sabato 21 dicembre 2013

mercoledì 18 dicembre 2013

Discarica di Cupinoro: vent’anni di veleni e vergogna per la Malagrotta del futuro (da Salviamo il Paesaggio)

Il sito di stoccaggio che da decenni minaccia la salute dei cittadini e deturpa uno dei territori più belli del Lazio, a vocazione agricola e ricco di storia, sta per essere ampliato. I Comitati: “Per interessi economici si continua a preferire il ricorso alle discariche a scapito della raccolta differenziata”.

Il terzo mondo è qui, da decenni. Piccole “Terre dei fuochi” crescono nella Tuscia Viterbese, in uno dei lembi più ricchi di cultura, storia, paesaggi e peculiarità agricole del Lazio. La discarica di Cupinoro, nei pressi di Bracciano a nord di Roma, è l’ennesimo esempio made in Italy di degrado ambientale e uso dissennato del territorio.
“Da 20 anni rifiuti di ogni genere vengono seppelliti a Cupinoro”, dicono dall’associazione Salviamo Bracciano del Forum Salviamo il Paesaggio, che da tempo di oppone al progetto di ampliamento del sito e per la bonifica dell’area, “e ora i cittadini devono convivere con una montagna di veleni alta 80 metri. Le promesse dell’avvio della raccolta differenziata sono state disattese e ad oggi 25 Comuni continuano a sversare con questa modalità, senza che per questo nessuno provi vergogna”. In effetti la vicenda lascerebbe di stucco se non fossimo, ormai, tristemente abituati a certi scempi.
Ma andiamo con ordine. La discarica di Cupinoro è gestita dalla società Bracciano Ambiente S.p.a. di proprietà del Comune di Bracciano, il quale rilascia, in favore dell’azienda stessa, in data 10.01.2013, il permesso di costruire n.02/2013 protocollo 844. L’atto ha per oggetto: “Movimenti di terra, riprofilatura e sistemazione del piano basale di una parte della ex cava Vaira situata all’interno della discarica di Cupinoro”. Si gettano quindi le basi per l’allargamento.
Successivamente, il 9 settembre 2013, la Bracciano s.p.a indice un’asta pubblica “per la vendita di spazi di conferimento per rifiuti nell’invaso a terzi operatori economici”. Il tutto all’insaputa dei cittadini, aggiungono dal comitato.
Ministero dell’Ambiente e Regione Lazio, che avrebbero dovuto decidere rispettivamente entro il 25 e 29 novembre se concedere o meno le autorizzazioni all’ampliamento del sito rimandano il tutto e in questo vuoto decisionale interviene il commissario straordinario ai rifiuti Goffredo Sottile, che dispone un decreto con il quale “in via immediata e urgente si autorizza l’utilizzo fino al 31 dicembre 2013 del sito di Bracciano per lo sversamento dei rifiuti trattati di Roma”, dopo la chiusura di Malagrotta, “Fiumicino, Ciampino e Città del Vaticano”, oltreché, s’intende, anche degli altri 25 Comuni della zona. Ovviamente non è dato sapere cosa accadrà all’immondizia della Capitale dopo il 31 dicembre.
A questo punto i cittadini si mobilitano. I lavori di ampliamento del sito, infatti, “si riferiscono a un volume immenso, 450.000 metri cubi”, fanno sapere da Bracciano stop discarica, comitato che unisce diverse sigle del territorio impegnate in questa battaglia, “che vanno ad aggiungersi a quelli della collina di rifiuti che si staglia all’orizzonte per un’altezza di circa 80 metri in un territorio agricolo, di pregio paesaggistico, vincolato, archeologico, turistico, dove vive fauna protetta e dove, a tutt’oggi, non si conoscono i dati relativi all’inquinamento del suolo, delle falde acquifere, dell’aria e, soprattutto, l’incidenza sugli esseri viventi, decine di migliaia di abitanti”...leggi tutto

Il centro storico di Roma e i siti Unesco del Lazio privi di tutela paesaggistica (da Salviamo il Paesaggio)

Italia Nostra: “il centro storico di Roma privo di tutela paesaggistica insieme agli altri siti Unesco del Lazio: Villa Adriana, Villa d’Este a Tivoli e le necropoli etrusche di Tarquinia e Cerveteri”. 

