domenica 25 luglio 2010

Premio l'olio della poesia a Serrano

Ieri sera ho assistito a Serrano, frazione di Carpignano, vicino a Martano (chissa' perche' i nomi dei comuni finiscono tutti in 'ano) alla 15ma insolita manifestazione "Premio l'olio della poesia". Insolito perche' il poeta viene premiato con un quintale di olio extravergine d'oliva dell'oleificio San Giorgio di Carpignano. Chissa' cosa ci fara' con un quintale d'olio evo il poeta milanese Milo De Angelis, mi hanno assicurato che glielo consegnano, poi lui ne fa cosa gli pare.E' stato distribuito ai presenti un testo con un componimento inedito del poeta milanese stampato in 999 copie numerate. In concomitanza e' stato premiato con il premio Salento d'amare (una targa e un manufatto in pietra leccese) anche Giorgio Forattini, un personaggio che ama il salento dove trascorre le ferie da oltre quattro anni. Forattini ha anche recitato alcune delle sue poesie perche' oltre alla satira ha la passione della poesia (la satira ormai non la esercita piu' dalla fine della prima repubblica causa querele a iosa che gli hanno fatto perdere il lavoro - e' stato licenziato da tutti i giornali con cui collaborava). In concomitanza alla manifestazione, c'era uno stand dove si poteve barattare un libro anche usato con una bottiglietta di olio evo (250g) dell'azienda Montevergine di Otranto. Per scaricare o vedere un breve filmato con Milo De Angelis che recita una sua poesia:

lunedì 19 luglio 2010

Mistero risolto dopo millenni: è nata prima la gallina (da Futuro Prossimo)

Una delle più curiose e famose questioni di vita, che ci ha coinvolto per generazioni, è la famosa: "è nato prima l'uovo o la gallina?". Di fatto, una gallina viene da un uovo: d'altra parte, un uovo viene pur da una gallina. Sembrava una domanda senza soluzioni: fino ad oggi...leggi tutto

Salento da bere - Five Roses (recensione da leonedecastris.com)


E’ stato il primo vino rosato italiano ad essere imbottigliato e commercializzato in Italia. Anno di grazia 1943. Novanta per cento di Negroamaro, dieci per cento di Malvasia Nera. Nel nome l’eco di una contrada nel feudo di Salice Salentino, “Cinque Rose” appunto, ma anche quella tradizione quasi leggenda legata al fatto che per intere generazioni ogni Leone de Castris ha avuto cinque figli. Fu sul finire dell’ultima guerra che il generale Charles Poletti, commissario per gli approvvigionamenti delle forza alleate, chiese una grossa fornitura di vino rosato. Italiano sì, ma dal nome rigorosamente americano. Così nacque il Five Roses. Che nella particolarissima versione del 60° Anniversario annata 2003 è stato premiato a Roma da Bibenda&Duemilavini A.I.S. con l’Oscar 2005, quale miglior vino rosato italiano; mentre la versione 63° Anniversario annata 2006 è stato premiato con le Tre Rose (equivalente ai Tre Bicchieri) dal Gambero Rosso. Quello premiato, rispetto al Five Roses tradizionale, è diverso sia per gusto che per posizionamento di mercato. Con il suo ottanta per cento di negroamaro (a fronte del novanta che di solito lo contraddistingue) e venti per cento di malvasia (a fronte del dieci). Prodotto particolare, nato per festeggiare nel ‘93 i 50 anni di vita, e la scelta di utilizzare proprio per questo i vigneti più vecchi della tenuta. Un prodotto, come lo descrive Piernicola Leone de Castris, “ancora più complesso, con una gradazione alcolica più alta” e come canale di distribuzione riservato alla ristorazione ed alle enoteche...leggi tutto

lunedì 12 luglio 2010

Festa di Santa Domenica a Scorrano (3-7 luglio 2010)

Piantò i piedi per terra al confine tra Maglie e Scorrano e non si mosse più, la statua di Santa Domenica. I magliesi, capirono ben presto che la giovane santa, "potente" nella concessione di grazie in quel di Scorrano, non ne voleva proprio sapere di "dimorare" nella loro città, dove il patrono San Nicola di grazie non ne concedeva più. ..leggi tutto
Per vedere o scaricare un filmato della festa con la banda le luminarie e i fuochiclicca qui

lunedì 5 luglio 2010

Festa di San Pietro e Paolo a Galatina (28 - 30 giugno 2010)


Tutto ruota intorno a un pozzo. Al centro di Galatina, in una cappella serbata nell'anima di un palazzo antico, oracolo e ombelico del Salento, scorre l'acqua salvifica purificatrice di corpi che in altri tempi qui trovarono pace, redenti. Succedeva che, nella terra del rimorso arsa dal sole di giugno Galatina si preparava alla festa patronale dei suoi santi Pietro e Paolo, sui lucidi basoli ricamava le piu' belle luminarie, le bande diffondevano alla piazza le sinfonie colte e le giovinette tiravano indietro i capelli e vestivano gli abiti migliori per andare incontro all'amore.Succedeva anche che, negli altri paesi del salento, gemme di una corona immaginaria attorno a Galatina, corpi di donne gemevano a ritmi frenetici, morsi dal veleno del ragno "della noia", e parenti e vicini le rimiravano dolenti in attesa che l'esorcismo scandito dal musico si compisse. Alla vigilia della festa, il 28 giugno di ogni anno, i galatinesi assistevano a due processioni: quella dei simulacri che andavano a prendersi le chiavi della citta' a passo di banda, e quella delle tarantate e di quelle che erano state liberate, che andavano a bere l'acqua del pozzo, a purificarsi dal dolore, dalle sconfitte nella continua battaglia della vita, dalle ferite dell'anima ricucite nell'equilibrio temporaneo di un anno, quando il tabacco le avrebbe riportate ai campi, al ragno, alla "noia". Fuori le ragazze in eta' da marito facevano occhi dolci all'innamorato. Dentro la cappella, vestite di bianco, al cospetto del loro sposo San Paolo, le tarantate invocavano la grazia, strisciavano le proprie speranze, si stordivano in un anelato e virtuale amplesso, scrollandosi cosi' il peso di una vita di privazioni, di anonimato nella gerarchia della societa'...leggi tutto

Link per scaricare un breve filmato della festa:  Clicca qui