sabato 8 dicembre 2012

Segni dello Zodiaco, oroscopo e personalità (da Magnaroma)

Come sei? Il tuo segno zodiacale rivela la tua personalità

Un oroscopo alternativo…
Ariete: Hai una immaginazione selvaggia e spesso credi di essere pedinato dall’FBI e la CIA. Non possiedi praticamente nessuna influenza sugli amici e la gente detesta che tu ti creda potente. Ti manca fiducia in te stesso e sparli sempre.
Toro: Sei pratico e persistente. Possiedi una determinazione da cane e lavori come un condannato. La maggioranza della gente pensa che sei quadrato e testa calda, ma in realtà non sei altro che un maledetto comunista.
Gemelli: Sei un pensatore intelligente e veloce. Sei simpatico alla gente perché sei bisessuale. Hai la tendenza ad aspettarti molto in cambio di molto poco, il che’ vuol dire che sei un avarissimo bastardo. I gemelli sono famosi per la loro tendenza ai matrimoni coi cugini.
Cancro: Sei simpatico e ti preoccupi molto per i problemi altrui il che fa di te un idiota. Rimandi sempre tutto e per questo non sarai mai nessuno e dipenderai della carità pubblica per il resto della tua vita. In carcere sono tutti del cancro!
Leone: Ti consideri un leader nato. Gli altri invece ti considerano un idiota. Sei vanitoso e non puoi tollerare una critica; la maggioranza dei leoni sono degli sbruffoni e la loro arroganza e’ sgradevole. I nati sotto il segno del leone sono ladri e godono di più con la masturbazione che con il sesso vero...leggi tutto

domenica 2 dicembre 2012

50 sfumature di fritto, a cura di Pierpaolo Lala (Recenzione da books blog )

Natura fritta
In cucina non si finisce mai di impanare!
Continua l’ormai diventato tormentone delle Cinquanta Sfumature! Dopo aver parlato ironicamente dell’uomo e della donna comuni, dopo aver tentato di imitare i racconti hard della E.L James, ecco arrivare in libreria dal prossimo 15 dicembre le 50 sfumature di fritto. Ebbene sì, dopo il letto, la cucina. Da un’idea del giornalista pugliese Pierpaolo Lala, esce per i tipi di Lupo editore questo piccolo “manuale untologico” che scherzando sulla trilogia più famosa del mondo propone 50 ricette casalinghe nate dall’iniziativa culinaria Fornelli Indecisi (un concorso di cucina dozzinale, in scena ogni inizio anno).
Il libro contiene le ricette (su Gustoblog è possibile consultarne qualcuna), ma anche consigli sull’olio, abbinamenti con vino e birra, e due racconti che sfidano Ana e Chris. Il primo è dedicato al modo di dire tutto pugliese “ne ha fritti di polpi”, con cui si identifica una ragazza che nella vita si è divertita senza pensieri con tutti i ragazzi che le piacevano, dal titolo appunto “La fricipurpi” di Osvaldo Piliego, l’altro è un ironico noir che paragona il fritto al Dominatore a cui tutti i Sottomessi non sanno resistere, ha firma della sottoscritta e dopo tanto parlare e recensire le Cinquanta Sfumature non potevo esimemi da farne un piccolo omaggio.
A metà della seconda coppa potrebbe fermali, ma non ci riesce. L’immagine è troppo bella. Sono tanti Sottomessi golosi agli ordini del Dominatore, il fritto misto. Ripensa alle letture erotiche che tanto hanno fatto scalpore nell’estate passata, e sorride, perché la vera sensualità è lì ora davanti a lei: gente che mangia avida, goduriosa, ventiquattro coppe di fritto, senza domandarsi di chi sia quella carne, senza porsi limiti per la propria salute, senza pentimento. Che bella scena, che meraviglioso gesto d’amore verso la frittura. Il proprio fegato in cambio del godimento del palato. Una vita intera in cambio di un attimo di piacere infinito.
Il libro costerà 10 euro, per 111 pagine. In libreria dal 15 dicembre.

domenica 25 novembre 2012

giovedì 22 novembre 2012

martedì 13 novembre 2012

Prelibatezza Salentina: la scapece (da Vizionario)

Un piatto che vi farà letteralmente leccare i baffi? La scapece gallipolina! Un piatto a base di pesce tipicamente salentino che nasce proprio nella città marinara di Gallipoli in tempi medievali.
In quel periodo infatti, durante le invasioni da parte di altri popoli, gli abitanti del posto erano costretti a passare dei lunghi periodi all’interno delle mura della città e non potendo provvedere ai rifornimenti di cibo dal di fuori, bisognava fare in modo di conservare quello che si aveva per quanto più tempo possibile.
 COME VIENE REALIZZATA LA SCAPECE
Il pesce veniva prima fritto e poi conservato in una marinatura fatta di diversi strati di pane imbevuto nell’aceto, con l’aggiunta di zafferano che dona a questo piatto il caratteristico colore giallo. Un colore che evoca il caldo e il sole di queste terre, che sprigiona luminosità richiamando le caratteristiche dell’oro, e quindi il grande valore che questo piatto aveva in passato per le popolazioni locali. Il tutto veniva poi raccolto e conservato in delle tinozze chiamate “calette”.
Il pesce utilizzato è di piccole dimensioni e molto giovane, si tratta perlopiù di ope e cupiddhi (ovvero boghe e zerri) che non vengono puliti prima della frittura, ciò potrebbe sembrare strano invece, così facendo, la lisca del pesce diventerà commestibile grazie alla marinatura in aceto, che andrà ad ammorbidirla. Si tratta di un piatto davvero unico, ottimo da servire anche come antipasto, accompagnandolo magari con del vino bianco.
Una pietanza di cui era golosissimo anche l’Imperatore Federico II di Svevia, il quale ordinava spesso la sua preparazione con il pesce che faceva arrivare apposta per lui dal Lago di Lesina. Del piatto esistono numerose varianti, una di queste totalmente dedicata all’Imperatore.
Non vi resta che mettere mano ai fornelli! Ai più pigri invece, voglio ricordare che il piatto viene servito come specialità gastronomica in molti ristoranti del Salento, un po’ come i gustosi “ciciri e tria” di cui abbiamo già parlato. Bisogna considerare inoltre, che la scapece gallipolina è un prodotto tipico di molte feste patronali e sagre dedicate al pesce, le quali sono davvero molto frequenti in estate, in tutto il Salento...leggi tutto

martedì 9 ottobre 2012

giovedì 4 ottobre 2012

Gatti neri - le superstizioni (da www.felis.it)

Un gatto nero che attraversa la strada porta sfortuna.
 Ho trovato due motivazioni che avrebbero portato all'origine di questa credenza che è ancora piuttosto diffusa nel nostro paese. La prima risale ai tempi in cui si utilizzavano le carrozze e l'illuminazione per le strade era scarsa. I gatti neri di notte non si vedevano e se un gatto finiva sotto le ruote di una carrozza provocava un incidente in quanto i cavalli si spaventavano e si imbizzarrivano.
L'altra motivazione ha a che fare con i pirati turchi che erano soliti portare a bordo delle navi dei gatti neri per cacciare i topi nella stiva (neri perchè così erano meno visibili nel buio). Quando i pirati approdavano vicino a una città, in attesa di saccheggiarla, i gatti potevano approfittarne per scendere a terra. Vedere in giro un gatto nero, quindi, divenne un presagio di sventura.
Ora, mi risulta che oggigiorno non si vada più in giro in carrozza, né sbarchino più pirati e quindi il persistere di questa superstizione è sostanzialmente stupido. Sul motivo per cui queste ed altre credenze, ormai anacronistiche,  rimangano così a lungo nell'immaginario collettivo, voglio riportare questa bellissima frase di E. Burnett Tylor tratta dal libro Alle origini della cultura - vol. I - La cultura delle credenze e delle superstizioni (p. 75):
Quando una consuetudine, un'arte o una credenza è stabilmente entrata nel mondo, le influenze contrarie possono contrastarla a lungo così debolmente che essa può sopravvivere di generazione in generazione, come un corso d'acqua che, una volta formatosi nel suo letto, scorrerà per secoli. Questa è soltanto una permanenza della cultura e ciò che più sorprende è come mai mutamenti e rivoluzioni dei fatti umani abbiano lasciato scorrere per così lungo tempo tanti di questi debolissimi rivoli...leggi tutto

leggi anche:Speciale gatti neri 

domenica 9 settembre 2012

Roberta Benetti, la ricercatrice italiana che ha scoperto come curare i tumori senza chemio e radioterapie (da Meteo Web)

