martedì 26 marzo 2013

L'imbroglio del salvataggio di Cipro

Cerchiamo di capire il seguito del cosiddetto salvataggio di Cipro, di fatto in bancarotta. L'importo dell'aiuto finanziario europeo ammonta a 10 mld di euro a cui si aggiungono 5,8 mld di euro prelevati forzosamente (letteralmente rubati) dai conti correnti superiori a 100 mila euro. E' curioso il fatto che l'importo del prelievo sia stato deciso dalla Ue o meglio dalla Germania e casualmente coincide con quanto sono esposte le banche tedesce verso Cipro, ma forse sarà una coincidenza.
Sicuramente, colpendo principalmente i capitali stranieri (soprattutto russi) poiché ritenuti di dubbia provenienza, si colpiscono anche conti correnti riconducibili a patrimoni leciti o a società ed imprese che ne subiranno le relative perdite, determinando un escalation di fallimenti a catena che, verosimilmente, condanneranno l’economia cipriota ad una lunga e profonda depressione rendendo  impagabile il debito che, per effetto degli aiuti ricevuti (10 Mld di euro), arriverà al 140% del Pil, se non oltre. In questo caso, la Grecia insegna e le conseguenze sono del tutto immaginabili.

sabato 23 marzo 2013

IL "MISTERO" DI DIO (recensione da Professione Docente)

Dio Horo dell'antico Egitto
L’uomo è più vecchio di Dio, molto più vecchio, oltre cento volte più vecchio. Tutte le divinità e i loro adepti devono rispetto all’uomo, tanto rispetto al padre che li ha generati.
La discussione intorno alla figura di Dio andrebbe avviata, a mio avviso, iniziando dai suoi dati anagrafici: luogo e data di nascita, come del resto si fa con qualsiasi personaggio storico, importante o meno che sia, per inquadrarlo correttamente nell’ambiente sociale, storico ed economico. Dio nasce nella mente degli uomini preistorici circa 50 mila anni fa (volendo essere espansivi con il mondo religioso) nel paleolitico superiore, come idea allo stato embrionale, come senso di stupore, paura e manifestazione di atteggiamenti misteriosi nei confronti della morte. I nostri antenati, con l’inizio dell’inumazione nelle tombe, depositavano in esse, quale corredo del defunto, una serie di oggetti: monili, denti di animali, conchiglie, palline di ocra, arnesi da caccia, immaginando la continuità della vita in un misterioso aldilà. Dio nasce e si sviluppa dal sentimento di paura e dal terrore della morte, un vero trauma non solo per i nostri progenitori ma anche per molti uomini del presente. Nei rapporti con la natura l’uomo primitivo esprime invece forme di vitalità senza panico, riproduce fedelmente le scene reali della vita. E’ quello che succede nel paleolitico superiore (30-10 mila anni a.c.) con la pittura rupestre. Vengono raffigurati nelle grotte animali e scene di caccia, con una simbologia che fa pensare a riti propiziatori di una buona caccia (grotta del Lascaux, Francia). Questo legame molto forte con la natura, con gli animali in particolare, che costituivano una preziosa fonte di cibo (gazzelle, bisonti, ecc.) venne via via ideologizzato fino ad una vera e propria venerazione...leggi tutto

giovedì 21 marzo 2013

“Programmati per autodistruggersi” la vita breve di cellulari e lavatrici (da la Repubblica riportato da Diritti Globali)

