mercoledì 12 ottobre 2011

Terra!Terra! (da Milocca - Milena Libera)

Cristoforo Colombo nacque a Genova intorno al 1450.
La data e il luogo di nascita (Terrarossa di Moconesi?) non sono certi in quanto all’epoca non si tenevano ancora registri delle nascite e delle morti, i quali furono ordinati dal Concilio di Trento intorno alla metà del 1500.
Suoi genitori furono Domenico e Susanna Fontanarossa. Egli viveva in Portogallo dove aveva potuto fare grande esperienza di navigazione; ma, a differenza di altri navigatori, aveva coltivato molto anche gli studi di geografia e di fisica terrestre, sulle orme di un altro italiano, il Toscanelli.
Riprendendo la teoria, già conosciuta nell’antichità, della sfericità della terra, Colombo sosteneva la possibilità di raggiungere le terre orientali (Cina, Giappone, India) navigando sempre verso occidente nell’Atlantico.
Non si credeva che tra le coste atlantiche dell’Europa e le terre d’Oriente ci fosse di mezzo un continente; né si credeva che la distanza fosse così grande, poiché si calcolava che la terra fosse assai più piccola. Tuttavia era sempre un viaggio che sembrava temerario, quello che voleva fare Colombo, spingendosi oltre lo stretto di Gibilterra (detto Colonne d’Ercole) che pareva segnare l’ultimo limite all’audacia umana.
Per queste ragioni Colombo non trovava persona disposta a procurargli i mezzi necessari alla spedizione.
Finalmente la regina Isabella di Castiglia si lasciò conquistare dagli argomenti e dallo slancio di Cristoforo Colombo. Ella gli fornì un equipaggio di 87 uomini, in gran parte spagnoli, e 3 caravelle: la Santa Maria, l’ammiraglia, 230 tonnellate di stazza, lunga 30 metri e larga 9; la Pinta 75 t. di stazza, lunga 22 m. e larga 7; la Niña 60 t. di stazza, lunga 20 m. e larga 7.
3 agosto 1492. Già all’alba la spiaggia di Palos formicola di gente, venuta per l’ultimo saluto ai partenti. Grande è il pallore di Colombo quando si inoltra verso la spiaggia, circondato da tutte le autorità, dagli amici, dai marinai, dai Padri scesi dal convento a benedire il mare e le vele. La sua convinzione è incrollabile, la sua fede sicura. Cristoforo Colombo s’imbarca sulla Santa Maria. In breve, le vele bianche al vento, la flottiglia si muove verso l’ignoto. Un grande evviva parte dalla folla stipata sulla riva, ma molti cuori ansiosi tremano di pena.
Il cielo è purissimo, il mare calmo. Una leggera e costante brezza spinge dolcemente i naviganti verso le Canarie, l’ultima delle terre note. Il 6 settembre la flottiglia lascia il porto della Gomera, dopo aver fatto nuova provvista d’acqua e di viveri, fino a riempirne ogni più piccolo spazio delle stive. Scomparendo all’orizzonte l’ultima terra conosciuta, i marinai si volgono al loro duce con facce sgomente e qualcuno non sa trattenere le lacrime, sembrandogli ormai staccato per sempre da ogni cosa vivente e avviato alla perdizione.
Dopo settanta giorni di viaggio, pieni di peripezie, di ansie e timori, appaiono ai naviganti i primi indizi di terra vicina.
Nella notte fra l’11 e il 12 ottobre i segni si fanno più certi. Da quel momento nessuno può chiudere occhio. Solo sul cassero della Santa Maria, Colombo guarda diritto e immobile davanti a sé, scoperto il capo canuto e i capelli al vento. Egli non dubita d’aver raggiunto le Indie, d’esser presso alle meravigliose regioni descritte da Marco Polo.
I legni leggeri navigano con la velocità di dodici miglia all’ora, avvicinandosi nel buio alle sognate rive, come per sorprenderle nel sonno. Le miglia percorse erano già 2100 in settanta giorni.
D’un tratto il suo sguardo che fora la notte, distingue nelle tenebre una luce che si muove all’orizzonte. Un indizio di vita dunque! Gli uomini trattengono il respiro e i minuti che volgono lenti nella calma notte, sembrano perfino crudeli. Alle 2 del mattino un cannone tuona sull’oceano dalla tolda della Pinta che, navigando in testa per scandagliare il mare, ha scorto la terra a circa due leghe di distanza.
«Terra, terra!».
Il grido tanto a lungo represso, si libera dai petti esultanti. Colombo cade in ginocchio; il suo pensiero si volge a Dio grande e lo ringrazia piangendo...leggi tutto