Roberta Benetti è la ricercatrice italiana che ha scoperto le molecole che bloccano la proliferazione tumorale e che, aggredendo soltanto le cellule malate, potranno rappresentare l’alternativa alla chemio e alla radioterapia: la soluzione, quindi, è quella di autoproteggersi dai tumori con l’aiuto di molecole prodotte dall’organismo umano. Una cura che – tra qualche anno – potrebbe eliminare la chemio e la radioterapia. La strada a questo tipo di cure è stata aperta dall’Università di Udine grazie a uno studio guidato dalla ricercatrice monfalconese Roberta Benetti; studio che pubblicato sulla pretsigiosa rivista interrnazionale Cancer Research (link) dell’American Association for Cancer Research, una delle più prestigiose a livello mondiale del settore.
Lo studio è stato pubblicato mercoledì e spiega del successo ottenuto dal gruppo della facoltà di Medicina dell’ateneo di Udine. «In particolare – spiega l’Università –, la ricerca ha per la prima volta dimostrato che una delle molecole microRna, precisamente la miR-335, è direttamente responsabile nel controllo, della generazione e delle funzioni dell’oncosoppressore Rb, gene coinvolto nella protezione dello sviluppo dei tumori. Inoltre, nello studio si evince che l’espressione della miR-335 influisce in modo diretto nel bilanciare il delicato equilibrio di protezione contro lo sviluppo tumorale, perché intacca attraverso l’indiretta influenza anche sull’oncosoppressore p53, gli effetti di due fondamentali proteine note per essere deregolate nella genesi dei tumori»...leggi tutto

mercoledì 5 settembre 2012

Ricordando Angelo Vassallo, "il sindaco pescatore" (da Libera informazione)

Ucciso il 5 settembre del 2010 a Pollica. Nessuna novità dalle indagini sul delitto

"Eri per tutti il “sindaco pescatore” e non solo perche’ amavi andare in mare ma perchè da sempre era il tuo lavoro, la tua passione. Mi raccontavi che navigavi e pescavi sin da quando avevi i pantaloni corti. E sempre ad Acciaroli. Una piccola località di mare del Cilento che con Pioppi fa parte del comune di Pollica. Il tuo rifugio. La tua casa. La tua famiglia. La tua comunità. Amministrata con cura e passione". Con queste parole l'amico e giornalista, Peppe Ruggiero, ricordava alcune ore dopo il delitto, il sindaco di Pollica, Angelo Vassallo, ucciso con sette colpi di pistola, nella sua città, nel cuore del Cilento. Oggi a due anni da quel delitto, non ci sono ancora risultati dalle indagini. Non si sa chi ha voluto mettere fine alla vita di Vassallo e perché. Numerose le piste seguite dagli inquirenti che fanno sapere, tramite la stampa, di non essere interessati ad un processo mediatico e che, invece, stanno lavorando alacremente, per avere risultati concreti e fondati.
"I tuoi  occhi si illuminavano quando mi parlavi del tuo mare, dei pescherecci che all’alba ritornavano al porto - continua Ruggiero nel suo articolo scritto per Libera Informazione. E dove tu spesso li aspettavi per salutare i pescatori  e commentare con loro l’uscita. Eri felice perchè con il tuo gozzo eri ritornato a navigare e pescare. Eri umile ma orgoglioso di aver regalato alla tua comunità tanti premi per la qualità ambientale". (Clicca qui per leggere l'articolo integrale).
Oggi numerose iniziative lo ricorderanno a Pollica e simbolicamente in tutta Italia...leggi tutto
leggi anche:Omicidio Vassallo, nessuna verità dopo due anni di silenzi, indagini e svolte mancate (dal Fatto Quotidiano)

martedì 4 settembre 2012

Quanto sei brutta Roma. Cumuli di rifiuti, mendicanti, traffico caotico: la Capitale è un monumento all’inettitudine che dovrebbe indignarci (di Corrado Formigli da Gioia)

Un giro nei quartieri benestanti di Roma ci racconta la crisi italiana meglio di un trattato di sociologia o di un’indagine del Censis. Nei giorni scorsi, ho inforcato la bici e percorso in lungo e in largo la città. Scoprendo un mondo alla deriva. La prima cosa che colpisce è la sporcizia: la città è un cumulo di cassonetti divelti, bruciacchiati, capovolti, sfregiati. Strappati alla loro funzione originaria – quella di raccogliere rifiuti differenziati a seconda del colore – e traboccanti oggetti di ogni forma e materiale buttati alla rinfusa. Nel bidone della carta c’è una stufa, in quello del vetro c’è frutta marcia, ai lati assi da stiro e televisori accatastati alla rinfusa.
Poi i mendicanti. Decine di donne e uomini magrissimi frugano nei cassonetti per trovare cibo e merce di scambio. Un tempo agivano di sera, ma la fame e la concorrenza li spingono ora ad accalcarsi in pieno giorno.
Muoversi in bicicletta ti permette di cogliere gli odori che cambiano, ma anche i comportamenti degli automobilisti. Le facce di chi guida: tirate, pallide, incazzate. I furgoncini delle consegne buttati ovunque, i posteggi degli invalidi occupati da falsi permessi, così come il centro storico. Ovunque si parcheggia in doppia e tripla fila. Chi si sposta in bici rischia la vita, letteralmente: pedalare in mezzo al traffico è un gesto suicida, mentre le piste ciclabili sono rarissime e invase da pedoni, Smart di traverso e rami caduti...leggi tutto

venerdì 31 agosto 2012

Curiosita' di Roma - San Nicola di Bari a Ostia

Storia della statua di San Nicola  nel borghetto dei pescatori a Ostia lido.
La statua di San Nicola, di provenienza ortodossa,in travertino, e' alta circa 3 m. e pesa pressappoco q. 15; fu donata dalla Turchia alla citta' di Bari, in quanto i suoi abitanti avevano eletto Nicola loro protettore.
Gli abitanti di Bari, avendo fatto scolpire una nuova statua al tempo della donazione, nell'anno 1928 pensarono di mandare la vecchia statua a Roma, in Vaticano.
L'allora Principe Chigi, don Lodovico, capitano della Guardia Svizzera in Vaticano penso' che il posto piu' idoneo alla statua fosse presso il Villaggio dei Pescatori di Ostia, poiche' San Nicola era il protettore della gente di mare.
In quel tempo il vecchio villaggio dei Pescatori si trovava in prossimita' dell'attuale stazione di Ostia "Castelfusano", in localita' "Torre Piastra". Don Lodovico e suo figliolo Sigismondo, detto "montino" residenti allora nella tenuta di famiglia della pineta di Castelfusano, si interessarono presso la Citta' del Vaticano per il trasferimento della statua, dopo aver sentito il parere dei vecchi pescatori, i quali furono ben contenti di accogliere San Nicola tra loro.
La statua di San Nicola arrivo' nel vecchio villaggio nell'anno 1929, trasportata da Roma con un camion di allora, un Fiat 12 bielle. Per sollevarla ed adagiarla sull'arenile fu costruito un cavalletto di legno a tre gambe (capra) con dei pali alti 8-10 metri (sostacchine), comandato da una carrucola ed una fune; dopo tanta fatica e tanta collaborazione dei pescatori la statua fu adagiata sulla sabbia, al centro del vecchio villaggio, davanti alla vecchia chiesetta, con lo sguardo rivolto verso ponente, ad indicare l'accesso alle casette dei pescatori.
La poderosa statua fu sempre un punto di incontro e spesso fu scalata, per gioco, dai figli dei pescatori come testimoniano le varie fotografie.
Quando nel 1933 fu terminato l'attuale Villaggio dei Pescatori e fu aperto il parco della Pineta di Castelfusano e le strade attigue, la statua insieme agli abitanti del vecchio Borghetto da Torre Piastra fu trasferita dove si trova tutt'ora e da allora San Nicola ha continuato a proteggere tutti i pescatori e le loro famiglie (ricerca storica a cura di Orietta Saraceni - Testimonianza storica a cura di Schiano Moriello Nicola, classe 1911)