Uno studio tedesco: strategia per aumentare le vendite ai danni dei consumatori
LA LAVATRICE non gira più, la tv non rende più fedelmente i colori nelle
immagini, o all’improvviso lo schermo resta buio. La lavastoviglie sbaglia i programmi o perde
acqua, il frigorifero s’inceppa. E in ogni caso del genere il tecnico, chiamato d’urgenza,
scuote la testa: «Che vuole, non è più in garanzia».
DITE la verità, a quanti di voi è già successo? E quante volte avete avuto il sospetto che
elettrodomestici o altri oggetti d’uso quotidiano (magari anche diverse auto di massa) siano
prodotti per rompersi apposta allo scadere della garanzia? Il peggio viene poi dalla
successiva osservazione del tecnico o meccanico: «Non le conviene riparare, costa troppo,
meglio comprarne uno nuovo». Ora uno studio commissionato dai Verdi tedeschi a scienziati
ed economisti per la prima volta dice che purtroppo abbiamo ragione: il principio si chiama
“obsolescenza programmata”. Serve a produrre e vendere di più. Pazienza se solo nella
Repubblica federale, in qualche anno, lo scherzetto è costato 100 miliardi agli ignari
consumatori.
L’idea di indagare è venuta al gruppo parlamentare degli ecologisti. Un esperto, Stephan
Schridde, e il professor Christian Kleiss della facoltà di Economia di Aalen, si sono messi al
lavoro studiando una ventina di elettrodomestici e altri prodotti di largo consumo. I risultati
sono scoraggianti. Per noi consumatori almeno, non per
chi produce e vende di più.
È un vecchio trucco, l’obsolescenza programmata, dice il rapporto. L’associazione dei
produttori di elettrodomestici di qui replica che «se fosse così i consumatori cambierebbero
subito marca, e le aziende si rovinerebbero ». Ma già nel 1924 i produttori di lampadine
conclusero un accordo segreto: produrle perché durassero non più di mille ore. Decenni dopo
furono scoperti, ma il divieto di limitarne la vita non è stato mai applicato davvero.
E che dire della tv, davanti a cui ci sediamo ogni sera? Oggi si possono acquistare splendidi
televisori ultrapiatti, con telecomandi con mille funzioni e l’allaccio a internet. Peccato che
spesso all’interno abbiano condensatori elettrolitici di scarsa qualità, che non vivono molto più
della garanzia. Un altro caso storico di complotto ai danni del consumatore avvenne con le
calze di nylon: quando furono lanciate sul mercato nel 1940 erano così robuste che l’industria
subì un crollo nelle vendite, duravano troppo. I produttori allora si accordarono: modificarono la
fibra, e ne misero a punto una più fragile...leggi tutto

lunedì 18 marzo 2013

Il lancio del nano e altri esercizi di filosofia minima (scritto da Armando Massarenti recensione di Ubaldo Nicola)

Andava di moda qualche anno fa, fra gli australiani, lo strano sport del “lancio del nano”. Che cosa è? Nulla di meno di quanto il titolo promette: ci si sfidava a gettare il più lontano possibile un nano consenziente. Lenny, soprannominato “The Giant” (Il Gigante), la star di questo sport, è stato lanciato a più di nove metri, con soddisfazione sua e del “lanciatore”. La cosa non può lasciarci indifferenti. E’ giusto vietare questa pratica perché lesiva della dignità umana? Oppure hanno ragione i nani a difendere il loro diritto di essere lanciati come e quando gli pare?
La questione, comunque, è troppo curiosa per passare inossservata agli occhi di un filosofo, e così Armando Massarenti, si trovò a scriverne sulle pagine Scienza e Filosofia del supplemento culturale Il Sole 24 Ore, di cui è il responsabile. Si poteva, però, comporre un lungo e dotto articolo su un problema tanto spicciolo e minimo? L’intuizione fu, si legge sulla copertina del testo edito da Guanda, che “Alle grandi questioni della filosofia forse conviene risponedere in breve. Almeno questa è la nostra scommessa. Non sempre è possibile, ovviamente, e certo le rispose non potranno essere definitive. Ma a ben vedere questo anche per le sontuose trattazioni cui ci hanno abituati i pensatori di ogni tempo”...leggi tutto

domenica 17 marzo 2013

Primum Vivere deinde Philosophari ovvero la filosofia non serve se non cura

(Sapere di non sapere. Manuale di filosofia per le scuole - Recensione)
A cosa serve la filosofia? Una domanda che i filosofi di professione considerano ingenua o irriverente. Secondo questi soloni non deve servire a qualcosa. E' amore puro e disinteressato della conoscenza come dice la parola stessa. E qui mi verrebbe spontaneo un vaffa. E' vero che la filosofia e' la madre che di tutte le scienze moderne, ma essa e' sopratutto un modo di affrontare i problemi e di cercare soluzioni, quindi un modo di ragionare che piu' utile alla vita non si puo'. E' un metodo che non da' mai risposte assolute, ma relative e temporane sempre confutabili che ha dato origine al metodo della ricerca scientifica. Nell'introduzione al manuale si afferma che uno dei compiti della filosofia è appunto quello di sviluppare, per ogni aspetto della vita e della conoscenza, la capacità di fare le domande giuste, evitando di girare a vuoto intorno a falsi problemi o questioni mal poste.Domande, domande, domande. Questo è lo spirito con cui accostarsi alla filosofia. Dietro ognuno di questi interrogativi però ci sono persone in carne e ossa, con vite a volte assai spericolate o bizzarre. Non esiste un senso della vita, eppure possiamo dargliene milioni… Ho assistito ieri sera alla presentazione di questo manuale che purtroppo e' durata solo un'ora.Vi sono modi di ragionare filosofici che senza accorgerci noi adottiamo nei nostri ragionamenti, che sono entrati ormai nel nostro modo di pensare. Quando ad esempio parliamo di forma e di sostanza noi facciamo un ragionamento aristotelico.

