martedì 29 maggio 2012

Lecce Jazz Festival-Spring Edition 2012

Ieri 28 maggio si e' tenuta l'ultima emozionante serata del "Lecce Jazz Festival-Spring Edition 2012". Piu' o meno alle 21 al Teatro Paisiello di Lecce si e' esibito il quartetto del sassofonista Roberto Gagliardi, in un progetto che raccoglie le suggestioni della musica di Djivan Gasparyan, musicista armeno, e del free jazz di John Coltrane. Successivamente e' stata la volta di una formazione dal sound tipicamente "hard-bop" composto da un trio di musicisti,  Favatano, Montrone e Pennetta e dal divino sassofonista Max Ionata: energia, calore, intensità ed eleganza ne sono stati il marchio distintivo. Alla fine hanno suonato tutti assieme formando una grande orchestra. Favolosa sublime accoppiata di talenti coordinata dall' improvvisato direttore d'orchestra Emanuele Coluccia.
Il jazz e l'amore sono le cose più difficili da descrivere razionalmente. (Mel Torme)

lunedì 28 maggio 2012

Venti anni di Cantine aperte

Giovan Battista Guarini con Luca Chiaraluce al concerto Pentagrappoli
Grande successo ieri alla manifestazione "Cantine aperte 2012". Sono stato verso le 18 alla cantina "Duca Guarini" di Scorrano per fare la degustazione di rito ed ascoltare un concerto Jazz "Pentagrappoli" di Luca Chiaraluce, dedicato ai vini della cantina. Bello il concerto e buoni i vini sopratutto il "Boemondo" (primitivo) ma anche il "Nativo" (Negroamaro biologico). Molte persone (molti i turisti del vino ma anche gente del posto) hanno apprezzato la manifestazione: erano tutti vicino ai tavoli di degustazione. Il vino era accompagnato da piccole frise e pezzi di formaggio fresco.L'ultima volta che avevo visitato la cantina era stato il 14 novembre 2010 in occasione di "S. Martino in Cantina" e ricordo che allora c'erano anche i fagioli e ceci alla pignata per accompagnare la degustazione, questa volta solo formaggio fresco e salame con friselline, tarallini e conserve varie. That's all, folks

sabato 26 maggio 2012

venerdì 18 maggio 2012

Messapi. Il popolo tra i due mari (dal sito del comune di Otranto)


I Messapi
Lungo la costa sudorientale italiana, sin dalla preistoria, si trovavano distribuite, accanto alle popolazioni propriamente italiche, altre dinastie. Tra queste, quella dei "Messapi", stirpe giunta in Italia agli inizi della "Età del ferro". Questo popolo si spinse sulle coste italiane o per sfuggire ad incursioni nemiche, o perché vi trovò propizi spazi di insediamento. Il termine antico "Messapia", "terra di mezzo", sta ad indicare l'area occupata da questa popolazione, situata tra il territorio degli Itali e il mondo ellenico, individuabile nella penisola salentina.
Le fonti letterarie attribuirono ai Messapi anche la denominazione di "Pelasgi" e affermarono che questo territorio vantava la presenza di altre due etnie: i "Sallentini", che occupavano la fascia ionica della regione, e i "Calabri", abitanti della zona centro-orientale adriatica. Di qui l'appellativo "Sallentia" dato alla penisola.
Sulle radici di questo lignaggio vi sono molti dubbi e differenti interpretazioni. Erodoto assegnò a questa gente tutta la zona che si estendeva da Taranto a Brindisi e poi giù, fino a Santa Maria di Leuca, e le conferì un'origine cretese-micenea, anche se altre fonti la vedono come mescolanza di illirici e di cretesi o le riconoscono una provenienza balcanica.
I Messapi crearono una civiltà complessa e fondarono, nel corso dei primi tre secoli del millennio a.C., numerose città, tra le quali Vaste, Alezio, Rocavecchia e Manduria, paese, quest'ultimo, di notevole importanza e sede del mitico re Arthas. Il lento processo di urbanizzazione si era rinsaldato tra il VII e il III secolo a.C. Le vecchie società indigene avevano accettato il passaggio dallo stato tribale dei primi gruppi preistorici alla situazione "protourbana" del periodo miceneo avanzato, fino a conquistare una più stabile condizione di vita, tutelata dalle mura presenti intorno ai centri urbani...leggi tutto

I ciechi e l'elefante - Parabola buddista (ma anche araba e indu')

Successe in India. Tanto tempo fa. Una volta nel parco di Anatapindika, nella città di Jetavana presso Savatthi, religiosi, dotti e scienziati litigavano furiosamente, si accapigliavano, si offendevano. Ognuno pensava di dire ciò che era giusto e ciò che era sbagliato e ognuno aveva l’idea che era giusto ciò che diceva lui e sbagliato quello che diceva un altro. Ognuno era così convinto di essere dalla parte della ragione che neanche ascoltava quello che l’altro aveva da dire e appena si accorgeva che voleva dire qualcosa di diverso lo offendeva dicendo: «È giusto come la penso io, la tua idea è sbagliata». E l’altro lo stesso: «Ma che dici? La mia è l’idea giusta, è la tua che è sbagliata». E litigavano ancora. Per lo più litigavano per un fatto: che uno diceva che l’universo è grande grande grande, così grande che praticamente non ha né una fine e né un inizio...leggi tutto

domenica 13 maggio 2012

Auguri a tutte le mamme!