San Nicola di Bari - Storia
Nato, come sembra a Patara nella Licia (Asia Minore), intorno al 270 d.c., unico figlio di pii e ricchi genitori, Nicola divenne ben presto famoso per le sue elette doti di pieta' e carita'. Il primo esempio ci venne offerto dal suo splendido intervento per salvare dal disonore le tre giovani figlie di un uomo caduto nella piu' squallida miseria, gettando loro di nascosto, nottetempo, nella loro casa, dalla finestra tre borse piene d'oro, in quanto il padre delle tre fanciulle, non potendo regalare loro la dote, si accingeva ad abbandonarle ad una vita di peccato.
Questo episodio ci svela il significato dell'iconografia del Santo che viene rappresentato con un libro sul quale sono appoggiate tre sfere dorate simbolo dei tre sacchetti di monete d'oro con i quali San Nicola salvo' le tre fanciulle dalla prostituzione.
Nicola entro' nel monastero di Sion (Licia), diventando in seguito, per volere divino, arcivescovo della chiesa metropolitana di Mira (l'attuale villaggio turco di Dembre) e partecipando forse al primo concilio di Nicea del 325.
Nicola si distinse subito per il suo ardente zelo pastorale e la sua immensa bonta', operando grandi miracoli, che lo fecero considerare un santo anche da vivo. E' noto come egli rese la liberta' a tre ufficiali condannati ingiustamente a morte dall'imperatore Costantino; come salvo' dei marinai da un naufragio calmando una furiosa tempesta; come preservo' il suo paese dalla carestia incombente, come risuscito' tre giovani chierici assassinati da un albergatore che voleva impossessarsi del loro denaro.
Si narra, inoltre, come Nicola, all'epoca di San Gregorio Magno, abbia sofferto anche la prigione per la fede, da lui coraggiosamente confessata, dal tempo della persecuzione di Diocleziano sino all'editto di Costantino.
San Nicola e' uno dei santi piu' popolari di tutta la cristianita', il cui nome e' egualmente ed ampliamente diffuso sia in Oriente, dove visse ed opero', sia in Occidente, dove sono conservate le sue sacre reliquie, che l'Italia custodisce a Bari: per questa ragione il gran taumaturgo di Mira e' comunemente conosciuto anche come San Nicola di Bari.
Morto il 6 dicembre di un anno compreso tra il 345 ed il 352, il Santo Vescovo Nicola fu sepolto nella chiesa di Mira, dove i suoi resti mortali, fatti sempre segno della piu' profonda venerazione, rimasero sino al 1087, allorche' vennero trafugati da alcuni mercanti italiani che li trasportarono da Mira a Bari, di cui fu eletto Patrono al posto dell'antico protettore San Sabino e dove sul suo sepolcro gli venne eretta una grandiosa ed austera Basilica, meta tutt'ora di incessanti e devoti pellegrinaggi.
San Nicola, santo patrono di Russia, e' anche santo patrono dei fanciulli, degli studiosi, delle vergini, dei marinai e dei mercanti e nel Medioevo fu considerato persino dai ladri come loro protettore.

Usanze
Dalla leggenda dei doni segreti fatti da Nicola alle tre figlie dell'uomo povero, proviene l'abitudine di fare doni in segreto la notte di San Nicola (6 dicembre); per la prossimita' delle due date, il Natale e San Nicola vengono celebrati insieme in molti paesi dell'Europa centrale e settentrionale: Santa Claus, il nome del barbuto e bonario personaggio che porta i doni ai bambini alla vigilia di Natale, e' infatti una derivazione del nome Sanctus Nicolaus. (Ricerca storica a cura di Orietta Saraceni)

sabato 25 agosto 2012

I deliri di Passera (dal Blog di Maria Rita D'Orsogna - ricercatrice emigrata in California)

Caro signor Passera,
stavo per andare a dormire quando ho letto dei suoi folli deliri per l'Italia petrolizzata.
Ci sarebbe veramente da ridere al suo modo malato di pensare, ai suoi progetti stile anni '60 per aggiustare l'Italia, alla sua visione piccola piccola per il futuro.
Invece qui sono pianti amari, perche' non si tratta di un gioco o di un esperimento o di una scommessa.
Qui si tratta della vita delle persone, e del futuro di una nazione, o dovrei dire del suo regresso.
Lei non e' stato eletto da nessuno e non puo' pensare di "risanare" l'Italia trivellando il bel paese in lungo ed in largo.
Lei parla di questo paese come se qui non ci vivesse nessuno: metanodotti dall'Algeria, corridoio Sud dell'Adriatico, 4 rigassificatori, raddoppio delle estrazioni di idrocarburi.
E la gente dove deve andare a vivere di grazia?
Ci dica.
Dove e cosa vuole bucare?
Ci dica.
I campi di riso di Carpignano Sesia? I sassi di Matera? I vigneti del Montepulciano d'Abruzzo? Le riserve marine di Pantelleria? I frutteti di Arborea? La laguna di Venezia? Il parco del delta del Po? Gli ospedali? I parchi? La Majella? Le zone terremotate dell'Emilia? Il lago di Bomba? La riviera del Salento? Otranto? Le Tremiti?
Ci dica.
Oppure dobbiamo aspettare un terremoto come in Emilia, o l'esplosione di tumori come all'Ilva per non farle fare certe cose, tentando la sorte e dopo che decine e decine di persone sono morte?
Vorrei tanto sapere dove vive lei.
Vorrei tanto che fosse lei ad avere mercurio in corpo, vorrei tanto che fosse lei a respirare idrogeno solforato dalla mattina alla sera, vorrei tanto che fosse lei ad avere perso la casa nel terremoto, vorrei tanto che fosse sua moglie ad avere partorito bambini deformi, vorrei tanto che fosse lei a dover emigrare perche' la sua regione - quella che ci dara' questo 20% della produzione nazionale - e' la piu' povera d'Italia.
Ma io lo so che dove vive lei tutto questo non c'e'. Dove vive lei ci sono giardini fioriti, piscine, ville eleganti soldi e chissa', amici banchieri, petrolieri e lobbisti di ogni genere.
Lo so che e' facile far cassa sull'ambiente. I delfini e i fenicotteri non votano. Il cancro verra' domani, non oggi. I petrolieri sbavano per bucare, hanno soldi e l'Italia e' corrotta. E' facile, lo so.
Ma qui non parliamo di soldi, tasse e dei tartassamenti iniqui di questo governo, parliamo della vita della gente. Non e' etico, non e' morale pensare di sistemare le cose avvelenando acqua, aria e pace mentale della gente, dopo averli lasciati in mutande perche' non si aveva il coraggio di attaccare il vero marciume dell'Italia.
E no, non e' possibile trivellare in rispetto dell'ambiente. Non e' successo mai.  Da nessuna parte del mondo. Mai.
Ma non vede cosa succede a Taranto?
Che dopo 50 anni di industrializzazione selvaggia - all'italiana, senza protezione ambientale, senza controlli, senza multe, senza amore, senza l'idea di lasciare qualcosa di buono alla comunita' - la gente muore, i tumori sono alle stelle, la gente tira fuori piombo nelle urine?
E adesso noialtri dobbiamo pure pagare il ripristino ambientale?
E lei pensa che questo e' il futuro?
Dalla mia adorata California vorrei ridere, invece mi si aggrovigliano le budella.
Qui il limite trivelle e' di 160 km da riva, come ripetuto ad infinitum caro "giornalista" Luca Iezzi. Ed e' dal 1969 che non ce le mettiamo piu' le trivelle in mare perche' non e' questo il futuro. Qui il futuro si chiama high tech, biotech, nanotech, si chiamano Google, Facebook, Intel, Tesla, e una miriade di startup che tappezzano tutta la California.
Il futuro si chiama uno stato di 37 milioni di persone che produce il 20% della sua energia da fonti rinnovabili adesso, ogni giorno, e che gli incentivi non li taglia a beneficio delle lobby dei petrolieri.
Il futuro si chiamano programmi universitari per formare chi lavorera' nell'industria verde, si chiamano 220,000 posti di lavoro verde, si chiama programmi per rendere facile l'uso degli incentivi.
Ma non hanno figli questi? E Clini, che razza di ministro dell'ambiente e'?
E gli italiani cosa faranno?
Non lo so.
So solo che occorre protestare, senza fine, ed esigere, esigere, ma esigere veramente e non su facebook che chiunque seguira' questo scandaloso personaggio e tutta la cricca che pensa che l'Italia sia una landa desolata si renda conto che queste sono le nostre vite e che le nostre vite sono sacre...leggi il post originale con i commenti