Poesia del giorno

Prima di tutto vennero a prendere gli zingari e fui contento perchè rubacchiavano.
Poi vennero a prendere gli ebrei e stetti zitto perchè mi stavano antipatici.
Poi vennero a prendere gli omosessuali e fui sollevato perché mi erano fastidiosi.
Poi vennero a prendere i comunisti ed io non dissi niente perchè non ero comunista. 
Un giorno vennero a prendere me e non c’era rimasto nessuno a protestare.
(Martin Niemöller)

Ieri sera alla casa del cinema

Grande serata ieri alla casa del cinema, dove in occasione del 50esimo anniversario della produzione artistica di Marina Piperno a partire dalle 17 circa c'e' stata la presentazione del libro "L'amata & l'assassino" seguita dal film "Storia di una donna amata e di un assassinio gentile" . Presenti Luigi Faccini e Marina Piperno rispettivamente regista e produttrice del film. Sia il libro che il film sono un catalogo della filmografia della coppia artistica. La caratteristica della produzione di Marina e' quella di essere "low cost" e nello stesso tempo altamente indipendente, tipicamente italiano . L'impegno dei suoi film forse dovuto alla sua storia personale: a causa delle leggi razziali ha rischiato la deportazione insieme alla famiglia. Alle prime 30 signore che sono entrate in sala e' stato regalato il libro, gesto molto gradito. E' stata una serata speciale e il tempo e' passato in fretta nonostante la lunga durata del film (218 minuti + la presentazione, circa 4 ore).

lunedì 10 ottobre 2011

Dichiarazione di Richard Stallman dopo la morte di Steve Jobs

« Steve Jobs, pioniere del computer inteso come prigione resa cool, è morto. Come il sindaco di Chicago Harold Washington disse del corrotto precedente sindaco Daley, "Non sono felice che sia morto, ma sono felice che se ne sia andato". Nessuno merita di dover morire - ne Jobs, né il Sig. Bill, né persone colpevoli di mali peggiori. Ma tutti ci meritiamo la fine dell’influenza maligna di Jobs sul computing. Purtroppo, quell’influenza continua nonostante la sua assenza. Possiamo solo sperare che i suoi successori, nel proseguirne l’eredità, siano meno efficaci.  »

venerdì 7 ottobre 2011

Ieri sera al Teatro Valle Occupato

Grande serata ieri sera al Teatro Valle Occupato dal 14 giugno.Con il teatro strapieno, dapprima c'e' stato un omaggio ad Anna Politkovskaja, la giornalista russa assassinata forse come regalo per il compleanno di Putin il 7 ottobre. C'e' stato un collegamento audiovisivo con Mosca davanti alla casa della giornalista. Poi Teresa De Sio in concerto che ha presentato in anteprima il nuovo album "Tutto Cambia". Prima del concerto e' salita sul palco Lucia Annunziata che ha fatto parlare anche Michele Santoro epurato alla Rai e Vauro Senesi che debutta oggi in edicola con la nuova edizione della gloriosa testata satirica "Il Male".Il 15 ottobre ci sara' una grande manifestazione di piazza (dalle 14 in poi) con il carro dello storico Teatro Valle che sfilera' per la citta'. Il Valle e' un bene comune non per natura ma per esigenza sociale e non deve diventare un bistrot! Nella foto lo striscione con la scritta "Come e' triste la prudenza!"