sabato 16 marzo 2013

Via Fani 35 anni dopo: quanti misteri ancora (da ArticoloTre)

16 marzo 2013- Via Fani, 35 anni dopo.
Ricorre oggi l'anniversario dell'azione di fuoco brigatista che si concluse con il sequestro del presidente della Dc Aldo Moro e l'uccisione dei cinque uomini della scorta.
Sono le 9,02 del 16 marzo 1978 quando scatta l'operazione dei terroristi. Tutto finisce tre minuti più tardi. La prima auto ad arrivare è una Fiat 132, quella su cui verrà fatto salire l'ostaggio. A bordo vi sono tre persone: una sosta, mentre le altre due salgono a piedi su via Stresa portando una grande borsa. Subito dopo arrivano due 128, che i testimoni vedono scendere in via Fani, contromano e a passo d'uomo.
Seguono una Fiat 128 targata Corpo Diplomatico, una che sbarra a monte via Maderno e una moto Honda. Il gruppo che opera è costituito da circa 19 terroristi: 9 per sparare, 6 alla guida e 4 di copertura. Vengono colpiti prima l'appuntato Domenico Ricci e Oreste Leonardi, che è alla guida della Fiat 130 di Moro. Dal lato sinistro della strada, i terroristi aprono il fuoco contro l'Alfetta uccidendo Raffaele Iozzino, sceso con la pistola d'ordinanza dall'auto, Giulio Rivera, e ferendo gravemente Francesco Zizzi, che morirà poco dopo al Policlinico Gemelli.
Sui fatti di via Fani ''non è ancora emersa tutta la verita': l'ipotesi che ci stata una sorta di congiura si fa sempre più robusta'', dice Ferdinando Imposimato, dal 1978 al 1984 giudice istruttore del processo Moro...leggi tutto

giovedì 7 marzo 2013

Storia di Barlaam e Ioasaf - La vita bizantina del Buddha (recensione) da archiviostorico.info

a cura di Paolo Cesaretti e Silvia Ronchey - Einaudi ed.
IL LIBRO – Capofila di tutte le storie cristianizzate del Buddha, questo testo bizantino degli anni intorno al Mille ha una genesi affascinante tra il Caucaso e il Monte Athos, in un intreccio di lingue, culture e religioni diverse. A questo proposito l'introduzione di Silvia Ronchey è un "romanzo di filologia" che mostra come lo studio della tradizione dei testi possa toccare il cuore degli snodi culturali e, in questo caso, degli intricati rapporti fra Occidente e Oriente. La "Storia di Barlaam e loasaf" racconta di un principe indiano che, grazie agli insegnamenti di un anacoreta, fugge dal palazzo dove il padre l'ha rinchiuso per proteggerlo dai mali del mondo, abbandona il destino regale e avvia il suo percorso mistico-eremitico. Che la storia ricalcasse quella del Buddha se ne erano accorti già gli studiosi di fine Ottocento, ma la matassa dei passaggi e delle mediazioni è stata dipanata solo in anni recenti, anche grazie all'edizione critica pubblicata da Robert Volk nel 2009. Basandosi sul suo testo e sui suoi apparati, Paolo Cesaretti consegna ai lettori una puntuale revisione della traduzione (di entrambi i curatori) e una ristrutturazione delle note e degli indici, che completano l'informazione aggiornata sull'insieme dell'opera fornita nel saggio introduttivo. Si possono così apprezzare sia le qualità narrative del testo sia la ricchezza allusivo-sapienziale delle parabole incastonate nel racconto, che hanno affascinato molti scrittori nel corso dei secoli...leggi tutto

lunedì 4 marzo 2013

Bomba inesplosa vicino alla cantina 'Due Palme' (da LecceSette)

Inquietante ritrovamento a Lecce: una bomba inesplosa davanti alla Cantina Due Palme
Artificieri in azione questa mattina a Lecce. Un ordigno, fortunatamente inesploso, è stato ritrovato davanti alla Cantina Due Palme, in via Benedetto Croce, all'incrocio con viale Japigia, a Lecce. La bomba, con tutta probabilità piazzata nella notte, è adesso sotto osservazione degli artificieri, giunti sul posto per renderla inoffensiva. Sul caso indagano i militari del nucleo investigativo
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