giovedì 16 agosto 2012

Il quadrato magico SATOR AREPO (da Wicca)

L’artificio più famose utilizzato sui talismani è il quadrato magico contenente questa formula: SATORAREPOTENETOPERAROTAS
Le parole latine contenutevi si leggono dall’alto a basso e viceversa, da destra a sinistra e viceversa.
Se identifichiamo il Sator (seminatore) con Dio Creatore si potrebbe proporre la seguente traduzione:
“Il Creatore mantiene con cura le proprie opere”
Non se ne conosce esattamente la provenienza ma ciò che appare più misterioso è il fatto che le lettere che compongono il quadrato magico sono le stesse che compongono la parola “pater noster” (padre nostro in latino) con in più una A ed una O (alfa ed omega: l’inizio e la fine di ogni cosa)...leggi tutto

domenica 29 luglio 2012

Premio "L'olio della poesia" a Serrano ieri sera

Ieri sera ho assistito alla manifestazione "l'olio della Poesia" a Serrano frazione di Carpignano Salentino poco distante da Otranto. Quando sono da queste parti non la perdo mai. Lo scopo di questa manifestazione secondo l'ideatore Peppino Conte e' "leggere poesie,incontrare poeti" promuovendo il territorio e la Poesia. Quest'anno e' stata premiata Vivian Lamarque (scrittrice per i piccoli, poetessa per i grandi) e' milanese ed e'nata a Tésero (Trento). Il premio consiste in un quintale d'olio d'oliva extravergine del territorio e una settimana di soggiorno a Otranto. Vivian Lamarque ha letto qualcuna delle sue bellissime poesie che colpiscono sopratutto per la loro semplicita' e nitidezza.

"E' quasi facile fare una poesia
basta prendere un pezzetto
di carta e una matita, e' come
per la terra fare un filo d'erba
una margherita."

"A vacanza conclusa
A vacanza conclusa dal treno vedere
chi ancora sulla spiaggia gioca si bagna
la loro vacanza non e' ancora finita:
sara' cosi' sara cosi'
lasciare la vita?"

A presentare Vivian Lamarque c'era Stefano Verdino professore dell'universita' di Genova e critico letterario. Non mancavano le autorita'che pero' non hanno invaso il campo piu' di tanto. Con l'occasione e' stato pubblicato dall'editore Manni un quaderno di poesie del vincitore del premio in copie numerate donato ai presenti, per adesso ne ho collezionati tre. Inoltre si poteva fare il baratto di un libro per la biblioteca comunale di Serrano in cambio di una bottiglietta d'olio extravergine. Nel corso della serata e' stato assegnato anche il premio "Salento da amare" a Ivan Fedele, musicista salentino, compositore, docente all'accademia di Santa Cecilia, nominato recentemente direttore artistico della Biennale di Venezia e il premio "Millenium"ad Alessandro Macchia, insegnante di Lettere presso la scuola media di Carpignano, artefice di una partecipazione attiva dei ragazzi al mondo della poesia con la pubblicazione di raccolte di poesie scritte dagli stessi. Una bella serata, diversa dalla solita pizzica, che ormai ha un po' stufato.

mercoledì 20 giugno 2012

"Rivelerò alla Procura di Palermo il nome di chi incontrò Pio La Torre prima di essere ucciso" (da Antimafia 2000)

Solo lui può raccontare ai magistrati di quei documenti riservatissimi in possesso di La Torre”.
di Nicola Biondo - 17 giugno 2012
Intervista all'avvocato Armando Sorrentino
Lo sguardo di Armando Sorrentino è mobile e vivacissimo. A volte dolente: come se la conoscenza di fatti, nomi, intrecci e inganni, in terra di mafia, nel Paese delle stragi, lo inchiodi a ragionamenti inesprimibili solo a parole.
Dirigente politico, avvocato di parte civile per il Pci-Pds nel processo per l’omicidio di Pio La Torre e il suo uomo ombra Rosario Di Salvo, studioso e libero battitore della sinistra siciliana. Sorrentino è balzato agli onori della cronaca per un libro-inchiesta sull’omicidio del segretario del Pci siciliano Pio La Torre, avvenuto il 30 aprile 1981. Delitto eccellente, forse qualcosa di più, quello di La Torre. Sul quale la Procura di Palermo sta riaprendo le indagini proprio sulla base di nuovi elementi, alcuni dei quali forniti dal volume di Sorrentino, scritto con il giornalista Paolo Mondani. Uno su tutti: il segretario del Pci pochi giorni prima di morire aveva incontrato 5 professori universitari a cui voleva far visionare documenti riservatissimi relativi ai rapporti tra mafia, politica, anche estera, e imprenditoria da Portella della Ginestra alla scalata dei corleonesi. Il secondo incontro non si tenne mai e quei professori sono rimasti fino ad oggi figure senza volto.     
Quando ha incontrato uno di questi cinque uomini chiamati da Pio La Torre?
Nel 2007 e solo una volta...leggi tutto

I vertici dello Stato sapevano. “Paolo aveva capito tutto” (da Antimafia 2000)

Intervista ad Agnese Borsellino
di Sandra Amurri - 17 giugno 2012
Agnese Borsellino: ''Alcuni potenti non hanno salvato neppure la dignità''
Agnese Piraino Borsellino non è donna dalla parola leggera. È abituata a pesarle le parole prima di pronunciarle, ma non a calcolarne la convenienza. È una donna attraversata dal dolore che il dolore non ha avvizzito. I suoi occhi brillano ancora.
E ancora hanno la forza per guardare in faccia una verità aberrante che non sfiora la politica e le istituzioni. Una donna che trascorre il suo tempo con i tre figli e i nipotini, uno dei quali si chiama Paolo Borsellino. Le siamo grati di aver accettato di incontrarci all’indomani delle ultime notizie sulla trattativa Stato-mafia iniziata nel 1992, che ha portato alla strage di via D’Amelio, di cui ricorre il ventennale il 19 luglio, e alle altre bombe. In un’intervista al Fatto l’11 ottobre 2009, Agnese disse: “Sono una vedova di guerra e non una vedova di mafia” e alla domanda: “Una guerra terminata con la strage di via D’Amelio?”, rispose: “No. Non è finita . Si è trasformata in guerra fredda che finirà quando sarà scritta la verità”.
A distanza di tre anni quella verità, al di là degli esiti processuali, è divenuta patrimonio collettivo: la trattativa Stato-mafia c’è stata. Sono indagati, a vario titolo, ex ministri come Conso e Mancino, deputati in carica come Mannino e Dell’Utri. Lei che ha vissuto accanto a un uomo animato da un senso dello Stato così profondo da anteporlo alla sua stessa vita, cosa prova oggi?
Le rispondo cosa non provo: non provo meraviglia in quanto moglie di chi, da sempre, metteva in guardia dal rischio di una contiguità tra poteri criminali e pezzi dello Stato, contiguità della quale Cosa Nostra, ieri come oggi, non poteva fare a meno per esistere...leggi tutto

