giovedì 26 gennaio 2012

Kamut: un mito da sfatare (da Terra Nuova)

Ha buone proprietà nutrizionali ed è eccellente per la pastificazione, ma non è stato "risvegliato" da una tomba egizia e non è adatto ai celiaci. Inoltre viene coltivato e venduto in regime di monopolio, ha un costo eccessivo e una pesante impronta ecologica.
Luci e ombre sul Kamut - o meglio, del Khorasan: un tipo di frumento che tra l'altro abbiamo anche in Italia.
"Kamut" non è il nome di un grano, ma il marchio commerciale (come "Mulino Bianco" o "McDonald's") che la società Kamut International ltd ha posto su una varietà di frumento registrata negli Stati Uniti con la sigla QK-77, coltivata e venduta in regime di monopolio e famoso in tutto il mondo grazie a un'operazione di marketing senza precedenti.
C'è chi chiama questa varietà anche "grano del faraone", perchè si racconta che i suoi semi sono stati ritrovati intorno alla metà dello scorso secolo in una tomba egizia e inviati nel Montana, dove dopo migliaia di anni sono stati "risvegliati" e moltiplicati.
Il marketing decisamente efficace che è alla base del successo del Kamut ha fatto leva su tre aspetti: la suggestiva leggenda del suo ritrovamento, l'attribuzione di eccezionali qualità nutrizionali e una presunta compatibilità per gli intolleranti al glutine. Parliamone.
Il Frumento orientale o grano grosso o Khorasan – lo chiamiamo con il suo nome tramandato, comune e «pubblico», mentre Kamut è un nome di fantasia registrato – è una specie (Triticum turgidum subsp. turanicum) appartenente allo stesso gruppo genetico del frumento duro: presenta un culmo (fusto) alto anche 180 cm; ha la cariosside (chicco) nuda e molto lunga, più di quella di qualunque altro frumento; è originario della fascia compresa tra l’Anatolia e l’Altopiano iranico (Khorasan è il nome di una regione dell’Iran); nel corso dei secoli si è diffuso sulle sponde del Mediterraneo orientale, dove in aziende di piccola scala è sopravvissuto all’espansione del frumento duro e tenero...leggi tutto

lunedì 16 gennaio 2012

Aiutaci! (Dal Vernacoliere di gennaio)

La pedofilia nel clero non si può sconfiggere per un motivo molto semplice: i bambini continuano a nascere. La nascita dei bambini è una piaga sociale che dura da millenni e che menti brillanti hanno inutilmente cercato di arginare con i metodi più fantasiosi. La figura di Erode andrebbe rivalutata: egli fu uno dei primi ad accorgersi della malvagità e della malizia insita nell'animo dei fanciulli e come ogni uomo illuminato cercò di mettere in opera l'unica contromisura possibile: lo sterminio. Non fare finta che il problema non esista: anche in questo momento migliaia di bambini stanno venendo al mondo con il solo scopo di indurre in tentazione miti uomini di chiesa. Se sei a conoscenza della nascita di qualche bambino avvisa immediatamente le forze dell'ordine. Grazie.