La festa della mamma ha origini antichissime, poiché già gli antichi Greci dedicavano alle loro genitrici un giorno dell'anno, festeggiando la dea Rea, madre degli dei. Feste in onore della nascita e della maternità venivano celebrate anche tra gli antichi Romani, che salutavano l'arrivo di maggio e della primavera con un'intera settimana di festività, dedicate alle rose e alle donne. Come i romani, anche gli antichi Umbri, a maggio, ricordavano la dea dei fiori e regalavano rose alle loro amate. Una 'festa della mamma', veniva celebrata anche nell'Inghilterra del 1600. Nel XVII secolo infatti, in Gran Bretagna, la quarta domenica della Quaresima, veniva celebrato il 'Mothering Sunday', il giorno in cui chi lavorava lontano da casa poteva tornare dai genitori e onorare la propria madre, offrendole il dolce 'Mothering cake'.
Questa festa pagana, con il diffondersi del cristianesimo, venne acquisita dalla Chiesa, divenendo il giorno in cui si celebrava la 'Madre della Chiesa: forza spirituale della vita e protezione dal male', ma anche la propria madre terrena. Ma la 'madre' dell'evento che oggi viene festeggiato in quasi tutto il mondo, fu una donna americana. La festa della mamma, festeggiata la seconda domenica di maggio ha infatti origine negli Stati Uniti. Inizialmente proposta dalla signora Julia Ward Howe, nel 1872, come giorno dedicato alla pace, divenne una festa nazionale nel 1914, grazie alle petizioni di Ana Jarvis di Philadelphia. Ana Jarvis, infatti, nel 1907, desiderosa di ricordare l'anniversario della morte di sua madre, persuase la sua parrocchia a Grafton, nel West Virginia, a celebrare l'evento la seconda domenica di maggio. L'anno successivo tutta Philadelphia festeggiò la festa della mamma. I sostenitori della Jarvis iniziarono quindi a scrivere a ministri e uomini d'affari per proporre la festa come giorno nazionale, e già dal 1911 l'usanza si era diffusa in quasi tutti gli Stati americani. Sul finire del 1914, il Presidente degli Stati Uniti Woodrow Wilson ufficializzò la festa come festività nazionale, da tenersi ogni anno nella seconda domenica di maggio. Oggi le mamme di quasi tutto il mondo ricevono piccoli pensieri e fiori dai loro figli, a testimonianza dell'affetto e della riconoscenza di questi. Anche se non tutti paesi festeggiano la seconda domenica di maggio, l'usanza di regalare rose rosa alle mamme e di portare rose bianche sulle tombe delle mamme morte è quasi mondialmente diffusa. La festa della mamma è una delle feste "laiche" più apprezzate in tutto il mondo. Ma, in questo lieto giorno, in cui le mamme sono circondate di amore, affetto e piccole attenzioni si dovrebbe anche riflettere sulla figura ed il ruolo della "mamma" nella nostra società.

venerdì 11 maggio 2012

«Corimondo» : la tradizione salentina. Diciannove canti di Corigliano d'Otranto (dal Corriere del mezzogiorno)

Con i fratelli Serra, Luigi Costa, Giovanni Avantaggiato. Libro e cd firmati Kurumuny Edizioni