Il silenzio è mafia


sabato 16 giugno 2012

Ode al vino di Pablo Neruda

VINO color de día,
vino color de noche,
vino con pies de púrpura
o sangre de topacio,
vino,
estrellado hijo
de la tierra,
vino, liso
como una espada de oro,
suave
como un desordenado terciopelo,
vino encaracolado
y suspendido,
amoroso,
marino,
nunca has cabido en una copa,
en un canto, en un hombre,
coral, gregario eres,
y cuando menos, mutuo.
A veces
te nutres de recuerdos
mortales,
en tu ola
vamos de tumba en tumba,
picapedrero de sepulcro helado,
y lloramos
lágrimas transitorias,
pero
tu hermoso
traje de primavera
es diferente,
el corazón sube a las ramas,
el viento mueve el día,
nada queda
dentro de tu alma inmóvil.
El vino
mueve la primavera,
crece como una planta la alegría,
caen muros,
peñascos,
se cierran los abismos,
nace el canto.
Oh tú, jarra de vino, en el desierto
con la sabrosa que amo,
dijo el viejo poeta.
Que el cántaro de vino
al beso del amor sume su beso.

Amor mio, de pronto
tu cadera
es la curva colmada
de la copa,
tu pecho es el racimo,
la luz del alcohol tu cabellera,
las uvas tus pezones,
tu ombligo sello puro
estampado en tu vientre de vasija,
y tu amor la cascada
de vino inextinguible,
la claridad que cae en mis sentidos,
el esplendor terrestre de la vida.

Pero no sólo amor,
beso quemante
o corazón quemado
eres, vino de vida,
sino
amistad de los seres, transparencia,
coro de disciplina,
abundancia de flores.
Amo sobre una mesa,
cuando se habla,
la luz de una botella
de inteligente vino.
Que lo beban,
que recuerden en cada
gota de oro
o copa de topacio
o cuchara de púrpura
que trabajó el otoño
hasta llenar de vino las vasijas
y aprenda el hombre oscuro,
en el ceremonial de su negocio,
a recordar la tierra y sus deberes,
a propagar el cántico del fruto.

venerdì 15 giugno 2012

Pensiero di-vino

Vino color rubino,
Prezioso come l'oro:
"Oh nettare divino
Tu fai cantare in coro!"

Tu dai colore al viso,
Tu provochi il sorriso
E con sincerita'
Fai dir la verita'.


La vita e' una durezza
Per quei che non t'apprezzan
Son brutti e pure storti:
"Che il diavol se li porti!"

Che venga biasimato
Chi il vino ha disprezzato
E sempre sia lodato
Il fesso che ha pagato!

domenica 10 giugno 2012

sabato 9 giugno 2012

Varietà vite del medioevo (da Agriturismo nel Salento)


A Supersano ritrovata la varietà di vite del Salento Leccese coltivata nel Medioevo.
di Antonio Bruno
(Dottore Agronomo)
I ricercatori dell'Università del Salento leccese stanno lavorando per ottenere la ricostruzione della economia di alcuni villaggi medievali abbandonati...leggi tutto

Orme sulla sabbia - Margaret Fishback Powers

Questa notte ho fatto un sogno,
ho sognato che ho camminato sulla sabbia
accompagnato dal Signore
e sullo schermo della notte erano proiettati
tutti i giorni della mia vita.

Ho guardato indietro e ho visto che
ad ogni giorno della mia vita,
apparivano due orme sulla sabbia:
una mia e una del Signore.

Così sono andato avanti, finché
tutti i miei giorni si esaurirono.

Allora mi fermai guardando indietro,
notando che in certi punti
c'era solo un'orma...
Questi posti coincidevano con i giorni
più difficili della mia vita;
i giorni di maggior angustia,
di maggiore paura e di maggior dolore.

Ho domandato, allora:
"Signore, Tu avevi detto che saresti stato con me
in tutti i giorni della mia vita,
ed io ho accettato di vivere con te,
perché mi hai lasciato solo proprio nei momenti
più difficili?".

Ed il Signore rispose:
"Figlio mio, Io ti amo e ti dissi che sarei stato
con te e che non ti avrei lasciato solo
neppure per un attimo:

i giorni in cui tu hai visto solo un'orma
sulla sabbia,
sono stati i giorni in cui ti ho portato in braccio".



(Margaret Fishback Powers)

Una delle frasi piu' belle e vere del Dalai Lama!


martedì 29 maggio 2012

Lecce Jazz Festival-Spring Edition 2012

Ieri 28 maggio si e' tenuta l'ultima emozionante serata del "Lecce Jazz Festival-Spring Edition 2012". Piu' o meno alle 21 al Teatro Paisiello di Lecce si e' esibito il quartetto del sassofonista Roberto Gagliardi, in un progetto che raccoglie le suggestioni della musica di Djivan Gasparyan, musicista armeno, e del free jazz di John Coltrane. Successivamente e' stata la volta di una formazione dal sound tipicamente "hard-bop" composto da un trio di musicisti,  Favatano, Montrone e Pennetta e dal divino sassofonista Max Ionata: energia, calore, intensità ed eleganza ne sono stati il marchio distintivo. Alla fine hanno suonato tutti assieme formando una grande orchestra. Favolosa sublime accoppiata di talenti coordinata dall' improvvisato direttore d'orchestra Emanuele Coluccia.
Il jazz e l'amore sono le cose più difficili da descrivere razionalmente. (Mel Torme)

lunedì 28 maggio 2012

Venti anni di Cantine aperte

Giovan Battista Guarini con Luca Chiaraluce al concerto Pentagrappoli
Grande successo ieri alla manifestazione "Cantine aperte 2012". Sono stato verso le 18 alla cantina "Duca Guarini" di Scorrano per fare la degustazione di rito ed ascoltare un concerto Jazz "Pentagrappoli" di Luca Chiaraluce, dedicato ai vini della cantina. Bello il concerto e buoni i vini sopratutto il "Boemondo" (primitivo) ma anche il "Nativo" (Negroamaro biologico). Molte persone (molti i turisti del vino ma anche gente del posto) hanno apprezzato la manifestazione: erano tutti vicino ai tavoli di degustazione. Il vino era accompagnato da piccole frise e pezzi di formaggio fresco.L'ultima volta che avevo visitato la cantina era stato il 14 novembre 2010 in occasione di "S. Martino in Cantina" e ricordo che allora c'erano anche i fagioli e ceci alla pignata per accompagnare la degustazione, questa volta solo formaggio fresco e salame con friselline, tarallini e conserve varie. That's all, folks

sabato 26 maggio 2012

venerdì 18 maggio 2012

Messapi. Il popolo tra i due mari (dal sito del comune di Otranto)


I Messapi
Lungo la costa sudorientale italiana, sin dalla preistoria, si trovavano distribuite, accanto alle popolazioni propriamente italiche, altre dinastie. Tra queste, quella dei "Messapi", stirpe giunta in Italia agli inizi della "Età del ferro". Questo popolo si spinse sulle coste italiane o per sfuggire ad incursioni nemiche, o perché vi trovò propizi spazi di insediamento. Il termine antico "Messapia", "terra di mezzo", sta ad indicare l'area occupata da questa popolazione, situata tra il territorio degli Itali e il mondo ellenico, individuabile nella penisola salentina.
Le fonti letterarie attribuirono ai Messapi anche la denominazione di "Pelasgi" e affermarono che questo territorio vantava la presenza di altre due etnie: i "Sallentini", che occupavano la fascia ionica della regione, e i "Calabri", abitanti della zona centro-orientale adriatica. Di qui l'appellativo "Sallentia" dato alla penisola.
Sulle radici di questo lignaggio vi sono molti dubbi e differenti interpretazioni. Erodoto assegnò a questa gente tutta la zona che si estendeva da Taranto a Brindisi e poi giù, fino a Santa Maria di Leuca, e le conferì un'origine cretese-micenea, anche se altre fonti la vedono come mescolanza di illirici e di cretesi o le riconoscono una provenienza balcanica.
I Messapi crearono una civiltà complessa e fondarono, nel corso dei primi tre secoli del millennio a.C., numerose città, tra le quali Vaste, Alezio, Rocavecchia e Manduria, paese, quest'ultimo, di notevole importanza e sede del mitico re Arthas. Il lento processo di urbanizzazione si era rinsaldato tra il VII e il III secolo a.C. Le vecchie società indigene avevano accettato il passaggio dallo stato tribale dei primi gruppi preistorici alla situazione "protourbana" del periodo miceneo avanzato, fino a conquistare una più stabile condizione di vita, tutelata dalle mura presenti intorno ai centri urbani...leggi tutto