Guarda il sito e la programmazione del Teatro Valle Occupato: http://www.teatrovalleoccupato.it/

leggi l'articolo: Teatro Valle occupato dai lavoratori "Come l'acqua, l'aria, ora la cultura" (da la Repubblica)

leggi l'articolo e guarda le immagini: Il Male torna a graffiare in edicola (da la Repubblica)

mercoledì 5 ottobre 2011

30 milioni di euro di multa per ogni blog grazie al Diritto di Rettifica (da Byoblu)

Domani alla Camera si discuterà il DDL Intercettazioni. Con il Comma 29 dentro. Se non verrà stralciato, sarà un piede di porco del sistema che potrà scardinare a suo piacimento l'informazione libera e indipendente. Non ci credete? Facciamo qualche esempio.
Se il Comma 29 diventerà legge, chiunque sarà autorizzato a inviare richieste di rettifica via email da pubblicare, senza commento, entro 48 ore. Pena 12500 € di multa. Quarantotto ore possono essere sufficienti per una redazione che lavora full time, ma possono essere un battito d'ali di farfalla per un blogger. Basta ammalarsi e non accendere il computer per due o tre giorni. Basta avere la casella di posta elettronica piena. Basta andare in ospedale per stare vicino a tua moglie che sta partorendo. Basta avere il computer rotto. Basta avere la adsl guasta. Basta andare in vacanza. Basta il gatto che sta male, tuo nonno che ha bisogno di essere portato a fare due giorni di esami clinici, tuo figlio che inizia la scuola e devi comprargli i quaderni. Basta la cantina da svuotare, un lavoro da fare, un viaggio da preparare... Basta essere depressi un paio di giorni e non avere voglia di far niente. Insomma, basta la vita quotidiana di un qualsiasi comune mortale, in tutta la sua ordinarietà, per essere multati con 12500 euro e chiudere baracca e burattini, pagandone le conseguenze per anni...leggi tutto

Lo sapevate, che potranno rettificare? (da METILPARABEN)

Questa è una prova generale di quello che potrà accadere se il comma 29 dell'articolo 1 del DDL di riforma delle intercettazioni, sinteticamente definito comma "ammazzablog", dovesse entrare in vigore così com'è. Buona rettifica a tutti.
Alessandro Gilioli è un giornalista milanese che lavora all'Espresso, vive a Roma e tifa per l'Inter; Giulia Innocenzi è nata a Rimini, è bionda e ha lavorato ad Annozero; Luca Sappino è il più giovane di tutti, va in giro in bici e conduce una trasmissione alla radio; Vittorio Zambardino ha un blog che si chiama "Scene digitali", tifa per il Napoli e scrive delle cose molto interessanti su Facebook; Giuseppe Civati è consigliere regionale in Lombardia, è chiamato "Pippo" dagli amici e ha un blog in cui ha sostituito la "v" del suo cognome con una "w"; Guido Scorza fa l'avvocato, è un esperto di diritto delle nuove tecnologie e prende spesso l'aereo; Fabio Chiusi ha la barba, l'ho incontrato lo scorso week end a Riva del Garda e ha un blog che si chiama "Il nichilista"; Daniele Sensi vive ad Asti, ascolta Radio Padania per monitorare quello che dice ed è successo che gli abbiano rimosso dei filmati da YouTube; Luca Nicotra è il segretario dell'associazione "Agorà digitale", fa parte del Comitato Nazionale di Radicali Italiani e usa Ubuntu; Arianna Ciccone è una donna davvero in gamba, organizza il Festival Internazionale del Giornalismo e stamattina ci ho parlato al telefono; Serena Prinza ha un blog sull'Unità, una volta è venuta a trovarmi al mare e vive a Milano; Luigi Bruschi ha i baffi, a volte mi invita a manifestazioni alle quali non riesco ad andare e ha un blog che si chiama "La città invisibile".---
Luca Nicotra mi chiede di pubblicare la seguente rettifica. Io ottempero, entro 48 ore dalla richiesta, con le stesse caratteristiche grafiche, la stessa metodologia di accesso al sito e la stessa visibilità della notizia:
I Radicali Italiani non hanno nessun Comitato Nazionale. Lo sanno tutti che sono comandati dalla CIA. Ubuntu non esiste. E io non passo tutto il giorno davanti al computer! Luca Nicotra...leggi tutto

lunedì 3 ottobre 2011

Diffondiamo a rete unificata contro la norma ammazza-blog (da l'isola dei cassintegrati)