Il cd «Corimondo – la strina, suoni e canti di Corigliano d’Otranto»
CORIGLIANO - Esce l’11 maggio il nuovo volume firmato Kurumuny Edizioni Corimondo – la strina, suoni e canti di Corigliano d’Otranto, un’antologia di diciannove canti registrati nel cuore del Salento. L’opera sarà presentata il prossimo venerdì presso la Masseria Sant’Angelo di Corigliano alle ore 20,30. Interverranno Luigi Chiriatti e Michele Costa (curatori); Sergio Torsello (Cons. Culturale Istituto Diego Carpitella); Daniele Durante (Etnomusicologo).
Il libro oltre che riallacciare e ricostruire i fili di una memoria fatta di canti, racconti, biografie, è un lavoro che rende omaggio alle persone vive, agli ultimi epigoni di una civiltà linguistica, ai custodi delle modalità performative, delle tecniche strumentali e vocali, della memoria sonora (e non solo) della comunità di appartenenza. Persone che normalmente non assurgono a protagonisti della ricerca etnomusicologica, relegati spesso nel ruolo di informatori o in quello ancora più angusto di depositari delle «sacre tavole» della tradizione. Da questo punto di vista Corimondo suggerisce diverse chiavi di lettura: la tradizione non è un’entità immutabile nel tempo e nello spazio, e le culture tradizionali sono sottoposte agli influssi più diversi con cui devono confrontarsi in un’incessante attività di mediazione, rielaborazione, patteggiamento.
Protagonisti di questo lavoro di lunga durata della memoria sono i musicisti tradizionali, in questo caso i fratelli Serra, Luigi Costa, Giovanni Avantaggiato, per citarne solo alcuni. In tale contesto lo studioso diventa un’insostituibile figura di mediazione culturale perché – lo ribadiva qualche tempo fa Antonello Ricci – «registrare le musiche orali non è un’operazione qualunque. Realizzare dischi a partire da queste fonti sonore è una importante forma di mediazione sociale e culturale che consente di mettere le musiche e i musicisti delle comunità locali in un circuito di ampia circolazione. Consente cioè la conoscenza, la fruizione, il riuso del patrimonio etnico musicale». Ma c’è di più: un disco di musiche tradizionali rappresenta per le comunità locali «una forma di rafforzamento identitario, di ratificazione culturale, di autorappresentazione». Chiriatti, insomma, ha il merito di aver fissato, a suo tempo, su un supporto durevole queste memorie immateriali, volatili, intangibili che ora vengono restituite alla comunità di appartenenza.
(Redazione online)

Fate fogli di poesia (un omaggio ad Antonio Leonardo Verri)

Ieri sera nella sede del Fondo Verri a Lecce ho assistito alla prima delle manifestazioni della rassegna "Le cose di Maggio": un omaggio ad Antonio Leonardo Verri il poeta scrittore di Caprarica che vendeva i suoi foglietti per cento lire agli angoli delle strade di Lecce (questa descrizione e' un po' riduttiva e non rappresenta il personaggio nella sua totalita'). Le immagini i ricordi e gli aneddoti dello scrittore salentino, incantatore di parole e instancabile attivista culturale forse mi hanno non poco influenzato e stamattina mi e' venuto spontaneo scrivere questo:
La cultura non e' letteratura
la cultura e' cio' di cui sei permeato
e' il posto dove sei nato
la madre che ti ha generato
il padre che ti ha insegnato
quello che hai mangiato
cio' che hai amato
cio' per cui hai lottato e ti sei arrabbiato
la terra che hai calpestato
il mare che hai attraversato
la cultura e'... tutto quello che sei
...e se non lo sei piu' vegeti ancora ma sei morto!
Ma quello che scriveva lui era molto piu' forte. Qui di seguito riporto il suo manifesto:
***
Cominciate, poeti, a spedire fogli di poesia 
ai politici, gabellieri d'allegria,
a chi ha perso l'aria di studente spaesato
a chi ha svenduto lo stupore di un tempo
le ribalte del non previsto,
ai sindacalisti, ai capitani d'industria
ai capitani di qualcosa,
usate la loro stessa lingua
non pensate, promettete
..."disarmateli" se potete!
(al diavolo le eccedenze, poeti
le care eccedenze, le assenze anche,
i passeri di tristezza, i rapimenti
i pendoli fermi, i voli mozzi, i sigilli
le care figure accostate al silenzio
gli addentellati, i germogli, gli abbagli ...
al diavolo, al diavolo ...)
Disprezzate i nuovi eroi, poeti
cacciateli nelle secche del mio gazebo oblungo
(ricco di umori malandrini, così ben fatto!)
fatevi anche voi un gazebo oblungo
chiudeteci le loro parole di merda
i loro umori, i loro figli, il denaro
il broncio delle loro donne, le loro albe livide.
Spedite fogli di poesia, poeti
dateli in cambio di poche lire
insultate il damerino, l'accademico borioso
la distinzione delle sue idee
la sua lunga morte,
fatevi poi dare un teatro, un qualcosa
raccontateci le cose più idiote
svestitevi, ubriacatevi, pisciate all'angolo del locale
combinate poi anche voi un manifesto
cannibale nell'oscurità
riparlate di morte, dite delle baracche
schiacciate dal cielo torvo, delle parole di Picabia
delle rose del Sud, della Lucerna di Jacca
della marza per l'innesto
della tramontana greca che viene dalla Russia
del gallipolino piovoso (angolo di Sternatia)
dell’osteria di De Candia (consacratela a qualcosa!).
Osteggiate i Capitoli Metropolitani, poeti
i vizi del culto, le dame in veletta, "i venditori di tappeti"
i direttori che si stupiscono, i direttori di qualcosa,
i burocrati, i falsi meridionalisti
(e un po' anche i veri) i surrogati
le menzogne vendute in codici, l'urgenza dei giorni sfatti,
non alzatevi in piedi per nessuno, poeti
...se mai adorate la madre e il miglio stompato
le rabbie solitarie, le pratiche di rivolta, il pane.
Ecco. Fate solo quel che v'incanta!
Fate fogli di poesia, poeti
vendeteli e poi ricominciate.
Fatevi disprezzare, dissentite quanto potete
fatevi un gazebo oblungo, amate
gli sciocchi artisti beoni, i buffoni
le loro rivolte senza senso
le tenerezze di morte, i cieli di prugna
le assolutezze, i desideri da violare, le risorse del corpo
i misteri di donna Catena.
Fate fogli di poesia, poeti
vendeteli per poche lire!
Antonio Leonardo Verri (Caprarica di Lecce, 22 febbraio 1949 – 9 maggio 1993)
***
Per conoscere meglio chi fosse Antonio Verri:
Un articolo su Antonio Verri (di Salvatore Colazzo)