I ciechi e l'elefante - Parabola buddista (ma anche araba e indu')

Successe in India. Tanto tempo fa. Una volta nel parco di Anatapindika, nella città di Jetavana presso Savatthi, religiosi, dotti e scienziati litigavano furiosamente, si accapigliavano, si offendevano. Ognuno pensava di dire ciò che era giusto e ciò che era sbagliato e ognuno aveva l’idea che era giusto ciò che diceva lui e sbagliato quello che diceva un altro. Ognuno era così convinto di essere dalla parte della ragione che neanche ascoltava quello che l’altro aveva da dire e appena si accorgeva che voleva dire qualcosa di diverso lo offendeva dicendo: «È giusto come la penso io, la tua idea è sbagliata». E l’altro lo stesso: «Ma che dici? La mia è l’idea giusta, è la tua che è sbagliata». E litigavano ancora. Per lo più litigavano per un fatto: che uno diceva che l’universo è grande grande grande, così grande che praticamente non ha né una fine e né un inizio...leggi tutto

domenica 13 maggio 2012

Auguri a tutte le mamme!

La festa della mamma ha origini antichissime, poiché già gli antichi Greci dedicavano alle loro genitrici un giorno dell'anno, festeggiando la dea Rea, madre degli dei. Feste in onore della nascita e della maternità venivano celebrate anche tra gli antichi Romani, che salutavano l'arrivo di maggio e della primavera con un'intera settimana di festività, dedicate alle rose e alle donne. Come i romani, anche gli antichi Umbri, a maggio, ricordavano la dea dei fiori e regalavano rose alle loro amate. Una 'festa della mamma', veniva celebrata anche nell'Inghilterra del 1600. Nel XVII secolo infatti, in Gran Bretagna, la quarta domenica della Quaresima, veniva celebrato il 'Mothering Sunday', il giorno in cui chi lavorava lontano da casa poteva tornare dai genitori e onorare la propria madre, offrendole il dolce 'Mothering cake'.
Questa festa pagana, con il diffondersi del cristianesimo, venne acquisita dalla Chiesa, divenendo il giorno in cui si celebrava la 'Madre della Chiesa: forza spirituale della vita e protezione dal male', ma anche la propria madre terrena. Ma la 'madre' dell'evento che oggi viene festeggiato in quasi tutto il mondo, fu una donna americana. La festa della mamma, festeggiata la seconda domenica di maggio ha infatti origine negli Stati Uniti. Inizialmente proposta dalla signora Julia Ward Howe, nel 1872, come giorno dedicato alla pace, divenne una festa nazionale nel 1914, grazie alle petizioni di Ana Jarvis di Philadelphia. Ana Jarvis, infatti, nel 1907, desiderosa di ricordare l'anniversario della morte di sua madre, persuase la sua parrocchia a Grafton, nel West Virginia, a celebrare l'evento la seconda domenica di maggio. L'anno successivo tutta Philadelphia festeggiò la festa della mamma. I sostenitori della Jarvis iniziarono quindi a scrivere a ministri e uomini d'affari per proporre la festa come giorno nazionale, e già dal 1911 l'usanza si era diffusa in quasi tutti gli Stati americani. Sul finire del 1914, il Presidente degli Stati Uniti Woodrow Wilson ufficializzò la festa come festività nazionale, da tenersi ogni anno nella seconda domenica di maggio. Oggi le mamme di quasi tutto il mondo ricevono piccoli pensieri e fiori dai loro figli, a testimonianza dell'affetto e della riconoscenza di questi. Anche se non tutti paesi festeggiano la seconda domenica di maggio, l'usanza di regalare rose rosa alle mamme e di portare rose bianche sulle tombe delle mamme morte è quasi mondialmente diffusa. La festa della mamma è una delle feste "laiche" più apprezzate in tutto il mondo. Ma, in questo lieto giorno, in cui le mamme sono circondate di amore, affetto e piccole attenzioni si dovrebbe anche riflettere sulla figura ed il ruolo della "mamma" nella nostra società.

venerdì 11 maggio 2012

«Corimondo» : la tradizione salentina. Diciannove canti di Corigliano d'Otranto (dal Corriere del mezzogiorno)

Con i fratelli Serra, Luigi Costa, Giovanni Avantaggiato. Libro e cd firmati Kurumuny Edizioni

Il cd «Corimondo – la strina, suoni e canti di Corigliano d’Otranto»
CORIGLIANO - Esce l’11 maggio il nuovo volume firmato Kurumuny Edizioni Corimondo – la strina, suoni e canti di Corigliano d’Otranto, un’antologia di diciannove canti registrati nel cuore del Salento. L’opera sarà presentata il prossimo venerdì presso la Masseria Sant’Angelo di Corigliano alle ore 20,30. Interverranno Luigi Chiriatti e Michele Costa (curatori); Sergio Torsello (Cons. Culturale Istituto Diego Carpitella); Daniele Durante (Etnomusicologo).
Il libro oltre che riallacciare e ricostruire i fili di una memoria fatta di canti, racconti, biografie, è un lavoro che rende omaggio alle persone vive, agli ultimi epigoni di una civiltà linguistica, ai custodi delle modalità performative, delle tecniche strumentali e vocali, della memoria sonora (e non solo) della comunità di appartenenza. Persone che normalmente non assurgono a protagonisti della ricerca etnomusicologica, relegati spesso nel ruolo di informatori o in quello ancora più angusto di depositari delle «sacre tavole» della tradizione. Da questo punto di vista Corimondo suggerisce diverse chiavi di lettura: la tradizione non è un’entità immutabile nel tempo e nello spazio, e le culture tradizionali sono sottoposte agli influssi più diversi con cui devono confrontarsi in un’incessante attività di mediazione, rielaborazione, patteggiamento.
Protagonisti di questo lavoro di lunga durata della memoria sono i musicisti tradizionali, in questo caso i fratelli Serra, Luigi Costa, Giovanni Avantaggiato, per citarne solo alcuni. In tale contesto lo studioso diventa un’insostituibile figura di mediazione culturale perché – lo ribadiva qualche tempo fa Antonello Ricci – «registrare le musiche orali non è un’operazione qualunque. Realizzare dischi a partire da queste fonti sonore è una importante forma di mediazione sociale e culturale che consente di mettere le musiche e i musicisti delle comunità locali in un circuito di ampia circolazione. Consente cioè la conoscenza, la fruizione, il riuso del patrimonio etnico musicale». Ma c’è di più: un disco di musiche tradizionali rappresenta per le comunità locali «una forma di rafforzamento identitario, di ratificazione culturale, di autorappresentazione». Chiriatti, insomma, ha il merito di aver fissato, a suo tempo, su un supporto durevole queste memorie immateriali, volatili, intangibili che ora vengono restituite alla comunità di appartenenza.
(Redazione online)

Fate fogli di poesia (un omaggio ad Antonio Leonardo Verri)