Diffondete sui vostri blog questo post!
Nel ddl intercettazioni è contenuta una norma “ammazza blog” che obbliga a rettifica anche i blogger, come fossero direttori di testate online. Una norma fatta per censurare la rete, e non è il primo tentativo. Allora oggi alle 15 tutti a Roma al Pantheon per manifestare contro il ddl, assieme a Valigiablu, e diffondiamo su ogni nota fb e blog il post sotto, un appello per informarci ed informare.
Cosa prevede il comma 29 del ddl intercettazioni, sinteticamente definito comma ammazzablog?
Il comma 29 estende l’istituto della rettifica, previsto dalla legge sulla stampa, a tutti i “siti informatici, ivi compresi i giornali quotidiani e periodici diffusi per via telematica”, e quindi potenzialmente a tutta la rete, fermo restando la necessità di chiarire meglio cosa si deve intendere per “sito” in sede di attuazione.
Cosa è la rettifica? 
La rettifica è un istituto previsto per i giornali e le televisione, introdotto al fine di difendere i cittadini dallo strapotere di questi media e bilanciare le posizioni in gioco, in quanto nell’ipotesi di pubblicazione di immagini o di notizie in qualche modo ritenute dai cittadini lesive della loro dignità o contrarie a verità, questi potrebbero avere non poche difficoltà nell’ottenere la “correzione” di quelle notizie. La rettifica, quindi, obbliga i responsabili dei giornali a pubblicare gratuitamente le correzioni dei soggetti che si ritengono lesi.
Quali sono i termini per la pubblicazione della rettifica, e quali le conseguenze in caso di non pubblicazione? 
La norma prevede che la rettifica vada pubblicata entro due giorni dalla richiesta (non dalla ricezione), e la richiesta può essere inviata con qualsiasi mezzo, anche una semplice mail. La pubblicazione deve avvenire con “le stesse caratteristiche grafiche, la stessa metodologia di accesso al sito e la stessa visibilità della notizia cui si riferiscono”, ma ad essa non possono essere aggiunti commenti. Nel caso di mancata pubblicazione nei termini scatta una sanzione fino a 12.500 euro. Il gestore del sito non può giustificare la mancata pubblicazione sostenendo di essere stato in vacanza o lontano dal blog per più di due giorni, non sono infatti previste esimenti per la mancata pubblicazione, al massimo si potrà impugnare la multa dinanzi ad un giudice dovendo però dimostrare la sussistenza di una situazione sopravvenuta non imputabile al gestore del sito.
Se io scrivo sul mio blog “Tizio è un ladro”, sono soggetto a rettifica anche se ho documentato il fatto, ad esempio con una sentenza di condanna per furto? 
La rettifica prevista per i siti informatici è quella della legge sulla stampa, per la quale sono soggetti a rettifica tutte le informazioni, atti, pensieri ed affermazioni ritenute dai soggetti citati nella notizia “lesivi della loro dignità o contrari a verità”. Ciò vuol dire che il giudizio sulla assoggettabilità delle informazioni alla rettifica è esclusivamente demandato alla persona citata nella notizia, è quindi un criterio puramente soggettivo, ed è del tutto indifferente alla veridicità o meno della notizia pubblicata.
Chi è il soggetto obbligato a pubblicare la rettifica?
La rettifica nasce in relazione alla stampa o ai telegiornali, per i quali esiste sempre un direttore responsabile. Per i siti informatici non esiste una figura canonizzata di responsabile, per cui allo stato non è dato sapere chi sarà il soggetto obbligato alla rettifica. Si può ipotizzare che l’obbligo sia a carico del gestore del blog, o più probabilmente che debba stabilirsi caso per caso.

IL DIBATTITO IN RETE:

Guido Scorza su Wired - Censura online: torna l’incubo del ddl intercettazioni
Massimo Mantellini - Se l’indignazione è automatica
Valigiablu – Torna la legge bavaglio? E allora torniamo pure noi
Claudio Messora su Byoblu – In principio furono i blog. Poi venne il diritto di rettifica
Alessandro Gilioli su Piovono Rane – Le mummie
Alessandro Capriccioli su Metilparaben – Generatore automatico di definizioni di blogger del ministro Rotondi
Fabio Chiusi su ilNichilista - Cosa sanno gli spettatori di Porta a Porta del comma ammazza-blog
Non una cosa seria – La legge ammazza blog: un esempio per capirci
Giovanna Cosenza su DIS. AMB. IGUANDO – Il bavaglio ai blog spiegato in 10 punti, again
Agora Digitale – Legge bavaglio – Cronologia
Giornalettismo – Di Pietro e quel bavaglio al web tutto da mettere
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