contro corrente e indipendente, non pagato da banche, società o testate giornalistiche ci offre un’analisi oggettiva del mercato finanziario attuale sulla base di studi che fino ad oggi hanno mostrato la bontà e l’autorevolezza del suo modo di pensare!

Scoprirete di chi sono le colpe di questo tracollo economico
...leggi tutto

martedì 7 luglio 2009

Lampi di luce



Lampi di luce squarciano la notte
finche' non viene il giorno
e illumina il mattino d'occidente,
mentre di la' continua
la notte della vita.

Poveri disgraziati fuggono
da una terra violentata
depredata e impaurita:
vittime d'una odissea infinita...
lottano per la vita.

Vengono in occidente
perche' di gia' si muore la' in oriente.
Noi ricacciamo indietro
ancor di piu' alla fame ed alla guerra
i figli della terra!

sabato 20 giugno 2009

Perche' l'influenza maiala!

giovedì 18 giugno 2009

Mignottocrazia

martedì 31 marzo 2009

I preservativi sono fondamentali nella lotta contro l’HIV/AIDS (da Medici senza frontiere)


Intervista al dr. Kalpana Sabapathy, esperto HIV/AIDS di MSF
26/03/2009

Quanto è cruciale l’utilizzo del preservativo nella lotta contro l’HIV/AIDS?

L’utilizzo del preservativo è la chiave del sesso sicuro....leggi tutto

sabato 21 marzo 2009

La vignetta di Altan

domenica 1 marzo 2009

Una notte con la Gioconda, intervista con Gianni Clerici da Affari Italiani


Libri/ "Scrivere di sport si è rivelato un marchio di infamia nel mondo della letteratura". Lo scriba Gianni Clerici ad Affari
Venerdí 20.02.2009 16:10


Gianni Clerici
di Antonio Prudenzano

Gianni Clerici è un uomo speciale. Il suo è uno dei rari casi in cui un aggettivo tanto abusato risulta appropriato, quasi inevitabile...leggi tutto