Ieri sera nella sede del Fondo Verri a Lecce ho assistito alla prima delle manifestazioni della rassegna "Le cose di Maggio": un omaggio ad Antonio Leonardo Verri il poeta scrittore di Caprarica che vendeva i suoi foglietti per cento lire agli angoli delle strade di Lecce (questa descrizione e' un po' riduttiva e non rappresenta il personaggio nella sua totalita'). Le immagini i ricordi e gli aneddoti dello scrittore salentino, incantatore di parole e instancabile attivista culturale forse mi hanno non poco influenzato e stamattina mi e' venuto spontaneo scrivere questo:
La cultura non e' letteratura
la cultura e' cio' di cui sei permeato
e' il posto dove sei nato
la madre che ti ha generato
il padre che ti ha insegnato
quello che hai mangiato
cio' che hai amato
cio' per cui hai lottato e ti sei arrabbiato
la terra che hai calpestato
il mare che hai attraversato
la cultura e'... tutto quello che sei
...e se non lo sei piu' vegeti ancora ma sei morto!
Ma quello che scriveva lui era molto piu' forte. Qui di seguito riporto il suo manifesto:
***
Cominciate, poeti, a spedire fogli di poesia 
ai politici, gabellieri d'allegria,
a chi ha perso l'aria di studente spaesato
a chi ha svenduto lo stupore di un tempo
le ribalte del non previsto,
ai sindacalisti, ai capitani d'industria
ai capitani di qualcosa,
usate la loro stessa lingua
non pensate, promettete
..."disarmateli" se potete!
(al diavolo le eccedenze, poeti
le care eccedenze, le assenze anche,
i passeri di tristezza, i rapimenti
i pendoli fermi, i voli mozzi, i sigilli
le care figure accostate al silenzio
gli addentellati, i germogli, gli abbagli ...
al diavolo, al diavolo ...)
Disprezzate i nuovi eroi, poeti
cacciateli nelle secche del mio gazebo oblungo
(ricco di umori malandrini, così ben fatto!)
fatevi anche voi un gazebo oblungo
chiudeteci le loro parole di merda
i loro umori, i loro figli, il denaro
il broncio delle loro donne, le loro albe livide.
Spedite fogli di poesia, poeti
dateli in cambio di poche lire
insultate il damerino, l'accademico borioso
la distinzione delle sue idee
la sua lunga morte,
fatevi poi dare un teatro, un qualcosa
raccontateci le cose più idiote
svestitevi, ubriacatevi, pisciate all'angolo del locale
combinate poi anche voi un manifesto
cannibale nell'oscurità
riparlate di morte, dite delle baracche
schiacciate dal cielo torvo, delle parole di Picabia
delle rose del Sud, della Lucerna di Jacca
della marza per l'innesto
della tramontana greca che viene dalla Russia
del gallipolino piovoso (angolo di Sternatia)
dell’osteria di De Candia (consacratela a qualcosa!).
Osteggiate i Capitoli Metropolitani, poeti
i vizi del culto, le dame in veletta, "i venditori di tappeti"
i direttori che si stupiscono, i direttori di qualcosa,
i burocrati, i falsi meridionalisti
(e un po' anche i veri) i surrogati
le menzogne vendute in codici, l'urgenza dei giorni sfatti,
non alzatevi in piedi per nessuno, poeti
...se mai adorate la madre e il miglio stompato
le rabbie solitarie, le pratiche di rivolta, il pane.
Ecco. Fate solo quel che v'incanta!
Fate fogli di poesia, poeti
vendeteli e poi ricominciate.
Fatevi disprezzare, dissentite quanto potete
fatevi un gazebo oblungo, amate
gli sciocchi artisti beoni, i buffoni
le loro rivolte senza senso
le tenerezze di morte, i cieli di prugna
le assolutezze, i desideri da violare, le risorse del corpo
i misteri di donna Catena.
Fate fogli di poesia, poeti
vendeteli per poche lire!
Antonio Leonardo Verri (Caprarica di Lecce, 22 febbraio 1949 – 9 maggio 1993)
***
Per conoscere meglio chi fosse Antonio Verri:
Un articolo su Antonio Verri (di Salvatore Colazzo)

giovedì 10 maggio 2012

Risultati amministrative 2012



il movimento 5 stelle esplode

la lega tiene

il PD resiste

Il terzo pollo e' ...fritto

e il PDL... chi la visto?

Cantine aperte 2012

Per informazione diffondo una notizia interessante.
""Il 27 maggio in occasione della manifestazione "Cantine aperte 2012" alle ore 10-13 e 15,30-21 l'azienda agraria Duca Carlo Guarini e Luca Chiaraluce Quartet presentano Pentagrappoli: il suono del vino. Alle 18 Concerto Degustazione Jazz (cinque composizioni per cinque calici Nativo, Malia, Piutri, Boemondo, Ambra). Inoltre potrete degustare insieme a noi gli altri vini, l'olio e i prodotti "Le Masserie del Duca" e ammirare le sculture e gli strumenti musicali realizzati dal polistrumentalista Luca Chiaraluce.""
Qui la storia dell'azienda agraria:

martedì 8 maggio 2012

Alcuni consigli per un cuoco perfetto

Non immergere la padella nell'olio extravergine di oliva
 

Non lavare i piatti nella lavatrice, non entrano dall'oblo'
 

Non accendere il fornello ed andare al cinema
 

Non mettere il dito nell'acqua bollente per provare com'e' di sale
 

Non mettere la mano sul fornello acceso per vedere se scalda
 

Non rivoltare la frittata facendola incollare al soffitto
 

...e ricordati che per eliminare i grassi non c'e' bisogno di
sparargli addosso!


Pensiero del mattino

Come una sigaretta
va in fumo
la vita ,
ma vale la pena
d'essere vissuta.
Amala e vivila sino in fondo:
non cercarne il senso,
sei tu che devi dare un senso a questa vita!

sabato 5 maggio 2012

Galátone

L’altra sera  abbiamo fatto una full immersion nella tradizione  e cultura del Salento a Galátone in occasione della festa del Santissimo Crocifisso della Pietà (me coioni!). Dapprima abbiamo visitato “l’Infiorata ti lu Panieri” nella chiesa di Maria Santissima Assunta (beata lei in questi tempi di disoccupazione!), appena usciti  abbiamo sentito le bande di Racale e quella di Sogliano Cavour che suonavano insieme proprio di fronte alla chiesa. Ad un certo punto più che di fame di cultura avevamo fame e basta e ci ciamo infilati in una “curte” (un cortile di accesso alle abitazioni delimitato da un portone) dalla quale proveniva un buon odorino. C’erano tavoli apparecchiati e ci siamo seduti. Abbiamo mangiato e bevuto come affamati, erano anni che non sentivamo più quegli odori e quei sapori: polpette al sugo, polpette alla brace, polpette fritte, pezzetti di carne al sugo, pezzetti in umido piccanti, involtini di agnello alla brace, capocollo e salsiccia alla brace, pitta casareccia, mammamia che bonta! Il tutto innaffiato da vino rosso locale che faceva cantare! C’erano delle donne paesane che solo in occasione della festa preparavano le pietanze in umido e al sugo, gli uomini invece si occupavano della brace. Tutta roba poco adatta a stomaci delicati o vegetariani!  Dopo, a stomaco pieno abbiamo ascoltato nella piazza principale addobbata a festa una splendida esecuzione della “Turandot” da parte della banda di Racale diretta da Grazia Donateo. Quindi la banda di Sogliano Cavour ha eseguito “Il Trovatore”. Ad un certo punto stanchi ed assonnati ce ne siamo andati e ci siamo persi i fuochi artificiali, che peccato!

mercoledì 25 aprile 2012

COMPLEANNO DELLA CASA DEL JAZZ!