ITALIA NOSTRA ha appreso solo ultimamente che il Piano Territoriale Paesistico Regionale ( PTPR) adottato dalla Giunta Marrazzo nel novembre 2007 nell’ultimo comma dell’Art. 43 delle Norme del Piano ( All. 1 ) dichiara:
“Le disposizioni del presente articolo non si applicano (…) alle parti ricadenti negli insediamenti storici iscritti nella lista del Patrimonio dell’Unesco (Roma-centro storico, Tivoli- Villa d’Este e Villa Adriana, Necropoli etrusche di Tarquinia e Cerveteri) per i quali è prescritta la redazione del Piano generale di gestione per la tutela e la valorizzazione previsto dalla “Convenzione sulla protezione del patrimonio culturale e naturale mondiale”
L’Art.43 riguarda le tutele paesaggistiche degli insediamenti urbani storici e territori contermini e obbligano naturalmente a richiedere per gli interventi edilizi l’autorizzazione paesaggistica. Queste tutele valgono per tutti i centri storici dei comuni del Lazio non valgono per il Centro storico di Roma e per tutti gli altri siti Unesco.
Si è arrivati al paradosso che nel Lazio un sito Unesco è privo di ogni tutela paesaggistica ( valgono ancora per fortuna le tutele archeologiche) e di ogni controllo da parte delle Soprintendenze. Questa incredibile e sconvolgente situazione sta determinando gravi danni specialmente al Centro storico di Roma in quanto sono state rilasciate concessioni in sanatoria di abusi edilizi in totale contrasto con la sua salvaguardia : sopraelevazioni, ampliamenti, demolizioni e ricostruzioni ecc.
Proprio attraverso una di queste sanatorie che riguardava una sopraelevazione a via Gregoriana, la nostra associazione è venuta a conoscenza di quanto stava accadendo nel centro storico più famoso del mondo. Infatti per quella sopraelevazione, segnalata da un nostro socio, Italia Nostra aveva ottenuto dopo un lungo e faticoso iter la demolizione. Oggi, dopo una lettera del Dipartimento Territorio della Regione Lazio del 19 giugno del 2009 al Comune di Roma, quella demolizione è stata annullata e la sopraelevazione è diventata legittima con la sanatoria...leggi tutto

sabato 7 dicembre 2013

Orte Mestre, ma in bicicletta (di Paolo Cacciari da Comune Info)

Salvo imprevisti e bufere di neve, i comitati che hanno dato vita al coordinamento Stop OrMe trascorreranno questo weekend in bicicletta (programmi, itinerari e altre informazioni su: www.stoporme.org), compiendo ventitré tappe a staffetta lungo i 396 chilometri della progettata nuova autostrada che dovrebbe collegare il Tirreno all’Adriatico, da Civitavecchia a Mestre, devastando, con 64 chilometri di gallerie, 140 chilometri di viadotti, 83 svincoli, 250 cavalcavia e svariate opere complementari di adduzione, gli Appennini, le foreste casentinesi, le valli di Comacchio, la gronda della laguna di Venezia, altri ventidue siti di interesse ambientale ed eliminando almeno 700 ettari di terre agricole. Insomma, la più grande “grande opera” autostradale che sia mai stata concepita dopo l’Autosole.
Nonostante anni di contrastate discussioni, il ministro Maurizio Lupi è riuscito dove nemmeno Monti aveva osato. Un falso project financing da dieci miliardi, approvato nell’ultimo Cipe (Comitato interministeriale per la programmazione economica), promosso da una cordata del costruttore Vito Bonsignore, europarlamentare di Forza Italia, già condannato e passato in giudicato per reati di corruzione, abuso e turbativa d’asta. Peccato solo che, per esplicita ammissione degli stessi promotori, il piano tecnico finanziario della nuova autostrada non stia in piedi mancando dei veicoli/giorno in transito minimi (90 mila contro i soli 18 mila attualmente rilevati, ad esempio, nel tratto veneto) necessari per ammortare i costi di realizzazione e sostenere le spese di gestione dell’opera...leggi tutto

venerdì 6 dicembre 2013

E a Roma saltò fuori un lago (di Giulia Barra da Comune Info)

A largo Preneste, Roma est, c’è un lago. Sì, un vero lago, emerso da qualche anno, ma pochissimi romani lo conoscono. “Naturalmente” è a rischio cementificazione. Cosa rende straordinario questo fazzoletto di acqua e vegetazione? Le sue dimensioni, certo, diecimila metri quadrati, e che sia perfino balneabile, ma soprattutto che da oltre un mese un quartiere intero si è messo in testa che quel lago è di tutti, ed è giusto che tutti lo conoscano per poterne godere. E così si creano belvedere per ammirarlo, si va nelle scuole per raccontarlo ai bambini, persone comuni si mettono in strada a diffondere volantini. Un lago comune..leggi tutto