giovedì 10 maggio 2012

Risultati amministrative 2012



il movimento 5 stelle esplode

la lega tiene

il PD resiste

Il terzo pollo e' ...fritto

e il PDL... chi la visto?

Cantine aperte 2012

Per informazione diffondo una notizia interessante.
""Il 27 maggio in occasione della manifestazione "Cantine aperte 2012" alle ore 10-13 e 15,30-21 l'azienda agraria Duca Carlo Guarini e Luca Chiaraluce Quartet presentano Pentagrappoli: il suono del vino. Alle 18 Concerto Degustazione Jazz (cinque composizioni per cinque calici Nativo, Malia, Piutri, Boemondo, Ambra). Inoltre potrete degustare insieme a noi gli altri vini, l'olio e i prodotti "Le Masserie del Duca" e ammirare le sculture e gli strumenti musicali realizzati dal polistrumentalista Luca Chiaraluce.""
Qui la storia dell'azienda agraria:

martedì 8 maggio 2012

Alcuni consigli per un cuoco perfetto

Non immergere la padella nell'olio extravergine di oliva
 

Non lavare i piatti nella lavatrice, non entrano dall'oblo'
 

Non accendere il fornello ed andare al cinema
 

Non mettere il dito nell'acqua bollente per provare com'e' di sale
 

Non mettere la mano sul fornello acceso per vedere se scalda
 

Non rivoltare la frittata facendola incollare al soffitto
 

...e ricordati che per eliminare i grassi non c'e' bisogno di
sparargli addosso!


Pensiero del mattino

Come una sigaretta
va in fumo
la vita ,
ma vale la pena
d'essere vissuta.
Amala e vivila sino in fondo:
non cercarne il senso,
sei tu che devi dare un senso a questa vita!

sabato 5 maggio 2012

Galátone

L’altra sera  abbiamo fatto una full immersion nella tradizione  e cultura del Salento a Galátone in occasione della festa del Santissimo Crocifisso della Pietà (me coioni!). Dapprima abbiamo visitato “l’Infiorata ti lu Panieri” nella chiesa di Maria Santissima Assunta (beata lei in questi tempi di disoccupazione!), appena usciti  abbiamo sentito le bande di Racale e quella di Sogliano Cavour che suonavano insieme proprio di fronte alla chiesa. Ad un certo punto più che di fame di cultura avevamo fame e basta e ci ciamo infilati in una “curte” (un cortile di accesso alle abitazioni delimitato da un portone) dalla quale proveniva un buon odorino. C’erano tavoli apparecchiati e ci siamo seduti. Abbiamo mangiato e bevuto come affamati, erano anni che non sentivamo più quegli odori e quei sapori: polpette al sugo, polpette alla brace, polpette fritte, pezzetti di carne al sugo, pezzetti in umido piccanti, involtini di agnello alla brace, capocollo e salsiccia alla brace, pitta casareccia, mammamia che bonta! Il tutto innaffiato da vino rosso locale che faceva cantare! C’erano delle donne paesane che solo in occasione della festa preparavano le pietanze in umido e al sugo, gli uomini invece si occupavano della brace. Tutta roba poco adatta a stomaci delicati o vegetariani!  Dopo, a stomaco pieno abbiamo ascoltato nella piazza principale addobbata a festa una splendida esecuzione della “Turandot” da parte della banda di Racale diretta da Grazia Donateo. Quindi la banda di Sogliano Cavour ha eseguito “Il Trovatore”. Ad un certo punto stanchi ed assonnati ce ne siamo andati e ci siamo persi i fuochi artificiali, che peccato!