La Casa del Jazz festeggia mercoledi 25 aprile il suo settimo anno di attività e per l’occasione si terrà una giornata di concerti, con ingresso gratuito, nel parco con i docenti, in particolare, Roberto Gatto, Paolo Damiani e Antonio Iasevoli, e gli allievi del Conservatorio di Santa Cecilia di Roma.
Roberto Gatto
 Aprirà la giornata alle 12, Roberto Gatto Band, con Roberto Gatto, batteria, Andrea Molinari chitarra, Antonio Giordano, sax tenore, Francesco Puglisi, contrabbasso. Sicuramente uno dei migliori batteristi al mondo, Roberto Gatto, la sua musica è caratterizzata sempre dal desiderio di esplorare i generi più diversi e contaminarli, incontrare e collaborare con altri musicisti, trasmettere emozione e divertimento a chi lo ascolta. Una batteria. Sembra poco, ma può essere tantissimo. Non tanto perché Roberto Gatto, seduto dietro ai suoi tamburi ha saputo viaggiare per il mondo dei suoni come pochi, pochissimi altri hanno saputo fare, ma soprattutto perché non è solo di ritmo, di percussioni, di battiti che si tratta. E forse non si tratta nemmeno solo di musica. Roberto Gatto è, infatti, un esploratore, un "ragazzo" che ha pensato di trasformare il suo strumento in una macchina in grado di muoversi nel tempo e nello spazio. No, non stiamo esagerando, perché Roberto, partendo dalla batteria, dal ritmo, dal battito, è andato altrove, è riuscito a superare le strette gabbie dei generi e degli stili, ha messo a disposizione il suo talento per aiutare quello degli altri, ha scritto, raccontato, sperimentato, visto, vissuto la musica in prima persona. E’ partito dal jazz ma ha scoperto la musica, tutta la musica, quella più raffinata e intransigente, quella più leggera e cantabile, non ha avuto timore di mescolare le sue bacchette e la sua testa pensante a quella di molti musicisti e molto diversi tra loro. L’elenco è lungo, ma vale la pena di rileggerlo tutto: Bob Berg, Steve Lacy, Johnny Griffin, George Coleman, Dave Liebman, Phil Woods, James Moody, Barney Wilen, Ronnie Cuber, Sal Nistico, Michael Brecker, Tony Scott, Paul Jeffrey, Bill Smith, Joe Lovano, Curtis Fuller, Kay Winding, Albert Mangelsdorff, Cedar Walton, Tommy Flanagan, Kenny Kirkland, Mal Waldron, Ben Sidran, Enrico Pieranunzi, Franco D'Andrea, John Scofield, John Abercrombie, Billy Cobham, Bobby Hutcherson, Didier Lockwood, Richard Galliano, Christian Escoudè, Joe Zawinul, Bireli Lagrene, Pat Metheny. Ma non basta, perché non sono i compagni di viaggio ad aver fatto grande Roberto Gatto, ma è il suo modo di essere musicista. Non è una star, non ha atteggiamenti da primadonna, sa essere allo stesso tempo sideman e bandleader, sa insegnare e ascoltare, non si confonde con quelli che trasformano la musica in circo, ma allo stesso tempo sa divertire e divertirsi con grande entusiasmo. 
Paolo Damiani
 Alle 15 il duo composto da Paolo Damiani al violoncello e da Antonio Iasevoli alla chitarra, entrambi docenti al Conservatorio di Santa Cecilia di Roma, si incontrano per dar vita a un inconsueto concerto tra chitarra e violoncello. A seguire Antonio Iasevoli e la classe di chitarra jazz: Marco Acquarelli / Claudio Leone / Andrea Molinari Trio. Roberto Dati / Damiano La Rocca / Pietro Nicosia Trio, e, infine, Daniele Cordisco / Nicola Di Tommas Duo. Un concerto con gli allievi di chitarra del Conservatorio Santa Cecilia di Roma coordinati da Antonio Iasevoli, docente di chitarra.
Chiuderà il settimo Compleanno della Casa del Jazz, Paolo Damiani Band. Dopo aver registrato tre cd per Egea, “Al tempo che farà” ha vinto 3 referendum (Musica Jazz, Musica & Dischi, Jazzmagazine) come miglior disco dell’anno 2007, Paolo Damiani batte nuovi percorsi: per il suo nuovo cd con l’etichetta di Perugia (che ha fruttato al musicista romano la vittoria del referendum Top Jazz come miglior compositore italiano) ha pensato un inedito organico che sia manifesto di un autentico laboratorio con nuovi talenti, peraltro già ben noti. Il lavoro è assai strutturato e testimonia l’impegno di Damiani nel campo della didattica e della valorizzazione di giovani ancora sconosciuti (basti ricordare che Paolo Fresu esordì nel 1982 nel quintetto di Damiani). Il repertorio è formato da brani originali di Damiani, alcuni arrangiati anche dai musicisti del gruppo, un nuovo modo di interpretare e ripensare temi storici ed inediti del compositore romano.

Parco, Via di Porta Ardeatina 55. Mercoledì 25 aprile, ore 12. Ingresso libero.

martedì 24 aprile 2012

Roma citta' eterna?

Villa Adriana - Tivoli
I Visigoti, gli Unni e gli Ostrogoti
furono peggio dei terremoti,
come i barbari fecero i Barberini:
ora tocca ad Alemanno e Polverini!

"La discarica a Corcolle,
mai vi fu cosa piu' folle,"
nei pressi di villa adriana:
"cosa ti va a pensar sta popolana"!

Ma quel che non sopporto
e' l'assalto al pubblico trasporto
dei parenti del sindaco Alemonno:
"'tacci tua e de tu nonno!"
Dice:"Roma e' sicura, tutto e' a posto"
"ma vattela a pijar 'nder posto!"

lunedì 23 aprile 2012

sabato 21 aprile 2012

venerdì 20 aprile 2012

Storia di Guido Keller, l’Aquila di D’Annunzio che lanciò il pitale a Montecitorio (recensione)


di Salvatore Balasco. Asso della nascente aeronautica militare italiana, eroe pluridecorato durante la grande guerra, il barone Guido Keller von Kellerer (1892-1929), insofferente di ogni conformismo e compromesso, visse gagliardamente ogni momento della sua vita breve ma intensa, precocemente interrotta da un incidente stradale. Patriota e irredentista, sensibile alle suggestioni delle più dinamiche avanguardie del Novecento, e in particolare del futurismo, fu uno fra i protagonisti dell'impresa fiumana al fianco di Gabriele D'Annunzio e raggiunse fama internazionale quando, per protestare contro il trattato di Rapallo che precludeva l'annessione della città adriatica all'Italia, scagliò dal suo aereo un pitale in ferro smaltato contro Montecitorio dopo un'avventurosa trasvolata sulla capitale.
Al manico era legato un mazzo di rape e di carote, con un nastro rosso e la scritta: ‘Guido Keller, alla azione nello splendore'. Sul Vaticano aveva invece lanciato una rosa bianca, con una dedica a Frate Francesco, mentre sul Quirinale fece piovere sette rose rosse, offerte in dono alla Regina e al popolo d'Italia. Ora un importante libro di Alberto Bertotto, ‘L'uscocco fiumano. Guido Keller fra D'Annunzio e Marinetti' (Sassoscritto editore, Firenze, pp. 192, euro 15), ripensa la storia di questo strano personaggio che gli scatti in bianco e nero immortalano con capelli e barba perennemente arruffata, circondato da un alona di leggende per le sue imprese di armi e di sesso...leggi tutto


Roma capitale

Con l'attuale amministrazione ha perso la ca ed è diventata un pitale!

giovedì 19 aprile 2012

Seven Brothers

Alex Cecchetti


Ieri sera ho avuto il piacere di assistere al Goethe Institut allo spettacolo "Seven Brothers, una performance artistica per sei danzatori (six dancers) di Alex Cecchetti. Lo spettacolo è stato rappresentato già ad Amburgo, poi Lisbona e ieri a Roma. Siamo dovuti entrare uno alla volta senza scarpe e tutti intorno seduti per terra in un silenzio carico di tensione guardavamo lo show. Esso consisteva in sei o sette persone che dormivano sdraiati per terra. Il coreografo Cecchetti spiegava sottovoce le varie fasi dello spettacolo, ma non si capiva niente perchè troppo sottovoce. Dopo mezz'ora di immobilita' dei danzatori (e assoluto silenzio) ho capito quale era il vero spettacolo: gli spettatori quatti quatti se la squagliavano alla spicciolata, qualcuno dormiva russando e noi che ci aspettavano succedesse qualcosa abbiamo restistito fino a quando il coreografo ha svegliato uno per uno i danzatori ed ci ha invitato a battere le mani perche' era finito lo show, ci aveva presi per il culo, porca vacca!